Lazio · Arsenico vulcanico
Test in GFAAS UNI EN ISO 15586:2004, eseguiti in regime di accreditamento Accredia n. 0646 L. Pacchetto completo conforme D.Lgs. 18/2023 con tutti i metalli pesanti, spedizione gratuita del kit, referto in 7-10 giorni lavorativi.
Il Lazio settentrionale, e in particolare la provincia di Viterbo, sono caratterizzati dalla presenza naturale di arsenico nelle falde acquifere. L’origine è geologica: gli apparati vulcanici Vulsini, Cimini, Vicani e Sabatini hanno lasciato nei terreni minerali ricchi di arsenico che, per dilavamento e interazione con la falda profonda, rilasciano il metalloide nell’acqua sotterranea captata dai pozzi e dagli acquedotti.
Fino al 2010 erano in vigore deroghe regionali al limite europeo di 10 µg/L che permettevano la distribuzione di acqua con concentrazioni fino a 50 µg/L nei comuni vulcanici del Lazio. La Commissione Europea ha chiuso il regime derogatorio, imponendo agli enti gestori l’adeguamento entro il 2012. Gli acquedotti dei comuni interessati hanno completato gradualmente gli impianti di dearsenificazione; i pozzi privati e le cisterne autonome, però, restano fuori da qualsiasi monitoraggio pubblico.
Dal 12 gennaio 2026 sono pienamente vigenti i valori di parametro del D.Lgs. 18/2023 (recepimento della Direttiva UE 2020/2184): arsenico totale ≤ 10 µg/L per acqua destinata al consumo umano. L’esposizione cronica anche a basse dosi è associata dall’IARC (Gruppo 1) a tumori cutanei, polmonari e vescicali, malattie cardiovascolari e alterazioni neurologiche. Bollettini ARPA Lazio aggiornati: arpalazio.it.
Le aree di seguito sono quelle in cui ARPA Lazio e gli enti gestori hanno documentato storicamente valori di arsenico vicini o superiori al limite di legge. L’acqua di acquedotto in queste zone è generalmente trattata; pozzi privati e cisterne domestiche restano a rischio non controllato.
Provincia di Viterbo
Analisi consigliata: Falda di origine vulcanica con presenza naturale di arsenico documentata da ARPA Lazio. Pozzi privati e cisterne non coperti dai trattamenti dell’acquedotto: analisi diretta indispensabile prima di destinare l’acqua al consumo umano.
Provincia di Roma nord
Analisi consigliata: Bacino vulcanico del lago di Bracciano con valori storici di arsenico nelle captazioni. Verifica del pozzo privato consigliata prima dell’uso potabile e in occasione di compravendite immobiliari.
Province di Latina, Frosinone
Analisi consigliata: Concentrazioni di arsenico generalmente inferiori al limite di legge. Verifica una tantum del pozzo sufficiente, salvo presenza di attività industriali o agricole a monte del punto di prelievo.
Elenco indicativo basato sulla letteratura ARPA Lazio e sui bollettini pubblicati dai gestori del Servizio Idrico Integrato. Verifica sempre i dati più recenti per il tuo comune di residenza prima di prendere decisioni operative.
Valori puramente indicativi su base studi pubblicati e bollettini ARPA. La concentrazione effettiva di arsenico nella tua acqua dipende dalla profondità del pozzo, dalla stagione, dagli eventuali trattamenti a monte e dalla rete di distribuzione. Per la propria abitazione serve sempre un’analisi specifica.
| Area | Range tipico pre-trattamento | Note |
|---|---|---|
| Viterbo nord (Bagnoregio, Bagnaia, Vetralla) | 15 – 40 µg/L | Falda vulcanica Vulsini–Cimini, valori pre-trattamento. |
| Viterbo capoluogo e fascia tirrenica (Tarquinia) | 5 – 20 µg/L | Variabilità stagionale rilevante. |
| Provincia Roma nord, lago di Bracciano | 5 – 15 µg/L | Apparato Sabatini, captazioni e pozzi privati. |
| Lazio sud (Latina, Frosinone) | < 5 µg/L | Aree fuori dagli apparati vulcanici. |
Limite di legge D.Lgs. 18/2023: 10 µg/L. Fonti: bollettini ARPA Lazio, letteratura scientifica su acque vulcaniche dell’Italia centrale. Valori indicativi, non sostituiscono un’analisi sul proprio punto di prelievo.
L’analisi dell’arsenico totale è eseguita con tecnica spettrometria di assorbimento atomico in fornetto di grafite (GFAAS) secondo la norma UNI EN ISO 15586:2004, presso il laboratorio Labservice S.r.l. (marchio commerciale 123Acqua), accreditato Accredia n. 0646 L ai sensi di UNI CEI EN ISO/IEC 17025.
Il limite di quantificazione del metodo è di 1 µg/L, dieci volte inferiore al limite di legge (10 µg/L), consentendo di documentare con precisione anche concentrazioni di poco inferiori alla soglia normativa e di seguire l’andamento stagionale della falda.
Lo stesso metodo accreditato copre la determinazione di cadmio, cromo, nichel e piombo: per chi vive in zona vulcanica del Lazio l’analisi arsenico viene quindi inserita nel pacchetto Completa D.Lgs. 18/2023, che fornisce in un unico referto il quadro completo dei metalli pesanti richiesti per uso potabile.
Profilo Gruppo A completo: microbiologico, chimico, metalli pesanti accreditati
Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva (UE) 2020/2184, fissa il valore di parametro per l’arsenico totale nell’acqua destinata al consumo umano in 10 µg/L (microgrammi per litro). Lo stesso valore era già in vigore con il precedente D.Lgs. 31/2001 dal 25 dicembre 2003. Fino al 2010 erano state concesse deroghe regionali nel Lazio che permettevano valori fino a 50 µg/L per i comuni vulcanici, oggi non più ammesse. Il limite si applica sia agli acquedotti pubblici sia ai pozzi privati ad uso potabile pubblico (B&B, ristoranti, agriturismi).
L’arsenico in singolo parametro è disponibile come ricerca mirata, ma per chi vive in zona vulcanica del Lazio consigliamo il pacchetto Completa D.Lgs. 18/2023 a 249 €, che copre tutti i metalli pesanti (arsenico, piombo, cadmio, cromo, mercurio, nichel) oltre al profilo microbiologico e chimico completo richiesto per uso potabile. La spedizione del kit nel Lazio avviene in 24-48 ore lavorative; il referto è disponibile in 7-10 giorni lavorativi dalla ricezione del campione.
I gestori del Servizio Idrico Integrato della provincia di Viterbo (Talete S.p.A.) hanno installato impianti di dearsenificazione (ossidazione-filtrazione su biossido di manganese, adsorbimento su ossidi di ferro) presso le centrali di potabilizzazione che servono i comuni storicamente fuori limite. ARPA Lazio pubblica i bollettini di monitoraggio. Chi si rifornisce da pozzo privato o ha una cisterna domestica non è coperto da questi trattamenti centralizzati: l’unica garanzia è l’analisi diretta del proprio punto di prelievo.
Sì, soprattutto se il pozzo è usato per bere, cucinare, irrigare l’orto o abbeverare animali. Il viterbese è una delle aree italiane con la più alta concentrazione naturale di arsenico nelle falde, di origine vulcanica. I pozzi privati non sono coperti dai trattamenti di dearsenificazione applicati all’acquedotto pubblico. Per uso esclusivamente irriguo di colture non destinate al consumo umano il rischio è minore, ma la documentazione storica resta utile in caso di compravendita immobiliare, mutuo o autorizzazione ASL.
No. Le deroghe regionali che fino al 2010 permettevano valori fino a 50 µg/L nei comuni vulcanici del Lazio sono state superate. Il valore di parametro vigente è 10 µg/L su tutto il territorio nazionale, senza eccezioni territoriali per uso potabile. Gli acquedotti dei comuni interessati hanno completato negli anni gli interventi di dearsenificazione; superamenti residui sui pozzi privati devono essere gestiti con trattamento domestico dimensionato sul referto analitico.
No. Dal punto di vista tossicologico, l’arsenico inorganico (As III e As V) di origine naturale vulcanica e quello di origine industriale hanno la stessa identica pericolosità per la salute umana. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) classifica l’arsenico e i suoi composti inorganici nel Gruppo 1 (cancerogeni certi per l’uomo). L’esposizione cronica a basse dosi attraverso l’acqua potabile è associata a tumori della pelle, del polmone, della vescica, a malattie cardiovascolari e ad alterazioni neurologiche. L’origine geologica non riduce il rischio: conta solo la concentrazione totale ingerita nel tempo.
Le tecnologie documentate come efficaci sono tre: osmosi inversa domestica (rimozione superiore al 95% di As V, leggermente inferiore per As III), ossidazione-filtrazione su letti di biossido di manganese o ossidi di ferro granulari (efficaci dopo pre-ossidazione dell’As III a As V), e resine a scambio anionico selettive. La scelta dipende dal valore iniziale del referto e dal flusso domestico richiesto. Senza analisi preliminare è impossibile dimensionare correttamente l’impianto: tutti i fornitori seri di trattamento partono dal rapporto di prova.
Dalla ricezione del campione presso il laboratorio, l’analisi arsenico in GFAAS richiede 7-10 giorni lavorativi. Il kit di autoprelievo viene spedito in 24-48 ore in tutto il Lazio. Il referto in PDF arriva via email con il valore in µg/L, il confronto con il limite del D.Lgs. 18/2023 e l’indicazione del metodo accreditato applicato. Per esigenze urgenti (compravendita, autorizzazione ASL) è disponibile l’opzione referto rapido.
Laboratorio accreditato Accredia n. 0646 L (UNI CEI EN ISO/IEC 17025). Lo scopo di accreditamento Labservice 0646 L copre, tra gli altri, la determinazione di arsenico, cadmio, cromo, nichel e piombo in acqua con metodo UNI EN ISO 15586:2004 (GFAAS). L’analisi arsenico erogata da 123Acqua viene quindi rilasciata in regime di accreditamento: il rapporto di prova riporta il marchio Accredia ed è utilizzabile per ASL, capitolati pubblici, contenziosi e compravendite immobiliari.
Laboratorio accreditato Accredia n. 0646 L. Le singole prove eseguite in regime di accreditamento sono indicate nel rapporto di prova; le altre sono identificate come «NON ACCREDITATE».
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