Anche noto come: BPA
Interferente endocrino utilizzato in plastiche e resine epossidiche. Il D.Lgs. 18/2023 introduce un limite di 2,5 µg/L nelle acque potabili.
Il bisfenolo A (BPA) è un composto utilizzato nella produzione di policarbonati e di resine epossidiche, tra cui i rivestimenti interni di alcune tubazioni. È un noto interferente endocrino, oggetto di restrizioni normative in vari ambiti (materiali a contatto con alimenti).
Il D.Lgs. 18/2023, recependo la direttiva (UE) 2020/2184, introduce per la prima volta nelle acque potabili il limite di 2,5 µg/L. La determinazione avviene mediante cromatografia liquida con rivelatore di massa (LC-MS/MS) o spettrofluorimetria.
In acqua il bisfenolo A può migrare dai materiali a contatto, in particolare da rivestimenti epossidici di serbatoi e tubazioni o da alcune plastiche, e il rilascio aumenta con temperatura, tempo di contatto e usura del materiale. Per questo è un parametro più legato alla qualità dei materiali della rete e degli accumuli che alla composizione naturale della fonte, e va valutato soprattutto in impianti con componenti datati o esposti al calore.
PFAS
Composti perfluoroalchilici, contaminanti emergenti molto persistenti. Limite D.Lgs. 18/2023: somma 20 PFAS ≤ 0,1 µg/L.
LC-MS/MS
Tecnica analitica che accoppia la cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC) a uno spettrometro di massa a triplo quadrupolo. Standard d'oro per l'analisi di pesticidi, PFAS, farmaci e contaminanti emergenti in tracce nelle acque.
D.Lgs. 18/2023
Decreto del 2023 che recepisce la direttiva (UE) 2020/2184 e sostituisce il D.Lgs. 31/2001. Introduce nuovi parametri (PFAS, bisfenolo A) e l'approccio basato sul rischio.
Microcistina-LR
Tossina prodotta da cianobatteri in laghi e bacini eutrofici. Il D.Lgs. 18/2023 fissa il limite a 1,0 µg/L nelle acque potabili.
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