Piombo
Il piombo nelle acque potabili deriva quasi sempre dalle tubazioni interne agli edifici. Il D.Lgs. 18/2023 fissa il limite a 5 µg/L dal 2036, con valore transitorio di 10 µg/L.
Limite di legge (Italia)
5 µg/L
D.Lgs. 18/2023, Allegato I, Parte B (in vigore dal 12 gennaio 2036)
Valore transitorio 10 µg/L fino al 2036
Riferimento WHO
10 µg/L
WHO Guidelines for Drinking-water Quality
Cos'è e dove si trova
Il piombo (simbolo Pb) è un metallo pesante tossico. Nelle acque destinate al consumo umano è raramente presente all'origine: la contaminazione avviene quasi sempre nelle reti interne degli edifici, in particolare in presenza di tubazioni in piombo (storicamente diffuse fino agli anni '70), saldature stagno-piombo o raccordi in ottone non a basso piombo.
Origine della contaminazione
Le condotte di adduzione pubbliche moderne non contengono piombo, ma molti condomini storici italiani hanno ancora colonne montanti in piombo. Il rilascio è favorito da acque tenere (durezza bassa), pH acidi, lunghi tempi di stagnazione (notte, ferie) e temperature elevate.
Effetti sulla salute
Il piombo è una neurotossina cumulativa: si accumula nelle ossa e ha emivita di decenni. Anche basse esposizioni croniche compromettono lo sviluppo cognitivo dei bambini, riducono il QI e aumentano il rischio di ipertensione e patologie renali negli adulti. L'OMS ha dichiarato che non esiste una soglia sicura di esposizione al piombo.
Limite normativo
Il D.Lgs. 18/2023 stabilisce un valore transitorio di 10 µg/L fino al 12 gennaio 2036, oltre il quale il limite scenderà a 5 µg/L. Il campionamento previsto dal decreto è il random day-time (RDT), rappresentativo dell'esposizione media del consumatore.
Come si analizza
Il metodo accreditato di riferimento è la spettrometria ICP-MS secondo UNI EN ISO 17294-2:2016, con LOQ tipici di 0,2-0,5 µg/L. Il campione va prelevato in bottiglia di plastica acidificata con HNO₃ ultrapuro all'1%.
Per studi di esposizione si effettuano protocolli a triplo prelievo: primo getto (T0), dopo 30 minuti di stagnazione (T30) e dopo flussaggio.
Come si abbatte
L'unica soluzione strutturale è la sostituzione delle tubazioni in piombo. In via temporanea si può ricorrere a:
- Aumento del pH e correzione dell'aggressività dell'acqua a livello di acquedotto.
- Filtri certificati NSF/ANSI 53 per la rimozione del piombo al punto d'uso (POU).
- Osmosi inversa sotto-lavello, efficacia >97%.
- Buona pratica: lasciar scorrere l'acqua per 1-2 minuti dopo lunghe stagnazioni prima del consumo.
Cosa fare se è fuori limite
Sospendere il consumo dell'acqua del rubinetto per uso potabile, in particolare per neonati e donne in gravidanza. Pianificare la sostituzione delle tubazioni interne con materiali conformi (PE-X, multistrato, rame). Eseguire una nuova analisi accreditata dopo l'intervento.
Domande frequenti
Bollire l'acqua non rimuove il piombo, lo concentra. Le caraffe filtranti generiche non sono sufficienti: servono filtri con certificazione specifica per il piombo (NSF/ANSI 53).
Metodi analitici accreditati
| Metodo | LOQ | Norma di riferimento |
|---|---|---|
| ICP-MS | 0,2 µg/L | UNI EN ISO 17294-2:2016 |
| GF-AAS | 1 µg/L | APAT-CNR-IRSA 3230 B |
Tecnologie di trattamento correlate
- Sostituzione tubazioni
- Filtri POU certificati NSF/ANSI 53
- Osmosi inversa sotto-lavello
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-05-03