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LC-MS/MS
Zone censite
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16 rosse · 12 arancioni · 12 sorveglianza · 8 standard
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I dati riportati sono una compilation di fonti pubbliche (ARPA regionali, Regione Veneto, studi CNR-IRSA, Ministero dell’Ambiente). Non sono rilevazioni primarie di 123Acqua e non sostituiscono un’analisi diretta del proprio rubinetto o pozzo: la falda può variare anche su scala locale e i monitoraggi pubblici non coprono ogni singola utenza. Per ogni zona è indicata la fonte istituzionale. Per una verifica certa serve un’analisi PFAS in LC-MS/MS sul proprio campione d’acqua.
Questo atlante è un database cercabile: filtra per comune, provincia, regione, CAP o contaminante (PFOA, PFOS, GenX) e per ogni zona trovi i contaminanti principali e la fonte istituzionale. È lo strumento giusto quando devi verificare un indirizzo o un acquedotto preciso.
Se invece ti basta inquadrare il rischio della tua area a colpo d’occhio, parti dalla mappa PFAS regione per regione, la sintesi visiva da cui poi scendere nel dettaglio comunale qui sotto.
Per capire cosa sono questi composti, quali effetti hanno sulla salute e come difendersi, leggi la ; se la tua zona risulta rossa o arancione, il monitora nel tempo l’acqua del tuo rubinetto con due prelievi distanziati.
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Visualizzazione schematica per regione: il colore indica il livello di rischio massimo documentato dalle fonti pubbliche (ARPA regionali, decreti regionali, studi CNR-IRSA). Non sostituisce una mappa cartografica.
Inserisci comune, provincia, regione, CAP o nome di un contaminante (es. PFOA, GenX) per filtrare l’elenco. Puoi combinare la ricerca testuale con i filtri di livello.
Contaminazione documentata da fonti pubbliche, con superamenti storici dei limiti.
Tracce di PFAS rilevate in falda o in rete, sotto i limiti ma significative.
Area di sorveglianza per prossimità a siti industriali o discariche storiche.
Monitoraggio nazionale ordinario, nessuna criticità nota.
Napoli e Caserta — Campania
Litorale a nord di Napoli storicamente interessato da pressioni industriali e discariche. Monitoraggio standard sulla falda, valori in linea con i limiti UE; vigilanza per contaminanti emergenti.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 80014, 81030, 81034
Fonte: ARPAC — Monitoraggio falda area domizio-flegrea.
Aggiornamento: 2025-07
Ferrara — Emilia-Romagna
Polo chimico storico di Ferrara con presenza di siti di interesse nazionale. Monitoraggio ARPAE sulla falda con tracce di PFAS rilevate, generalmente entro i limiti UE.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 44122, 44124
Fonte: ARPAE — Monitoraggio polo chimico Ferrara.
Aggiornamento: 2025-10
Reggio Emilia — Emilia-Romagna
Area di pianura con agricoltura intensiva e insediamenti industriali storici. Monitoraggio standard, concentrazioni entro i limiti UE.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 42121, 42048, 42017
Fonte: ARPAE — Monitoraggio falda.
Aggiornamento: 2025-07
Modena — Emilia-Romagna
Bassa pianura modenese con agricoltura intensiva. Monitoraggio ordinario sulla falda, valori in linea con i limiti UE.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 41121, 41037, 41014
Fonte: ARPAE — Monitoraggio falda.
Aggiornamento: 2025-06
Udine — Friuli-Venezia Giulia
Pianura friulana servita da acquedotti con prelievo da falda profonda. Monitoraggio nazionale ordinario, dato in linea con i limiti UE.
CAP rappresentativi: 33100, 33037, 33054
Fonte: ARPA FVG — Monitoraggio nazionale.
Aggiornamento: 2025-06
Latina — Lazio
Pianura pontina con agricoltura intensiva e prossimità ad ex aree industriali. Monitoraggio ordinario, valori entro i limiti UE ma area in sorveglianza per fitosanitari ed emergenti.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 04100, 04011, 04014
Fonte: ARPA Lazio — Monitoraggio falda pianura pontina.
Aggiornamento: 2025-08
Roma — Lazio
Area industriale a sud di Roma con insediamenti storici farmaceutici e chimici. Monitoraggio attivo della falda, valori entro i limiti UE.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 00071, 00072, 00040
Fonte: ARPA Lazio — Monitoraggio area industriale Pomezia.
Aggiornamento: 2025-07
Genova — Liguria
Area portuale e industriale di Genova con presenza storica di raffinerie e chimica. Monitoraggio ordinario sulla falda, valori entro i limiti UE.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 16126, 16151, 16154
Fonte: ARPAL — Monitoraggio falda area portuale Genova.
Aggiornamento: 2025-06
Imperia — Liguria
Monitoraggio nazionale ordinario. Acquedotti alimentati da sorgenti dell’entroterra ligure, dato in linea con i limiti UE.
CAP rappresentativi: 18100, 18012, 18038
Fonte: ARPAL — Monitoraggio nazionale.
Aggiornamento: 2025-06
Brescia — Lombardia
Sito di interesse nazionale (SIN) Brescia-Caffaro, storicamente noto per contaminazione da PCB e diossine, con presenza documentata anche di PFAS in falda. Acquedotto trattato, pozzi privati a rischio.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 25125, 25131
Fonte: ARPA Lombardia — SIN Brescia-Caffaro.
Aggiornamento: 2025-11
Bergamo — Lombardia
Fascia industriale a sud del capoluogo con presenza storica di insediamenti chimici e tessili. Tracce di PFAS in alcune sezioni di falda, sotto i limiti ma in monitoraggio continuativo.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 24126, 24050, 24040
Fonte: ARPA Lombardia — Monitoraggio falda provinciale.
Aggiornamento: 2025-09
Lodi — Lombardia
Area di sorveglianza per agricoltura intensiva e prossimità a insediamenti industriali. Monitoraggio standard, valori entro i limiti UE.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 26900, 26841, 26865
Fonte: ARPA Lombardia — Monitoraggio falda.
Aggiornamento: 2025-06
Milano — Lombardia
Fascia urbana e periurbana a sud di Milano con storica presenza di industrie chimiche e galvaniche. Acquedotto MM SpA monitorato per PFAS in continuo, valori in rete entro i limiti.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 20141, 20142, 20089
Fonte: ARPA Lombardia, MM SpA — Report qualità acqua Milano.
Aggiornamento: 2025-10
Varese — Lombardia
Bacino del fiume Olona, storicamente esposto a industria tessile e chimica. Monitoraggio attivo sulla falda, valori in linea con i limiti UE ma area in sorveglianza.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 21100, 21013, 21052
Fonte: ARPA Lombardia — Monitoraggio bacino Olona.
Aggiornamento: 2025-07
Ancona — Marche
Monitoraggio nazionale ordinario. Acquedotto di Ancona alimentato da sorgenti collinari, dato in linea con i limiti UE.
CAP rappresentativi: 60121, 60125, 60131
Fonte: ARPAM — Monitoraggio nazionale.
Aggiornamento: 2025-06
Alessandria — Piemonte
Frazione di Alessandria sede dello stabilimento Solvay Specialty Polymers. Contaminazione documentata della falda da PFOA, ADV, cC6O4 e GenX. Sito di interesse nazionale, bonifica in corso. Pozzi privati limitrofi a rischio.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 15122
Fonte: ARPA Piemonte — Monitoraggio falda Spinetta Marengo.
Aggiornamento: 2025-12
Alessandria — Piemonte
Area agricola e residenziale a est di Alessandria, falda interessata dalla diffusione di PFAS dal polo chimico di Spinetta. Pozzi privati con superamenti documentati, acquedotto trattato dal 2018.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 15122
Fonte: ARPA Piemonte — Bollettino PFAS.
Aggiornamento: 2025-11
Alessandria — Piemonte
Centro urbano di Alessandria con acquedotto monitorato per PFAS in conseguenza della contaminazione documentata nelle frazioni industriali. Concentrazioni in rete generalmente entro i limiti del D.Lgs. 18/2023.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 15121, 15100
Fonte: ARPA Piemonte — Monitoraggio acquedotto AMAG.
Aggiornamento: 2025-10
Alessandria — Piemonte
Area ai margini occidentali della contaminazione PFAS della pianura alessandrina. Pozzi privati con tracce documentate, acquedotto sotto controllo.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 15057
Fonte: ARPA Piemonte — Monitoraggio falda.
Aggiornamento: 2025-08
Cuneo — Piemonte
Area di sorveglianza per prossimità a insediamenti industriali storici. Monitoraggio ordinario sulla falda, concentrazioni entro i limiti UE.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 12100, 12010, 12020
Fonte: ARPA Piemonte — Monitoraggio regionale falde.
Aggiornamento: 2025-07
Taranto — Puglia
Sito di interesse nazionale Taranto-Statte. Storica esposizione della falda a idrocarburi e metalli; monitoraggio ARPA Puglia esteso anche ai PFAS con tracce documentate sotto i limiti.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 74121, 74123
Fonte: ARPA Puglia — SIN Taranto.
Aggiornamento: 2025-09
Cagliari — Sardegna
Monitoraggio nazionale ordinario. Acquedotto alimentato prevalentemente da invasi superficiali con trattamento convenzionale. Dato in linea con i limiti UE.
CAP rappresentativi: 09121, 09131, 09045
Fonte: ARPAS — Monitoraggio nazionale.
Aggiornamento: 2025-06
Catania — Sicilia
Piana agricola etnea con storica pressione fitosanitaria e prossimità ad aree industriali (Priolo-Augusta). Monitoraggio ordinario sulla falda, valori entro i limiti UE; vigilanza per emergenti.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 95121, 95125, 95041
Fonte: ARPA Sicilia — Monitoraggio Piana di Catania.
Aggiornamento: 2025-07
Siracusa — Sicilia
Sito di interesse nazionale (SIN) Priolo-Augusta. Polo petrolchimico storico, monitoraggio attivo della falda con tracce di PFAS documentate, valori in rete entro i limiti UE grazie al trattamento.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 96010, 96011, 96100
Fonte: ARPA Sicilia — SIN Priolo-Augusta.
Aggiornamento: 2025-09
Lucca — Toscana
Capannori e comuni del distretto cartario di Lucca, storicamente uno dei poli europei della carta tissue. Possibile uso storico di PFAS nei processi cartari: monitoraggio attivo, valori entro i limiti ma area in attenzione.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 55012, 55016, 55013
Fonte: ARPAT — Monitoraggio distretto cartario Lucca.
Aggiornamento: 2025-09
Pisa — Toscana
Comune del comprensorio del cuoio del Valdarno Inferiore. Storica esposizione della falda a PFAS da uso industriale. Tracce documentate sotto i limiti, monitoraggio ARPAT continuativo.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 56029
Fonte: ARPAT — Monitoraggio comprensorio del cuoio.
Aggiornamento: 2025-08
Firenze — Toscana
Piana fiorentina con industria tessile e conciaria storica. Monitoraggio ordinario sulla falda, valori in rete entro i limiti UE.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 50127, 50019, 50058
Fonte: ARPAT — Monitoraggio falda piana fiorentina.
Aggiornamento: 2025-06
Trento — Trentino-Alto Adige
Monitoraggio nazionale ordinario, dato in linea con i limiti UE. Acque di acquedotto provenienti prevalentemente da sorgenti montane e falde profonde a basso impatto antropico.
CAP rappresentativi: 38122, 38121, 38068
Fonte: APPA Trento — Monitoraggio nazionale.
Aggiornamento: 2025-06
Bolzano — Trentino-Alto Adige
Monitoraggio nazionale ordinario. Acque di sorgenti alpine e falde alimentate da disgelo, dato in linea con i limiti UE.
CAP rappresentativi: 39100, 39012, 39031
Fonte: APPA Bolzano — Monitoraggio nazionale.
Aggiornamento: 2025-06
Perugia — Umbria
Monitoraggio nazionale ordinario. Acquedotto perugino alimentato in larga parte da sorgenti dell’Appennino umbro, dato in linea con i limiti UE.
CAP rappresentativi: 06121, 06135, 06073
Fonte: ARPA Umbria — Monitoraggio nazionale.
Aggiornamento: 2025-06
Aosta — Valle d’Aosta
Monitoraggio nazionale ordinario. Acquedotti alimentati da sorgenti alpine ad alta quota, dato in linea con i limiti UE.
CAP rappresentativi: 11100, 11020, 11015
Fonte: ARPA Valle d’Aosta — Monitoraggio nazionale.
Aggiornamento: 2025-06
Vicenza — Veneto
Comune al centro dell’area rossa della contaminazione PFAS in Veneto. Studi CNR-IRSA 2013 e successivi monitoraggi ARPAV hanno documentato concentrazioni di PFOA e PFOS oltre i limiti di legge nella falda e in alcuni pozzi privati. Sorgente storica: stabilimento Miteni di Trissino.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 36045
Fonte: ARPAV — Piano di sorveglianza PFAS, Regione Veneto DGR 1591/2017 e succ.
Aggiornamento: 2025-12
Vicenza — Veneto
Inclusa nell’area rossa A del piano regionale veneto sulle PFAS. Pozzi privati sottoposti a monitoraggio continuativo, acquedotto pubblico dotato di filtri a carboni attivi (GAC) dal 2014.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 36040
Fonte: ARPAV — Bollettino monitoraggio PFAS Veneto.
Aggiornamento: 2025-10
Verona — Veneto
Area rossa A del piano veneto PFAS. Comune servito da pozzi storicamente contaminati, ora sotto trattamento con carboni attivi. Studio di sorveglianza sanitaria della Regione Veneto in corso.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 37044
Fonte: Regione Veneto — Piano di sorveglianza sanitaria PFAS.
Aggiornamento: 2025-09
Vicenza — Veneto
Comune in area rossa A. Storicamente alimentato da pozzi della falda alluvionale dell’Agno-Fratta-Gorzone, oggi alimentato da acquedotto trattato. Residenti monitorati con biomonitoraggio Regione Veneto.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 36020
Fonte: ARPAV — Bollettino PFAS, Regione Veneto.
Aggiornamento: 2025-10
Verona — Veneto
Area rossa A. Pozzi privati e acquedotto storico interessati da PFOA e PFOS. Trattamento di potabilizzazione integrato dal 2014. Inclusa nel programma di biomonitoraggio sanitario regionale.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 37040
Fonte: Regione Veneto — DGR 1591/2017, ARPAV.
Aggiornamento: 2025-09
Verona — Veneto
Inclusa nell’area rossa A. Comune storicamente esposto a contaminazione della falda da PFOA. Acquedotto dotato di filtri a carboni attivi, residenti coinvolti nello studio epidemiologico ENVIRONS.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 37040
Fonte: ARPAV — Piano sorveglianza PFAS.
Aggiornamento: 2025-08
Padova — Veneto
Area rossa B del piano veneto PFAS. Storica contaminazione documentata in pozzi privati e in tratti di acquedotto. Oggi acqua di rete trattata, ma i pozzi privati restano a rischio se non monitorati.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 35044
Fonte: ARPAV — Bollettino PFAS, Regione Veneto.
Aggiornamento: 2025-11
Padova — Veneto
Area rossa A. Comune della bassa padovana servito storicamente da pozzi della falda contaminata. Acquedotto trattato dal 2014, biomonitoraggio sanitario regionale attivo.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 35040
Fonte: Regione Veneto — Piano PFAS.
Aggiornamento: 2025-10
Padova — Veneto
Area rossa A. Inclusa nel piano di sorveglianza sanitaria regionale. Pozzi privati storicamente contaminati da PFOA, acquedotto pubblico trattato.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 35046
Fonte: ARPAV — Piano sorveglianza PFAS.
Aggiornamento: 2025-10
Verona — Veneto
Area rossa A. Comune della bassa veronese storicamente interessato dalla contaminazione PFAS della falda Agno-Fratta-Gorzone. Oggi acquedotto trattato, pozzi privati monitorati.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 37040
Fonte: Regione Veneto — Piano sorveglianza PFAS.
Aggiornamento: 2025-09
Vicenza — Veneto
Comune del distretto conciario della Valle del Chiampo, area rossa A. Storica esposizione della falda a PFAS da uso industriale. Acquedotto trattato e pozzi privati sotto monitoraggio.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 36071
Fonte: ARPAV — Monitoraggio PFAS distretto conciario.
Aggiornamento: 2025-11
Vicenza — Veneto
Sede storica dello stabilimento Miteni, sorgente principale della contaminazione PFAS del bacino Agno-Fratta-Gorzone. Sito di interesse nazionale (SIN). Falda profonda altamente contaminata, in bonifica.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 36070
Fonte: ARPAV, Ministero Ambiente — SIN Trissino-Miteni.
Aggiornamento: 2025-12
Vicenza — Veneto
Valle del Chiampo, distretto conciario storicamente esposto a PFAS. Inclusa nell’area rossa del piano veneto. Acqua di rete trattata, pozzi privati a rischio.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 36072
Fonte: ARPAV — Monitoraggio PFAS.
Aggiornamento: 2025-10
Padova — Veneto
Comune della bassa padovana ai margini dell’area rossa veneta. Tracce di PFAS storicamente rilevate in alcuni pozzi privati, valori medi sotto i limiti ma significativi. Inclusa nel piano di sorveglianza.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 35034
Fonte: ARPAV — Bollettino PFAS Veneto.
Aggiornamento: 2025-09
Vicenza — Veneto
Comune dell’area di sorveglianza del piano veneto PFAS. Concentrazioni storicamente sotto i limiti ma sopra il fondo naturale. Acquedotto monitorato in continuo.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 36025
Fonte: ARPAV — Piano PFAS.
Aggiornamento: 2025-08
Rovigo — Veneto
Porzione settentrionale del Polesine ai margini meridionali dell’area PFAS veneta. Pozzi privati con tracce documentate, acquedotto sotto controllo periodico.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 45020, 45030, 45026
Fonte: ARPAV — Monitoraggio Polesine.
Aggiornamento: 2025-09
Treviso — Veneto
Area a sorveglianza per prossimità a siti industriali storici e discariche. Concentrazioni rilevate in falda generalmente entro i limiti, ma raccomandato controllo per pozzi privati.
Contaminanti principali
CAP rappresentativi: 31100, 31030, 31050
Fonte: ARPAV — Monitoraggio falda provinciale.
Aggiornamento: 2025-07
L’atlante è un punto di partenza, non un sostituto dell’analisi. Se vivi in zona rossa o arancione, o se hai pozzo privato in qualsiasi area di sorveglianza, un’analisi PFAS in LC-MS/MS sul tuo campione è l’unica verifica diretta. 123Acqua è un laboratorio qualificato che applica metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN) per microbiologia, anioni IC, metalli pesanti e campionamento; le analisi PFAS sono eseguite in sub-appalto da un laboratorio terzo specializzato, con indicazione del laboratorio esecutore sul rapporto di prova.
I PFAS (composti perfluoro-alchilici) sono sostanze chimiche di sintesi usate da decenni in trattamenti idrorepellenti, schiume antincendio, rivestimenti antiaderenti, carta oleorepellente e processi industriali (concia, cartiere, galvaniche). Sono molto persistenti nell’ambiente e in alcuni casi bioaccumulabili. Il D.Lgs. 18/2023, come modificato dal correttivo D.Lgs. 102/2025, fissa il limite "Somma dei PFAS" (30 molecole, 24 fino al 13 luglio 2026, ADV escluse) a 0,10 µg/L, in vigore dal 12 gennaio 2026, e la "Somma 4 PFAS" più tossici (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS) a 0,020 µg/L, con monitoraggio obbligatorio dal 13 luglio 2026.
A partire dal 2013 il CNR-IRSA ha documentato una contaminazione estesa della falda Agno-Fratta-Gorzone (province di Vicenza, Verona, Padova), riconducibile allo stabilimento Miteni di Trissino. La Regione Veneto ha definito un’area rossa A e B con piano di sorveglianza sanitaria, biomonitoraggio sui residenti e trattamento dell’acqua di rete con carboni attivi. Il SIN Trissino-Miteni è in bonifica.
L’unico modo certo è un’analisi strumentale in LC-MS/MS su un campione del proprio rubinetto o pozzo. I PFAS sono inodori, insapori e incolori anche a concentrazioni molto superiori ai limiti di legge: non si percepiscono in alcun modo. Il pacchetto Analisi PFAS di 123Acqua determina 20 composti con bottiglia HDPE certificata PFAS-free, indispensabile per evitare contaminazioni del campione.
I gestori del Servizio Idrico Integrato sono tenuti a rispettare i limiti del D.Lgs. 18/2023 e pubblicano regolarmente i dati di qualità. In molte aree storicamente contaminate (Veneto, Spinetta Marengo) l’acqua di rete è trattata con carboni attivi e i valori in uscita sono entro i limiti. Tuttavia: chi ha pozzo privato non è coperto da questi controlli, e in caso di tubazioni vecchie o impianti condominiali datati possono esserci rilasci a valle del controllo del gestore. Un’analisi del proprio rubinetto è l’unica verifica diretta.
Il pacchetto Analisi PFAS di 123Acqua parte da 249 € + IVA e include 20 composti perfluoro-alchilici in LC-MS/MS (eseguiti in sub-appalto presso un laboratorio terzo specializzato, con metodi validati conformi a norme tecniche), kit autoprelievo con bottiglia certificata PFAS-free e calcolo automatico di "Somma 20 PFAS" e "Somma 4 PFAS" secondo il D.Lgs. 18/2023. Sul rapporto è sempre indicato il laboratorio esecutore delle prove PFAS. Per chi vuole un controllo nel tempo (es. famiglie in zona rossa) è disponibile il Bundle Sentinella PFAS a 339 € + IVA con due prelievi distanziati.
Ogni zona dell’atlante nasce da un documento pubblico: bollettini e cartografie ARPA regionali, atti della Regione Veneto sulla zona rossa, studi CNR-IRSA e perimetrazioni dei siti di interesse nazionale ISPRA. Il CAP indicato è rappresentativo dell’area di riferimento, non l’unico interessato.
Il livello di rischio sintetizza qualitativamente quanto è documentato il problema, non una concentrazione media: una zona può essere «rossa» per la storia di contaminazione anche dove l’acqua di rete, oggi trattata, rientra nei limiti del D.Lgs. 18/2023. Per questo l’atlante orienta, ma non sostituisce l’analisi del singolo punto.
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