Anche noto come: Se
Elemento essenziale in tracce ma tossico in eccesso, presente per origine naturale o industriale. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 20 µg/L.
Il selenio (Se) è un oligoelemento: in piccole quantità è necessario all’organismo, che lo assume soprattutto con gli alimenti. Nell’acqua è presente in tracce e si esprime in µg/L. Un’assunzione eccessiva e prolungata può causare selenosi, con sintomi come fragilità di capelli e unghie, disturbi gastrointestinali e cutanei.
Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva (UE) 2020/2184, fissa per il selenio un valore di parametro di 20 µg/L, più alto dei 10 µg/L del D.Lgs. 31/2001. La direttiva consente inoltre un valore di 30 µg/L nelle aree in cui le condizioni geologiche possono portare a concentrazioni elevate nelle acque sotterranee.
La fonte più comune nelle acque è naturale: dissoluzione di rocce e suoli ricchi di selenio, per esempio alcuni scisti e sedimenti marini. Gli apporti antropici sono legati a lavorazioni metallurgiche, produzione di vetro ed elettronica, combustione del carbone e alcune pratiche agricole. Nelle reti di acquedotto il selenio raramente supera il limite.
Ha senso cercarlo in un pozzo privato in zone con geologia particolare, vicino a siti industriali o quando un profilo completo sui metalli evidenzia altri elementi geogenici come arsenico o uranio. Un singolo valore vicino al limite va confermato con un secondo prelievo prima di decidere un trattamento.
Se il limite viene superato, i trattamenti domestici più efficaci sono l’osmosi inversa e alcune resine a scambio ionico. Prima di installarli conviene conoscere la forma chimica prevalente (selenito o selenato), perché incide sull’efficacia del trattamento.
Metalli pesanti
Gruppo di elementi metallici o semimetalli monitorati per tossicità, rilascio da tubazioni o origine geogenica. Nelle acque potabili comprendono tra gli altri piombo, arsenico, cadmio, mercurio, nichel, rame, cromo e manganese.
Acqua sotterranea
Acque contenute nel sottosuolo, nelle falde acquifere. Secondo ISTAT forniscono circa l’85% dell’acqua prelevata in Italia per uso potabile, attraverso pozzi e sorgenti.
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