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110 pacchetti di analisi, kit a casa in 48h. Metodi di prova sempre indicati nel referto.
Pacchetti con metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN) per cucine, pizzerie, mense scolastiche e aziendali. Conformità Reg. (CE) 852/2004 e D.Lgs. 18/2023 s.m.i., referto in 5–7 giorni lavorativi valido per audit HACCP, ASL e NAS.
Labservice S.r.l.
Laboratorio qualificato · P.IVA IT09433191005 · Anguillara Sabazia (RM) · N. Verde 800 174 571
5–7 gg
Tempo medio refertazione
HACCP + D.Lgs. 18/2023
Reg. (CE) 852/2004 e manuale autocontrollo
In un ristorante l'acqua entra nel ciclo produttivo in molti modi: nella cottura degli alimenti, nel lavaggio di frutta e verdura, nel ghiaccio, nelle bevande preparate al banco, nei circuiti delle macchine del caffè, nei lavastoviglie, nei servizi igienici per ospiti e personale. Ogni passaggio è un punto di controllo critico per la sicurezza alimentare.
Il Regolamento (CE) 852/2004 e il D.Lgs. 193/2007 impongono al titolare di garantire che l'acqua utilizzata risponda ai requisiti del D.Lgs. 18/2023 s.m.i. (che ha abrogato il D.Lgs. 31/2001) e che il piano HACCP preveda analisi periodiche documentate, conservate per almeno 12 mesi.
Le non conformità più frequenti rilevate dalle ASL italiane riguardano la mancanza di certificati aggiornati, contaminazioni microbiologiche dovute a sanificazione insufficiente di rubinetti e ghiacciaie, durezza eccessiva nelle macchine del caffè e proliferazione batterica nei filtri di osmosi non manutenuti.
Pacchetti consigliati per la ristorazione
Dal singolo controllo cucina al pacchetto HACCP dedicato per ristoranti, pizzerie e mense. Prezzi a partire dal catalogo.
Analisi acqua per piano di autocontrollo HACCP — acqua di rete
Per uso domestico
Compliance normativa
Sull'igiene dei prodotti alimentari, fonda l'obbligo HACCP per tutti gli operatori del settore alimentare (OSA).
Recepisce il pacchetto igiene UE e disciplina i controlli ufficiali e le sanzioni amministrative.
Recepimento della Direttiva (UE) 2020/2184. Qualità delle acque destinate al consumo umano fino al punto di erogazione.
Disciplina dei dispositivi di trattamento dell'acqua destinata al consumo umano (addolcitori, osmosi inversa).
Parametri analizzati
Il pannello è dimensionato sul Reg. (CE) 852/2004 e sul D.Lgs. 18/2023 s.m.i. I parametri qui elencati sono il nucleo minimo del piano HACCP; il dettaglio della campagna concreta dipende da approvvigionamento (acquedotto o pozzo) e dotazione tecnica (addolcitore, osmosi, ghiacciaie).
Annuale per locali allacciati ad acquedotto, semestrale per locali con pozzo o sorgente. Verifica a valle di trattamenti ogni 6 mesi.
Controllo dedicato sui distributori di ghiaccio e a valle dei filtri della macchina caffè: punti critici per Pseudomonas e proliferazione batterica.
Rapporti di prova da allegare al manuale autocontrollo; archivio referti almeno 12 mesi a disposizione di ASL e NAS.
Sì. Il Reg. (CE) 852/2004 impone a tutti gli operatori del settore alimentare l'obbligo di autocontrollo HACCP. L'analisi periodica dell'acqua usata in cucina, per il ghiaccio e per l'igiene è uno dei punti di controllo critici (CCP) standard di qualunque manuale HACCP.
Il riferimento di mercato è almeno una analisi chimico-microbiologica annuale per i locali allacciati all'acquedotto, due o più all'anno se l'approvvigionamento è da pozzo o sorgente. Le frequenze esatte sono definite dal manuale HACCP e possono essere prescritte dalla ASL.
Sì. Il ghiaccio destinato al consumo o al contatto con alimenti è considerato a tutti gli effetti acqua destinata al consumo umano (D.Lgs. 18/2023 s.m.i.) ed è uno dei punti più critici dei controlli HACCP, perché spesso il distributore non viene sanificato regolarmente.
Gli impianti di trattamento (addolcitore, osmosi inversa, microfiltrazione) sono soggetti al D.M. 25/2012 e devono essere sottoposti a manutenzione e a controlli periodici. Va analizzata l'acqua a valle del trattamento per verificare l'assenza di proliferazione batterica e il rispetto dei parametri.
Sì. I rapporti di prova 123Acqua sono emessi da un laboratorio qualificato con metodi validati conformi a norme tecniche e sono utilizzabili negli audit HACCP; il referto è utilizzabile per pratiche con ASL e autorità competenti (ammissibilità valutata dall’autorità competente).
L'ispettore controlla la documentazione HACCP, i rapporti di prova e lo stato degli impianti interni (addolcitori, filtri, ghiacciaie). Può prelevare campioni per controllo ufficiale. Rapporti emessi da un laboratorio qualificato con metodi validati conformi a norme tecniche coprono sia il piano documentale che quello analitico dell'ispezione.
No. Il gestore certifica la qualità al contatore (punto di consegna), non all'interno del locale. Reti interne, addolcitori e ghiacciaie possono introdurre contaminanti non rilevati dall'acquedotto. Il piano HACCP richiede analisi di laboratorio eseguite sul punto d'uso, all'interno del locale.
È consigliato. La macchina del caffè è a contatto diretto con l'acqua usata per bevande: almeno un'analisi annuale di durezza e parametri microbiologici a valle del filtro interno è coerente con il piano HACCP, specie in presenza di addolcitore o filtro a carbone.
Non esiste una cadenza unica di legge: la frequenza la definisce la valutazione del rischio nel piano HACCP. Una buona base è un controllo di potabilità almeno annuale al rubinetto interno, da intensificare a semestrale per attività rifornite da pozzo, con storico di non conformità o impianti datati. Per tarare la cadenza sulla tua attività puoi usare il calcolatore della frequenza analisi.
Sì. L'acquedotto garantisce la conformità fino al punto di consegna, ma dal contatore in poi la responsabilità è dell'esercente in quanto OSA. Tubazioni, serbatoi e addolcitori interni possono alterare la qualità, perciò la potabilità va dimostrata al punto d'uso con analisi periodiche, anche se l'acqua arriva dalla rete pubblica.
Il ghiaccio a contatto con alimenti e bevande è considerato un alimento e deve essere prodotto con acqua potabile. È quindi sottoposto allo stesso autocontrollo HACCP: l'acqua che alimenta la macchina del ghiaccio rientra nei punti d'uso da verificare e la macchina va manutenuta e sanificata regolarmente.
Sì. Anche un bar che serve solo caffè, bevande e ghiaccio è un operatore del settore alimentare e usa acqua a contatto con prodotti destinati al consumo. L'obbligo di autocontrollo HACCP e di acqua potabile al punto d'uso si applica indipendentemente dalla presenza di una cucina vera e propria: gli obblighi specifici sono raccolti nell'hub bar.
Dipende dall'impianto. Se sono presenti boiler ad accumulo, docce per il personale, acqua calda centralizzata o nebulizzatori, va fatta una valutazione del rischio Legionella secondo le Linee guida 2015, con campionamenti dove indicato. Per un esercizio con sola acqua fredda e produzione istantanea di acqua calda il rischio è generalmente più contenuto. Approfondimenti su quando e come campionare nella pagina analisi Legionella.
No, anzi. L'addolcitore serve a proteggere boiler e macchine dal calcare, ma se non è manutenuto può diventare fonte di contaminazione microbica. Va gestito con manutenzione documentata e l'acqua a valle del dispositivo va analizzata, perché il trattamento non deve introdurre nuovi rischi igienici.
L'ispettore verifica che l'acqua sia inserita nel piano HACCP come punto critico, controlla i referti di laboratorio e i registri di campionamento, valuta lo stato dei punti d'uso e dei dispositivi di trattamento e accerta come sono state gestite eventuali non conformità. La mancanza di documentazione è il rilievo più frequente.
La mancata predisposizione o applicazione del piano di autocontrollo è sanzionata in via amministrativa ai sensi del D.Lgs 193/2007, con importi che crescono in base alla gravità. Se viene somministrata acqua non potabile con rischio per la salute, possono aggiungersi profili penali oltre alla sospensione dell'attività.
Configura il piano HACCP partendo dai pacchetti sopra, oppure parla con un tecnico per una soluzione su misura su catena di ristoranti o ristorazione collettiva.
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Approfondimenti
Stima ogni quanto ripetere le analisi dell'acqua in base alla tipologia di attività e alla valutazione del rischio.
Quali parametri sono richiesti per dimostrare la potabilità al punto d'uso nel piano di autocontrollo HACCP.
Quando e come campionare la Legionella su boiler, docce e impianti di acqua calda dell'attività.
La norma di base del pacchetto igiene UE che obbliga ogni OSA all'autocontrollo HACCP e all'acqua potabile.
Confronta i valori del tuo referto con i limiti di legge per capire se l'acqua è conforme al D.Lgs 18/2023.
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