Chi gestisce un acquedotto, grande o piccolo, fornisce acqua potabile a una collettività e ne risponde fino al punto di consegna: dalla captazione alla rete di distribuzione, ogni anello della filiera idro-potabile è sotto la sua responsabilità diretta. Non importa se si tratta di un gestore del servizio idrico integrato che serve decine di migliaia di utenti o di un piccolo acquedotto comunale, consortile o privato che alimenta una frazione, un borgo o un gruppo di abitazioni: chi distribuisce acqua a terzi destinata al consumo umano è un fornitore ai sensi della normativa e deve garantire, dimostrare e documentare la potabilità di ciò che eroga. Questo distingue nettamente il gestore dall'utente finale: il primo non controlla solo l'acqua al proprio rubinetto, ma l'intero sistema che la porta alla collettività.
Il cuore degli obblighi è il controllo interno a carico del gestore. La normativa impone di predisporre un programma di controllo che definisce punti di prelievo, parametri e frequenze in funzione del volume d'acqua distribuito ogni giorno, e di affiancarlo a una valutazione e gestione del rischio dell'intera filiera, dalla fonte al rubinetto del consumatore: è l'approccio del piano di sicurezza dell'acqua, che sposta il baricentro dal semplice controllo a valle alla prevenzione lungo tutta la catena. A questo si aggiungono gli obblighi verso l'autorità sanitaria, che esercita il controllo esterno, e verso i cittadini, che hanno diritto a un'informazione chiara e aggiornata sulla qualità dell'acqua che ricevono. Il piccolo acquedotto non è esonerato da questa architettura: è tenuto agli stessi principi, calibrati sulla dimensione del sistema.
Questa pagina mette in ordine ciò che un gestore deve sapere e fare: quali norme regolano la fornitura idrica a terzi, quali parametri ricercare e con quali limiti distinguendo controlli di routine e di verifica, ogni quanto campionare in base al volume distribuito, cosa verifica l'autorità sanitaria durante un'ispezione e quali sanzioni rischia chi non rispetta il programma di controllo o non gestisce correttamente un superamento. L'obiettivo è arrivare preparati, con un programma di controllo coerente, una valutazione del rischio aggiornata e referti di un laboratorio qualificato che impiega metodi validati conformi a norme tecniche, così da tutelare la salute della collettività servita ed evitare contestazioni in sede di controllo esterno.