Cromatografia ionica
Anche noto come: Ion Chromatography, IC
Tecnica cromatografica per la determinazione simultanea di anioni e cationi in acqua: cloruri, solfati, nitrati, nitriti, fluoruri, fosfati, sodio, potassio, calcio, magnesio. Norma di riferimento UNI EN ISO 10304.
La cromatografia ionica separa specie cariche (anioni e cationi) sfruttando l'affinità con una resina a scambio ionico. Il rilevatore conduttimetrico, dopo soppressione del rumore di fondo dell'eluente, quantifica gli ioni con grande sensibilità e linearità.
È la tecnica di riferimento per i principali parametri inorganici delle acque potabili previsti dal D.Lgs. 31/2001: cloruri (250 mg/L), solfati (250 mg/L), nitrati (50 mg/L), nitriti (0,50 mg/L), fluoruri (1,5 mg/L), oltre a bromuri, fosfati e ai cationi monovalenti e bivalenti.
Permette di analizzare in pochi minuti molti parametri da un unico campione, riducendo costi e tempi. È un metodo normalmente accreditato ISO 17025 nei laboratori di analisi acque.
Riferimenti normativi
- UNI EN ISO 10304-1:2009
- UNI EN ISO 14911:2001
Termini correlati
Nitrati
Sali derivati dall'azoto, principale indicatore di contaminazione agricola di acque sotterranee. Limite potabile: 50 mg/L.
Nitriti
Forma intermedia di azoto, indicatore di contaminazione recente. Limite potabile: 0,5 mg/L.
Cloruri
Anione naturalmente presente nelle acque. Limite D.Lgs. 31/2001: 250 mg/L. Conferisce sapore salmastro a concentrazioni elevate.
Solfati
Anione presente nelle acque per dissoluzione di rocce gessose. Limite D.Lgs. 31/2001: 250 mg/L.
Fluoruri
Anione presente naturalmente. Limite D.Lgs. 31/2001: 1,5 mg/L. A basse concentrazioni protegge dalla carie, in eccesso causa fluorosi.
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