Anche noto come: Acque sotterranee, Falda
Acque presenti nel sottosuolo nelle falde acquifere. Forniscono la maggioranza dell'acqua potabile italiana attraverso pozzi e sorgenti.
Le acque sotterranee sono contenute negli acquiferi (rocce porose o fessurate) e alimentano pozzi, sorgenti e gallerie drenanti. In Italia coprono circa l'85% del fabbisogno idropotabile, grazie alla loro qualità tendenzialmente più stabile rispetto alle acque superficiali.
Sono tutelate dal D.Lgs. 152/2006 (Norme in materia ambientale) e dalla Direttiva 2006/118/CE. I principali rischi sono nitrati di origine agricola, pesticidi, contaminazioni industriali storiche e intrusione marina nelle falde costiere.
Rispetto alle acque superficiali, le falde tendono ad avere qualità più stabile ma sono soggette a contaminanti specifici di origine geogenica: arsenico e fluoruri in aree vulcaniche, ferro, manganese e ammonio in falde riducenti, cromo VI in contesti ofiolitici. Per un pozzo privato non allacciato all'acquedotto è quindi essenziale calibrare il piano analitico sul contesto territoriale, perché la fonte non beneficia dei controlli e dei trattamenti di un gestore pubblico.
Falda acquifera
Corpo idrico sotterraneo contenuto in una formazione geologica permeabile. Si distingue in falda freatica (libera) e artesiana (in pressione).
Acqua superficiale
Acque dolci esposte all'atmosfera (laghi, fiumi, invasi). Disciplinate dal D.Lgs. 152/2006 per la protezione e dal D.Lgs. 31/2001 per la potabilizzazione.
Pesticidi
Residui di prodotti fitosanitari nelle acque. Limite D.Lgs. 31/2001: 0,1 µg/L per singola sostanza, 0,5 µg/L come somma.
Arsenico
Metalloide tossico e cancerogeno, spesso di origine geogenica nelle falde profonde. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 10 µg/L.
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