Anche noto come: Acque superficiali, Corpo idrico superficiale
Acque dolci esposte all'atmosfera (laghi, fiumi, invasi). Disciplinate dal D.Lgs. 152/2006 per la protezione e dal D.Lgs. 31/2001 per la potabilizzazione.
Le acque superficiali comprendono fiumi, laghi, invasi artificiali e acque marino-costiere. In Italia rappresentano una quota significativa delle fonti di approvvigionamento potabile, soprattutto in alcuni grandi acquedotti dell'Italia centro-settentrionale.
Sono soggette a maggiore variabilità qualitativa rispetto alle acque sotterranee (torbidità, sostanza organica, fioriture algali) e richiedono trattamenti più articolati: chiariflocculazione, filtrazione, ossidazione, disinfezione.
Proprio perché più esposte, le acque superficiali portano con sé parametri specifici da sorvegliare: torbidità e ossidabilità (carico organico), alluminio residuo dei coagulanti, trihalometani da clorazione di precursori organici, microcistina-LR da fioriture algali e spore di Clostridium perfringens come indicatore di efficacia della filtrazione. Per questo i piani analitici degli acquedotti che attingono da laghi o fiumi sono più estesi rispetto a quelli alimentati da pozzi.
Acqua sotterranea
Acque presenti nel sottosuolo nelle falde acquifere. Forniscono la maggioranza dell'acqua potabile italiana attraverso pozzi e sorgenti.
Microcistina-LR
Tossina prodotta da cianobatteri in laghi e bacini eutrofici. Il D.Lgs. 18/2023 fissa il limite a 1,0 µg/L nelle acque potabili.
Torbidità
Misura ottica delle particelle sospese che riducono la limpidezza dell’acqua, espressa in NTU. Valore di parametro: 1 NTU per acqua trattata e 4 NTU per sorgente non trattata.
Clostridium perfringens
Batterio sporigeno indicatore di contaminazione fecale persistente, parametro D.Lgs. 31/2001 per acque trattate da fonti superficiali. Limite: assenza in 100 mL.
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