Parametri che descrivono qualità del trattamento, stabilità dell’acqua e stato della rete; non sempre indicano un rischio sanitario diretto, ma restano essenziali per la conformità.
I parametri indicatori sono grandezze fisiche, chimiche e microbiologiche che descrivono come funzionano captazione, trattamento e distribuzione dell’acqua. Nel D.Lgs. 18/2023 sono elencati nell’Allegato I, parte C, separati dai parametri microbiologici (parte A) e chimici (parte B), che hanno invece un significato sanitario diretto.
Tra i più comuni nei rapporti di prova ci sono: pH (6,5-9,5), conducibilità (2500 µS/cm a 20 °C), cloruri (250 mg/L), solfati (250 mg/L), sodio (200 mg/L), ammonio (0,50 mg/L), ferro (200 µg/L), manganese (50 µg/L), alluminio (200 µg/L), ossidabilità (5,0 mg/L O2), batteri coliformi (0 in 100 mL) e torbidità. Per alcuni non c’è un numero ma un criterio: colore, odore, sapore e conteggio delle colonie a 22 °C devono essere accettabili e senza variazioni anomale.
Il superamento di un parametro indicatore non rende automaticamente l’acqua non potabile. È un segnale da interpretare: l’autorità sanitaria e il gestore valutano se esiste un rischio per la salute e quali interventi servono. Resta però un dato da non ignorare, perché spesso anticipa problemi più seri.
Esempi pratici: coliformi presenti con E. coli assente in un pozzo indicano una protezione insufficiente della captazione; ferro e manganese alti spiegano acqua rossastra o macchie scure sui sanitari; conducibilità, cloruri e sodio che crescono insieme nelle zone costiere fanno pensare a intrusione di acqua marina; un pH basso in un’acqua poco mineralizzata aiuta a capire perché nell’impianto compaiono rame o nichel.
Per un privato i parametri indicatori sono spesso i primi da guardare in un referto, perché spiegano gusto, aspetto e comportamento dell’acqua negli impianti e orientano la scelta di eventuali trattamenti domestici, come addolcitori o filtri per ferro e manganese.
Valore di parametro
Soglia normativa fissata per un parametro chimico, microbiologico o indicatore: se viene superata, l’acqua richiede valutazione di non conformità e misure correttive.
Durezza
Misura del contenuto di calcio e magnesio nell’acqua, espressa in °F o mg/L CaCO3. È un parametro indicatore: nessun limite legale, fascia ottimale spesso indicata tra 15 e 50 °F.
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