Anche noto come: NTU
Misura ottica delle particelle sospese che riducono la limpidezza dell’acqua, espressa in NTU. Valore di parametro: 1 NTU per acqua trattata e 4 NTU per sorgente non trattata.
La torbidità misura quanto l’acqua appare opalescente per la presenza di particelle sospese come argille, colloidi, ossidi metallici o materiale organico. Si esprime in NTU (Nephelometric Turbidity Units) ed è un indicatore immediato della qualità del trattamento e della stabilità della rete.
Il D.Lgs. 18/2023 riporta per la torbidità un valore di parametro di 1 NTU nelle acque sottoposte a trattamento e 4 NTU nelle acque di sorgente non trattate. Anche quando non c’è un rischio tossicologico diretto, valori elevati possono schermare i microrganismi dalla disinfezione e rendere meno efficace il controllo microbiologico.
In Italia la torbidità tende ad aumentare dopo piogge intense, lavori sulla rete, cattiva gestione dei filtri o presenza di ferro e manganese nelle acque di pozzo. Per interpretarla correttamente conviene valutarla insieme a cloro residuo, alluminio e parametri microbiologici.
Cloro residuo
Quota di disinfettante che rimane in acqua dopo il trattamento e protegge la rete. Non è un valore di parametro, ma in esercizio si raccomanda spesso circa 0,20 mg/L al punto d’uso.
Alluminio
Parametro indicatore legato soprattutto ai processi di chiariflocculazione nelle acque superficiali. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 200 µg/L.
Acqua superficiale
Acque dolci esposte all'atmosfera (laghi, fiumi, invasi). Disciplinate dal D.Lgs. 152/2006 per la protezione e dal D.Lgs. 31/2001 per la potabilizzazione.
Parametri indicatori
Parametri che descrivono qualità del trattamento, stabilità dell’acqua e stato della rete; non sempre indicano un rischio sanitario diretto, ma restano essenziali per la conformità.
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