Kit del laboratorio qualificato, in riferimento al D.Lgs. 18/2023 s.m.i. Spedizione in tutta la regione, risultati in 5-7 giorni lavorativi.
L'acqua del Lazio e in particolare di Roma proviene per oltre il 90% da sorgenti — un patrimonio raro e prezioso. Le grandi sorgenti del Peschiera-Capore (Rieti) e dell'Acqua Marcia alimentano l'acquedotto della capitale dal periodo romano e offrono acque di ottima qualità batteriologica e chimica. Tuttavia, la natura vulcanica di vaste aree del Lazio meridionale (Castelli Romani, Tuscia, Ciociaria) genera un problema specifico: la presenza naturale di arsenico e fluoro nelle falde, talvolta oltre i limiti di legge. La Regione Lazio ha emesso negli anni numerose deroghe ASL temporanee (in linea con D.M. 27/2010) che hanno spinto i Comuni interessati a investire in impianti di abbattimento. La durezza è variabile: bassa nelle aree alimentate dalle sorgenti alpine (Roma centrale 15-20 °F), più alta nelle zone vulcaniche. Per i privati che vivono nelle zone con storico di arsenico (es. Cerveteri, Bracciano, Civitavecchia, Anguillara) e per chi ha pozzi, l'analisi annuale con l'analisi dell'acqua di pozzo è particolarmente raccomandata. Anche le seconde case nel Reatino e Frusinate dovrebbero essere controllate per fluoruri e radioattività naturale (radon, uranio), nel rispetto del D.Lgs. 18/2023.
Sintesi qualità: Generalmente buona, con criticità su arsenico e fluoro in alcune zone vulcaniche del centro-sud regionale.
Tocca un parametro per scoprire cos'è, quali limiti fissa il D.Lgs. 18/2023 e come si analizza.
Nel Lazio l'analisi completa è particolarmente importante nelle zone con storico di arsenico (litorale a nord di Roma, Tuscia). Per chi vive nei Castelli Romani consigliamo anche l'analisi del radon.
Tuscia, Castelli Romani e litorale nord di Roma poggiano su rocce vulcaniche che cedono arsenico e fluoro alle falde. Dopo anni di deroghe i gestori hanno installato impianti di abbattimento: l'analisi dell'acqua del rubinetto verifica il risultato finale a casa propria, pozzi privati inclusi.
L'acqua capitolina, di origine carsica appenninica, è dura: il calcare è il tema quotidiano. Nei palazzi storici del centro le colonne montanti d'epoca possono inoltre cedere piombo: un controllo mirato chiarisce se serve intervenire sull'impianto.
Per le seconde case delle aree interne i controlli utili riguardano fluoruri e radioattività naturale (radon, uranio), legati alla geologia locale, oltre alla batteriologia alla riapertura stagionale, dopo mesi di acqua ferma nell'impianto.
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