Soglia normativa fissata per un parametro chimico, microbiologico o indicatore: se viene superata, l’acqua richiede valutazione di non conformità e misure correttive.
Il valore di parametro è il numero di riferimento fissato dalla normativa per stabilire se un’acqua destinata al consumo umano è conforme. Può riguardare microrganismi, sostanze chimiche o parametri indicatori e viene espresso nelle unità appropriate, per esempio µg/L, mg/L, UFC/100 mL, NTU o µS/cm.
Nel D.Lgs. 18/2023 i valori di parametro sono organizzati per famiglie: microbiologici, chimici e indicatori. Il loro superamento non ha sempre lo stesso significato operativo: per alcuni parametri implica un rischio sanitario diretto, per altri segnala un problema di trattamento, rete o stabilità chimica che va comunque gestito e documentato.
Per interpretare correttamente un rapporto di prova non basta leggere “conforme/non conforme”: bisogna capire a quale allegato appartiene il parametro, qual è il punto di prelievo, quale metodo è stato usato e se il limite di quantificazione è adeguato. È qui che il concetto di valore di parametro si collega a limiti di rilevabilità, Water Safety Plan e controllo del rischio.
Parametri indicatori
Parametri che descrivono qualità del trattamento, stabilità dell’acqua e stato della rete; non sempre indicano un rischio sanitario diretto, ma restano essenziali per la conformità.
D.Lgs. 18/2023
Decreto del 2023 che recepisce la direttiva (UE) 2020/2184 e sostituisce il D.Lgs. 31/2001. Introduce nuovi parametri (PFAS, bisfenolo A) e l'approccio basato sul rischio.
Acqua potabile
Acqua conforme ai parametri di qualità del D.Lgs. 18/2023 s.m.i. (che ha abrogato il D.Lgs. 31/2001 dal 21/03/2023), idonea al consumo umano e alla preparazione di alimenti.
Limite di rilevabilità
Concentrazione minima al di sotto della quale il metodo analitico non è in grado di distinguere il segnale dal rumore di fondo.
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