Misura logaritmica dell'acidità o basicità dell'acqua, senza unità di misura. Intervallo di parametro D.Lgs. 18/2023: 6,5-9,5.
Il pH descrive la concentrazione di ioni idrogeno in soluzione e indica se un’acqua è acida, neutra o alcalina. È un valore adimensionale su scala logaritmica: piccole variazioni numeriche corrispondono a cambiamenti chimici importanti nel comportamento dell’acqua verso materiali, metalli e trattamenti.
Nel D.Lgs. 18/2023 il pH deve rientrare tra 6,5 e 9,5. Valori inferiori rendono l’acqua più corrosiva e favoriscono il rilascio di metalli come rame, nichel e piombo dalle reti interne; valori troppo alti possono compromettere il gusto e ridurre l’efficacia di alcuni trattamenti di disinfezione.
In Italia il pH dipende dalla geologia della fonte, dal contenuto di anidride carbonica e dai trattamenti di potabilizzazione. Nelle acque molto dolci di montagna o in reti condominiali poco bilanciate il controllo del pH è fondamentale per limitare fenomeni di corrosione.
Durezza
Misura del contenuto di calcio e magnesio nell’acqua, espressa in °F o mg/L CaCO3. È un parametro indicatore: nessun limite legale, fascia ottimale spesso indicata tra 15 e 50 °F.
Conducibilità
Indice della quantità di sali disciolti e della mineralizzazione dell’acqua, espresso in µS/cm. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 2500 µS/cm a 20 °C.
Rame
Metallo essenziale ma problematico in caso di corrosione delle tubazioni interne. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 2,0 mg/L.
Piombo
Metallo tossico soprattutto per sistema nervoso e sviluppo infantile. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 10 µg/L in fase transitoria, ridotto a 5 µg/L dal 12 gennaio 2028.
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