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110 pacchetti di analisi, kit a casa in 48h. Metodi di prova sempre indicati nel referto.
Pacchetti specifici per pozzi agricoli, abbeveraggio, trasformazione alimentare e agriturismo. Conformità D.Lgs. 18/2023 s.m.i., HACCP e disciplinari DOP/IGP, referto in 7–10 giorni lavorativi.
Labservice S.r.l.
Laboratorio qualificato · P.IVA IT09433191005 · Anguillara Sabazia (RM) · N. Verde 800 174 571
7–10 gg
Tempo medio refertazione
D.Lgs. 18/2023 + HACCP
Per pozzo, agriturismo e trasformazione DOP/IGP
Le aziende agricole italiane operano in un contesto idrico complesso: pozzi privati di alimentazione potabile, sorgenti di montagna, acque di irrigazione, acque di abbeveraggio del bestiame, acque di processo per caseifici, cantine, frantoi e laboratori di trasformazione. Ogni uso ha riferimenti normativi diversi.
Il problema più diffuso nelle falde di Pianura Padana e nelle aree zootecniche del Mezzogiorno è la contaminazione da nitrati, conseguenza decennale di fertilizzanti azotati e di reflui zootecnici. Un secondo livello riguarda i residui di prodotti fitosanitari, in particolare glifosate, AMPA e i metaboliti dell'atrazina che persistono nelle falde anche a decenni dalla messa al bando del principio attivo.
123Acqua offre pacchetti modulati sull'uso reale dell'acqua: dal semplice controllo del pozzo per uso domestico fino al piano integrato per agriturismo con ristorazione, camere e piscina, includendo i parametri richiesti dai disciplinari DOP/IGP.
Pacchetti consigliati per agricoltura e agriturismo
Dal singolo controllo del pozzo aziendale al pacchetto Completa con pesticidi, metalli e arsenico per zone vulnerabili o filiere certificate.
Pozzi privati e irrigazione
66 parametri: chimica e microbiologia con metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN), inclusi organici via GC/MS, IPA, pesticidi totali, glifosato, PFAS, bisfenolo A, uranio, clorato, microcistina-LR. Il metodo di prova di ogni parametro è indicato nel rapporto di prova.
Compliance normativa
Qualità dell'acqua destinata al consumo umano: si applica a pozzi e sorgenti che alimentano abitazione, agriturismo e laboratorio di trasformazione.
HACCP per la ristorazione agrituristica e per la trasformazione alimentare (caseificio, cantina, frantoio, mielificio).
Sicurezza alimentare e requisiti di qualità per l'acqua di abbeveraggio del bestiame.
Tutela delle acque sotterranee in zone vulnerabili da nitrati di origine agricola.
Riutilizzo delle acque reflue depurate per irrigazione di colture alimentari.
Molti disciplinari prevedono espressamente la verifica della qualità dell'acqua usata in produzione: caseifici, cantine, frantoi.
Parametri analizzati
Nitrati e pesticidi guidano la scelta del pacchetto in zone vulnerabili; metalli pesanti e arsenico sono critici in aree vulcaniche o industriali. La microbiologia resta obbligatoria su tutta la filiera agroalimentare.
Pozzo potabile: base annuale + completa biennale. HACCP agriturismo: annuale o semestrale. Filiere DOP/IGP: secondo disciplinare.
In ZVN regionali, monitoraggio pesticidi e nitrati raccomandato almeno biennale, annuale se il pozzo è a uso potabile o per abbeveraggio.
Rapporti di prova da conservare per ispezioni regionali, controlli organismi DOP/IGP e ASL.
Dipende dall'uso. Per acqua usata a scopo potabile o nella trasformazione di prodotti alimentari (caseificio, cantina, oleificio, agriturismo) vale il D.Lgs. 18/2023 s.m.i. e l'HACCP del Reg. (CE) 852/2004. Per la sola irrigazione di colture alimentari valgono i criteri del Reg. (UE) 2020/741 sul riutilizzo delle acque depurate e i Decreti regionali sulle acque irrigue.
I nitrati sono il parametro storicamente più problematico in Pianura Padana e nelle aree zootecniche del Sud, per via dell'apporto di reflui e fertilizzanti. Seguono pesticidi (glifosate, AMPA, atrazina nei suoi metaboliti) e contaminazioni microbiologiche da reflui zootecnici.
Sì. Il Reg. (CE) 178/2002 e la normativa di settore richiedono che l'acqua di abbeveraggio sia di qualità adeguata, non contaminata da patogeni o sostanze tossiche. Il piano di autocontrollo aziendale deve prevedere campionamenti periodici, soprattutto se il bestiame è destinato alla filiera DOP/IGP.
L'agriturismo che serve pasti è operatore del settore alimentare e deve applicare integralmente HACCP. Se ha anche camere, vale il protocollo Legionella delle Linee Guida Ministero Salute 2015. Se ha piscina, anche l'Accordo Stato-Regioni 2003.
Sì. I disciplinari di molte DOP/IGP prevedono espressamente la verifica della qualità dell'acqua usata in produzione (caseifici, cantine, frantoi). I rapporti di prova devono essere conservati a disposizione degli organismi di controllo e ispezione.
Per le colture destinate al consumo crudo il parametro guida è la qualità microbiologica, in particolare il contenuto di Escherichia coli: le buone pratiche di filiera richiedono di classificare la fonte e di rispettare limiti tanto più severi quanto più l'acqua di irrigazione tocca direttamente la parte edibile dei prodotti freschi. A questi si affiancano i parametri agronomici (salinità, cloruri, SAR, boro) che evitano danni alle piante e al terreno: la verifica di conformità dell'acqua consente di confrontare i valori del referto con i limiti applicabili.
Perché l'Escherichia coli è l'indicatore di contaminazione fecale: la sua presenza nell'acqua di irrigazione che bagna ortaggi a foglia, fragole o pomodori consumati crudi segnala il rischio che patogeni si trasferiscano sui prodotti freschi. È una delle cause più documentate di richiami alimentari, per questo gli standard di filiera e il Reg. CE 852/2004 richiedono di analizzarlo prima di irrigare colture destinate al consumo crudo.
Si preleva un campione rappresentativo della fonte e si fa analizzare da un laboratorio qualificato con metodi validati conformi a norme tecniche. Per un pozzo agricolo conviene cercare gli indicatori fecali (Escherichia coli, enterococchi), i nitrati, l'arsenico e i metalli, oltre ai parametri agronomici (conducibilità, cloruri, SAR, boro). I parametri da includere dipendono dall'uso: irrigazione, abbeverata o consumo umano nei fabbricati. Vedi l'analisi dell'acqua di pozzo per il dettaglio dei controlli.
No. L'acqua di pozzo non è potabile per definizione: per gli usi destinati al consumo umano nei fabbricati rurali e negli agriturismi deve rispettare i requisiti del D.Lgs 18/2023, il che spesso richiede un sistema di potabilizzazione. Va analizzata periodicamente al punto d'uso, perché nitrati, arsenico o contaminazione microbica della falda possono renderla non idonea al consumo.
Sì, il riuso reflue in agricoltura è incentivato per risparmiare acqua, ma è soggetto a requisiti di qualità stringenti: l'acqua affinata deve rispettare classi con limiti microbiologici e chimici definiti dalla disciplina sul riutilizzo idrico e dal D.Lgs 152/2006, più severi per le colture consumate crude. Occorre verificare la conformità alla classe richiesta dai prodotti freschi irrigati e conservare i referti dei controlli.
Sì. Una conducibilità elevata indica un alto contenuto salino che ostacola l'assorbimento idrico delle piante e riduce le rese. Un rapporto sodio-assorbimento (SAR) sbilanciato degrada inoltre la struttura del suolo, ne abbassa la permeabilità e nel tempo lo salinizza. Misurare conducibilità, cloruri e SAR dell'acqua di irrigazione aiuta a scegliere la fonte e a prevenire il degrado dei campi: per il pozzo aziendale vedi l'analisi dell'acqua di pozzo.
Non esiste una cadenza unica: dipende dalla fonte, dall'uso e dalla coltura. Una buona base è un controllo annuale della fonte irrigua e del pozzo, con una verifica microbiologica all'inizio della stagione di irrigazione per le colture consumate crude. L'acqua potabile dei fabbricati rurali serviti da pozzo va controllata più spesso, e ogni analisi va ripetuta dopo piene, allagamenti o spandimenti a monte. Il calcolatore di frequenza analisi stima la cadenza in base alla fonte e al rischio, e il piano analisi annuale organizza i controlli in calendario.
Verificano l'origine e l'idoneità della fonte irrigua, il titolo per il prelievo, i referti delle analisi con attenzione agli indicatori fecali (Escherichia coli) sui prodotti freschi consumati crudi, la protezione della captazione del pozzo e, dove c'è riuso reflue depurate, la conformità alla classe di qualità richiesta dal D.Lgs 152/2006. Per i fabbricati rurali controllano la potabilità al punto d'uso e l'idoneità degli impianti di potabilizzazione.
Configura il controllo del pozzo o il piano integrato per agriturismo partendo dai pacchetti sopra, oppure parla con un tecnico per il preventivo dedicato alla tua filiera.
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Approfondimenti
Quali parametri ricercare nel pozzo aziendale per irrigazione, abbeverata e uso potabile dei fabbricati rurali.
Stima ogni quanto ripetere le analisi dell'acqua in base alla fonte, all'uso e alla valutazione del rischio della coltura.
Confronta i valori del tuo referto con i limiti di legge per capire se l'acqua è idonea all'uso previsto.
Organizza i controlli su fonte irrigua, pozzo e acqua potabile dei fabbricati rurali in un calendario coerente.
La norma di riferimento per la tutela delle acque, i prelievi da pozzo e il riuso di acque reflue depurate in agricoltura.
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