Arsenico
L'arsenico è un metalloide tossico e cancerogeno per l'uomo che può contaminare le acque sotterranee per cause naturali (rocce vulcaniche) o antropiche. Il D.Lgs. 18/2023 fissa il limite a 10 µg/L.
Limite di legge (Italia)
10 µg/L
D.Lgs. 18/2023, Allegato I, Parte B
Riferimento WHO
10 µg/L
WHO Guidelines for Drinking-water Quality, 4ª ed.
Cos'è e dove si trova
L'arsenico (simbolo chimico As, numero atomico 33) è un metalloide ubiquitario nella crosta terrestre. Nelle acque destinate al consumo umano si presenta soprattutto in forma inorganica come arsenito As(III) e arsenato As(V), considerate le specie più tossiche per l'uomo.
In Italia la contaminazione naturale interessa diverse aree del Lazio settentrionale, della Toscana meridionale, della Lombardia e della Sardegna, dove le acque sotterranee attraversano rocce vulcaniche o terreni geotermali ricchi di solfuri di arsenico.
Origine della contaminazione
Le sorgenti possono essere di origine geogenica (dissoluzione di minerali come arsenopirite, orpimento, realgar) oppure antropica: pesticidi storici a base di arsenico, attività estrattive, scarichi industriali e percolato di discariche.
Effetti sulla salute
L'esposizione cronica ad arsenico inorganico tramite acqua potabile è classificata dallo IARC nel Gruppo 1 (cancerogeno certo per l'uomo). È associata a tumori della pelle, del polmone e della vescica, nonché a lesioni cutanee, neuropatie periferiche e patologie cardiovascolari.
Anche concentrazioni inferiori al limite normativo, se assunte per decenni, possono incrementare il rischio sanitario: per questo motivo è prudente verificare periodicamente l'acqua di pozzi privati e di reti minori in zone a rischio.
Limite normativo
Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva (UE) 2020/2184, conferma il limite di 10 µg/L (microgrammi per litro) come valore di parametro per le acque destinate al consumo umano. Lo stesso valore è raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO).
Per le acque imbottigliate il riferimento è il D.M. 10 febbraio 2015, che prevede il medesimo limite di 10 µg/L per arsenico totale.
Come si analizza
Il metodo accreditato di riferimento è la spettrometria di massa con plasma accoppiato induttivamente (ICP-MS) secondo la norma UNI EN ISO 17294-2:2016. La tecnica permette di quantificare l'arsenico totale con limiti di quantificazione (LOQ) inferiori a 1 µg/L, ben al di sotto del valore di parametro.
Per la speciazione (separazione di As(III), As(V), MMA, DMA) si ricorre alla cromatografia ionica accoppiata a ICP-MS (HPLC-ICP-MS).
Come si abbatte
Le tecnologie di abbattimento più diffuse sono:
- Adsorbimento su ossi-idrossidi di ferro granulari (es. GEH, Bayoxide E33), efficaci e selettivi per As(V).
- Coagulazione-flocculazione con cloruro ferrico seguita da filtrazione su sabbia.
- Osmosi inversa, con efficienze di rimozione superiori al 95%.
- Pre-ossidazione con ipoclorito o permanganato per convertire As(III) in As(V) prima del trattamento.
Cosa fare se è fuori limite
Se l'analisi conferma un superamento, sospendere l'uso potabile e per la preparazione di alimenti, comunicare il risultato all'ASL competente (per le acque distribuite a terzi) e installare un trattamento dimensionato sul valore misurato e sulla portata. Ripetere l'analisi accreditata dopo 30 giorni di esercizio dell'impianto per verificarne l'efficacia.
Domande frequenti
L'arsenico non è eliminato dalla bollitura, anzi: l'evaporazione concentra il contaminante. Le caraffe filtranti a carbone attivo non sono efficaci. Solo trattamenti dedicati e validati con analisi post-installazione garantiscono la potabilità.
Metodi analitici accreditati
| Metodo | LOQ | Norma di riferimento |
|---|---|---|
| ICP-MS arsenico totale | 0,5 µg/L | UNI EN ISO 17294-2:2016 |
| HPLC-ICP-MS speciazione | 0,2 µg/L | EPA 1632 / metodo interno |
Tecnologie di trattamento correlate
- Adsorbimento su ossi-idrossidi di ferro
- Osmosi inversa
- Coagulazione con cloruro ferrico
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-05-03