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Termini definiti
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Lettere coperte
Redazione
Curato dalla redazione tecnica
Questo glossario serve a chi riceve un rapporto di prova e vuole capire ogni voce senza laurea in chimica: privati con pozzo, amministratori di condominio, titolari di attività con obblighi HACCP, tecnici e consulenti. Ogni termine ha una scheda dedicata con definizione estesa, riferimenti normativi e collegamenti alle analisi pertinenti.
Come navigarlo: digita una parola nella barra di ricerca qui sopra (funziona anche con sinonimi e sigle, es. «CFU» per UFC) oppure usa l'indice alfabetico per scorrere le voci lettera per lettera. Ogni card mostra la definizione breve; il clic apre la scheda completa.
Per approfondire oltre le definizioni: le schede dei parametri dell'acqua con limiti del D.Lgs. 18/2023, la pagina normative sulle analisi dell'acqua (incluse Direttiva UE 2020/2184 e Linee Guida Legionella), le domande frequenti , lo strumento interpreta referto e l'enciclopedia dell'acqua con oltre 280 voci verificate.
Insieme di procedure che ogni azienda alimentare adotta per garantire la sicurezza degli alimenti, basato sui principi HACCP.
Forma ridotta dell'azoto, utile per intercettare contaminazioni organiche, condizioni riducenti o problemi di trattamento. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 0,50 mg/L.
Metalloide tossico e cancerogeno, spesso di origine geogenica nelle falde profonde. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 10 µg/L.
Ente del Servizio Sanitario Nazionale responsabile, attraverso il Dipartimento di Prevenzione, dei controlli ufficiali sulle acque destinate al consumo umano.
Ente tecnico del sistema pubblico che monitora ambiente e corpi idrici regionali, supportando controlli e pianificazione su acque superficiali e sotterranee.
Acqua conforme ai parametri di qualità del D.Lgs. 18/2023 s.m.i. (che ha abrogato il D.Lgs. 31/2001 dal 21/03/2023), idonea al consumo umano e alla preparazione di alimenti.
Acque dolci esposte all'atmosfera (laghi, fiumi, invasi). Disciplinate dal D.Lgs. 152/2006 per la protezione e dal D.Lgs. 31/2001 per la potabilizzazione.
Acque presenti nel sottosuolo nelle falde acquifere. Forniscono la maggioranza dell'acqua potabile italiana attraverso pozzi e sorgenti.
Parametro indicatore legato soprattutto ai processi di chiariflocculazione nelle acque superficiali. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 200 µg/L.
Riconoscimento formale rilasciato dall'Ente Italiano di Accreditamento (Accredia) che attesta la competenza tecnica di un laboratorio secondo la norma ISO/IEC 17025. È condizione necessaria per emettere rapporti di prova validi a fini legali e di controllo ufficiale.
Definizione normativa (D.Lgs. 18/2023) di tutte le acque utilizzate per bere, cucinare, preparare cibi o bevande, o per altri usi domestici, indipendentemente dall'origine (acquedotto, pozzo, sorgente) e dal trattamento. Include anche le acque usate nelle imprese alimentari.
Unico ente nazionale di accreditamento riconosciuto dallo Stato italiano (D.M. 22/12/2009), designato ai sensi del Regolamento (CE) 765/2008 per attestare la competenza tecnica di laboratori, organismi di certificazione e di ispezione.
Interferente endocrino utilizzato in plastiche e resine epossidiche. Il D.Lgs. 18/2023 introduce un limite di 2,5 µg/L nelle acque potabili.
Idrocarburo aromatico cancerogeno, tipico indicatore di contaminazione da carburanti o siti industriali. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 1,0 µg/L.
Gruppo di batteri usati come indicatori della qualità microbiologica dell'acqua. Limite per l'acqua potabile: 0 UFC/100 mL.
Quota di disinfettante che rimane in acqua dopo il trattamento e protegge la rete. Non è un valore di parametro, ma in esercizio si raccomanda spesso circa 0,20 mg/L al punto d’uso.
Indice della quantità di sali disciolti e della mineralizzazione dell’acqua, espresso in µS/cm. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 2500 µS/cm a 20 °C.
Forma più ossidante e critica del cromo nelle acque. Il riferimento attuale resta il cromo totale a 50 µg/L; il D.Lgs. 18/2023 introduce per il Cr VI un limite specifico di 25 µg/L dal 12 gennaio 2028.
Sottoprodotti che si formano quando si usa biossido di cloro per la disinfezione. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 0,7 mg/L.
Anione che contribuisce alla salinità e al gusto dell’acqua. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 250 mg/L.
Operazione di prelievo di un'aliquota d'acqua rappresentativa, condotta secondo norme tecniche specifiche (UNI EN ISO 19458, ISO 5667).
Metallo tossico con accumulo soprattutto a livello renale, di origine industriale o da corrosione. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 5,0 µg/L.
Composti molto tossici, rari nelle acque potabili ma rilevanti in caso di contaminazione industriale. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 50 µg/L.
Batterio sporigeno indicatore di contaminazione fecale persistente, parametro D.Lgs. 31/2001 per acque trattate da fonti superficiali. Limite: assenza in 100 mL.
Sottogruppo storico dei coliformi totali in grado di crescere a 44,5°C. Non più richiesto dal D.Lgs. 31/2001, sostituito da Escherichia coli come indicatore specifico di contaminazione fecale.
Conteggio dei batteri eterotrofi capaci di crescere su agar a 22°C (flora ambientale) e a 37°C (flora di origine umana/animale). Parametri indicatori del D.Lgs. 31/2001, valore di riferimento: senza variazioni anomale.
Concentrazione complessiva del cromo nelle sue diverse forme chimiche (Cr III + Cr VI) nelle acque. Limite D.Lgs. 31/2001 e D.Lgs. 18/2023: 50 µg/L; il D.Lgs. 18/2023 introduce inoltre per il Cr VI un limite specifico di 25 µg/L dal 12 gennaio 2028.
Tecnica cromatografica per la determinazione simultanea di anioni e cationi in acqua: cloruri, solfati, nitrati, nitriti, fluoruri, fosfati, sodio, potassio, calcio, magnesio. Norma di riferimento UNI EN ISO 10304.
Procedura documentata che traccia il campione dal momento del prelievo fino all'emissione del rapporto di prova, garantendo l'integrità e l'identificabilità del campione in ogni passaggio.
Decreto italiano che recepisce la direttiva 98/83/CE e disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano. Stabilisce i valori di parametro chimici e microbiologici.
Decreto del 2023 che recepisce la direttiva (UE) 2020/2184 e sostituisce il D.Lgs. 31/2001. Introduce nuovi parametri (PFAS, bisfenolo A) e l'approccio basato sul rischio.
Misura del contenuto di calcio e magnesio nell’acqua, espressa in °F o mg/L CaCO3. È un parametro indicatore: nessun limite legale, fascia ottimale spesso indicata tra 15 e 50 °F.
Batterio indicatore di contaminazione fecale recente. La sua presenza in acqua potabile è incompatibile con la potabilità (limite: 0 UFC/100 mL).
Batteri indicatori di contaminazione fecale particolarmente persistenti nell'ambiente acquatico. Limite acqua potabile: 0 UFC/100 mL.
Metallo molto comune nelle acque sotterranee. Limite D.Lgs. 31/2001: 200 µg/L. Conferisce colore rossastro e sapore metallico.
Anione presente soprattutto in acque di origine vulcanica o geotermica. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 1,5 mg/L.
Corpo idrico sotterraneo contenuto in una formazione geologica permeabile. Si distingue in falda freatica (libera) e artesiana (in pressione).
Sistema di autocontrollo igienico-sanitario obbligatorio per tutti gli operatori del settore alimentare ai sensi del Reg. CE 852/2004.
Tecnica cromatografica che separa i componenti di una miscela liquida pompata ad alta pressione attraverso una colonna a fase stazionaria. Base analitica per l'analisi di sostanze organiche poco volatili nelle acque.
Norma internazionale che definisce i requisiti di competenza dei laboratori di prova e taratura. È la base dell'accreditamento dei rapporti di prova.
Composti organici cancerogeni derivanti da combustione e prodotti petroliferi. Limite somma: 0,1 µg/L; benzo(a)pirene: 0,01 µg/L.
Tecnica analitica che ionizza il campione in un plasma di argon a 6.000-10.000 K e analizza gli ioni con uno spettrometro di massa. Tecnica di riferimento per metalli e oligoelementi in acqua, con LOQ a livello ng/L.
Batterio patogeno trasmesso per via aerea attraverso aerosol d'acqua contaminata, responsabile della legionellosi (legionella pneumonia e febbre di Pontiac).
Concentrazione minima al di sotto della quale il metodo analitico non è in grado di distinguere il segnale dal rumore di fondo.
Concentrazione minima di un analita che può essere quantificata con accuratezza e precisione accettabili, generalmente posta pari a 3-10 volte il LOD. Convenzionalmente, l'incertezza relativa al LOQ è inferiore al 20%.
Tecnica analitica che accoppia la cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC) a uno spettrometro di massa a triplo quadrupolo. Standard d'oro per l'analisi di pesticidi, PFAS, farmaci e contaminanti emergenti in tracce nelle acque.
Documento di riferimento nazionale (Conferenza Stato-Regioni, 7 maggio 2015) che disciplina la prevenzione e il controllo della legionellosi negli edifici a uso pubblico, sanitario, ricettivo e termale.
Specie del genere Legionella responsabile della maggior parte dei casi di legionellosi umana. Si ricerca in UFC/L secondo UNI EN ISO 11731, soprattutto in reti di acqua calda sanitaria e impianti aerosolizzanti.
Tossina prodotta da cianobatteri in laghi e bacini eutrofici. Il D.Lgs. 18/2023 fissa il limite a 1,0 µg/L nelle acque potabili.
Metallo presente soprattutto in falde riducenti e pozzi profondi. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 50 µg/L.
Metallo molto tossico per sistema nervoso e reni, raro ma prioritario nei controlli mirati. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 1,0 µg/L.
Tecnica statistica per stimare la concentrazione di microrganismi in un campione liquido tramite diluizioni multiple. Espresso in MPN/100 mL, è il metodo di riferimento per coliformi ed Escherichia coli secondo ISO 9308-2.
Gruppo di elementi metallici o semimetalli monitorati per tossicità, rilascio da tubazioni o origine geogenica. Nelle acque potabili comprendono tra gli altri piombo, arsenico, cadmio, mercurio, nichel, rame, cromo e manganese.
Composti azotati molto mobili nelle falde, indicatore tipico di pressione agricola e zootecnica. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 50 mg/L.
Forma intermedia dell'azoto, indice di contaminazione recente o di nitrificazione incompleta. Limite D.Lgs. 18/2023: 0,50 mg/L in distribuzione e 0,10 mg/L all'uscita dell'impianto.
Metallo che può essere rilasciato da rubinetteria, raccorderia o da alcune matrici geologiche. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 20 µg/L.
Sale inorganico (NH₄NO₃) che in acqua si dissocia in ione ammonio e nitrato; il D.Lgs. 18/2023 regola separatamente i due ioni componenti con limiti distinti.
Misura logaritmica dell'acidità o basicità dell'acqua, senza unità di misura. Intervallo di parametro D.Lgs. 18/2023: 6,5-9,5.
Composti perfluoroalchilici, contaminanti emergenti molto persistenti. Limite D.Lgs. 18/2023: somma 20 PFAS ≤ 0,1 µg/L.
Metallo tossico soprattutto per sistema nervoso e sviluppo infantile. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 10 µg/L in fase transitoria, ridotto a 5 µg/L dal 12 gennaio 2028.
Parametri che descrivono qualità del trattamento, stabilità dell’acqua e stato della rete; non sempre indicano un rischio sanitario diretto, ma restano essenziali per la conformità.
Batterio patogeno opportunista, parametro obbligatorio per acque imbottigliate, piscine e strutture sanitarie. Limite: assenza in 250 mL.
Residui di prodotti fitosanitari nelle acque. Limite D.Lgs. 31/2001: 0,1 µg/L per singola sostanza, 0,5 µg/L come somma.
Punto fisico in cui viene prelevato il campione. Nelle acque potabili è il rubinetto dell'utente; in HACCP il punto rappresentativo del processo.
Composto perfluoroalchilico a catena lunga, classificato cancerogeno per l'uomo (IARC gruppo 1, 2023). Limite individuale D.Lgs. 18/2023: incluso nella somma 20 PFAS (0,1 µg/L); limite per somma PFAS-totali 0,5 µg/L.
Composto perfluoroalchilico a catena lunga, inserito nella Convenzione di Stoccolma (2009) tra gli inquinanti organici persistenti. Incluso nella somma 20 PFAS del D.Lgs. 18/2023 (limite: 0,1 µg/L).
Metallo essenziale ma problematico in caso di corrosione delle tubazioni interne. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 2,0 mg/L.
Regolamento europeo del 29 aprile 2004 sull'igiene dei prodotti alimentari. Rende obbligatori per tutte le imprese alimentari l'autocontrollo basato su HACCP e l'uso di acqua potabile nei processi produttivi.
Massa totale di sostanze disciolte nell'acqua, espressa in mg/L. Indicatore di mineralizzazione, correlato alla conducibilità.
Catione molto comune nelle acque naturali e nelle falde costiere. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 200 mg/L.
Anioni legati alla mineralizzazione dell’acqua e alla presenza di rocce evaporitiche o scarichi. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 250 mg/L.
Elemento essenziale in tracce ma tossico in eccesso, presente per origine naturale o industriale. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 10 µg/L.
Misura ottica delle particelle sospese che riducono la limpidezza dell’acqua, espressa in NTU. Valore di parametro: 1 NTU per acqua trattata e 4 NTU per sorgente non trattata.
Sottoprodotti che si formano quando il cloro reagisce con la sostanza organica naturale. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 100 µg/L come somma dei THM totali.