Anche noto come: IPA, PAH
Composti organici cancerogeni derivanti da combustione e prodotti petroliferi. Limite somma: 0,1 µg/L; benzo(a)pirene: 0,01 µg/L.
Gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) sono composti organici formati da più anelli aromatici uniti fra loro. Si formano dalla combustione incompleta di materiale organico (traffico, riscaldamento a legna o a carbone, incendi) e sono presenti in catrame, bitume e derivati del petrolio. Il benzo(a)pirene, il più studiato, è classificato cancerogeno per l’uomo (IARC gruppo 1).
Il D.Lgs. 18/2023 conferma due valori di parametro: 0,010 µg/L per il benzo(a)pirene e 0,10 µg/L per la somma di benzo(b)fluorantene, benzo(k)fluorantene, benzo(ghi)perilene e indeno(1,2,3-cd)pirene. Sono concentrazioni molto basse, che richiedono metodi sensibili come la cromatografia liquida con rivelatore a fluorescenza (HPLC-FLD) o la gascromatografia con spettrometria di massa.
Gli IPA sono poco solubili in acqua e tendono a legarsi alle particelle sospese. Nelle reti di distribuzione la fonte più citata è il rivestimento interno in catrame o bitume di vecchie tubazioni in ghisa; nelle acque di pozzo contano invece la vicinanza a strade molto trafficate, aree industriali, distributori di carburante, discariche o zone colpite da incendi.
Un’analisi degli IPA è utile in particolare per pozzi in aree industriali o vicino a sversamenti di idrocarburi, per edifici con tubazioni molto datate e quando l’acqua presenta odore di catrame o di carburante. In questi casi conviene associare benzene e idrocarburi totali, per capire se la contaminazione è recente o storica.
Il prelievo richiede bottiglie di vetro scuro, perché questi composti si degradano alla luce e possono aderire alla plastica; il campione va tenuto al fresco e consegnato rapidamente al laboratorio.
Benzene
Idrocarburo aromatico cancerogeno, tipico indicatore di contaminazione da carburanti o siti industriali. Valore di parametro D.Lgs. 18/2023: 1,0 µg/L.
Acqua sotterranea
Acque contenute nel sottosuolo, nelle falde acquifere. Secondo ISTAT forniscono circa l’85% dell’acqua prelevata in Italia per uso potabile, attraverso pozzi e sorgenti.
Limite di rilevabilità
Concentrazione minima al di sotto della quale il metodo analitico non è in grado di distinguere il segnale dal rumore di fondo.
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