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Acqua destinata al consumo umano

Anche noto come: ADCU

Definizione normativa (D.Lgs. 18/2023) di tutte le acque utilizzate per bere, cucinare, preparare cibi o bevande, o per altri usi domestici, indipendentemente dall'origine (acquedotto, pozzo, sorgente) e dal trattamento. Include anche le acque usate nelle imprese alimentari.

Il termine 'acqua destinata al consumo umano' (ADCU) ha un significato giuridico preciso fissato dall'art. 2 del D.Lgs. 18/2023 (e prima dal D.Lgs. 31/2001): comprende tutte le acque, in qualunque stato di trattamento, utilizzate per il consumo umano diretto o indiretto. È un concetto più ampio di 'acqua potabile' nel linguaggio comune.

Include: acque distribuite tramite reti di acquedotto pubblico o privato, acque imbottigliate, acque erogate in fontanelle, acque utilizzate dalle imprese alimentari per produrre, trasformare, conservare o commercializzare prodotti destinati al consumo umano (anche se entrano in contatto con questi solo indirettamente).

Sono escluse le acque minerali naturali (D.Lgs. 176/2011), le acque medicinali, le acque usate solo per scopi non alimentari (es. lavaggio macchine non alimentari) e quelle utilizzate da imprese alimentari quando ne sia dimostrata la non incidenza sulla salubrità del prodotto finale.

Riferimenti normativi

  • D.Lgs. 18/2023 art. 2
  • D.Lgs. 31/2001 (storico)
  • Direttiva (UE) 2020/2184

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