PFAS
I PFAS (sostanze poli- e per-fluoroalchiliche) sono inquinanti emergenti persistenti, bioaccumulabili e potenzialmente cancerogeni. Il D.Lgs. 18/2023, dopo il correttivo D.Lgs. 102/2025, fissa il limite a 0,10 µg/L per la somma dei PFAS (30 sostanze dal 12/01/2026, 24 fino al 13/07/2026, ADV escluse) e a 0,02 µg/L per la somma dei 4 PFAS prioritari (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS) dal 13/07/2026 per effetto della proroga della L. 199/2025.
Limite di legge (Italia)
0.1 µg/L
D.Lgs. 18/2023 (corretto da D.Lgs. 102/2025), Allegato I, Parte B
Somma dei PFAS (30 sostanze, 24 fino al 13/07/2026, ADV escluse) dal 12/01/2026; le 6 molecole ADV rientrano nel computo dal 13/07/2026; somma dei 4 PFAS prioritari 0,02 µg/L dal 13/07/2026 (proroga L. 199/2025); acido trifluoroacetico (TFA) 10 µg/L dal 13/01/2027
Cos'è e dove si trova
I PFAS (Per- and Polyfluoroalkyl Substances) sono una famiglia di oltre 12.000 composti di sintesi caratterizzati da una catena carboniosa con legami carbonio-fluoro estremamente stabili. Sono utilizzati da oltre 70 anni in tessuti idrorepellenti, schiume antincendio AFFF, padelle antiaderenti, imballaggi alimentari, pelli e cosmetici.
In Italia la contaminazione più nota interessa le province di Vicenza, Verona e Padova (sito Miteni di Trissino), ma sono stati rilevati hotspot anche in Piemonte (Spinetta Marengo), Toscana e Lombardia.
Origine della contaminazione
Le fonti includono scarichi industriali storici e attuali, percolato di discariche, deposizione atmosferica e impieghi militari/aeroportuali di schiume AFFF. Una volta in falda i PFAS migrano per chilometri senza degradarsi: per questo sono chiamati 'forever chemicals'.
Effetti sulla salute
Gli effetti documentati includono dislipidemie, alterazioni della funzione tiroidea, ridotta risposta vaccinale, basso peso alla nascita, ipertensione gestazionale e aumentato rischio di tumori del rene e del testicolo. PFOA e PFOS sono classificati IARC come cancerogeno (1) e possibile cancerogeno (2B) rispettivamente. EFSA ha fissato un TWI (tollerabile settimanale) di 4,4 ng/kg p.c. per la somma di PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS.
Limite normativo
Dopo il correttivo D.Lgs. 102/2025 (in vigore dal 19 luglio 2025) il D.Lgs. 18/2023 prevede due parametri: la 'somma dei PFAS' (0,10 µg/L), calcolata su 30 sostanze; fino al 13 luglio 2026 le 6 molecole ADV non concorrono al calcolo (24 sostanze), dal 13 luglio 2026 rientrano nel computo tutte le 30 sostanze, e la 'somma dei 4 PFAS prioritari' (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS) a 0,02 µg/L (20 ng/L) che entra in vigore dal 13 luglio 2026, per effetto della proroga di sei mesi disposta dalla L. 199/2025. Il correttivo ha superato il precedente parametro generico dei PFAS totali (0,50 µg/L) e ha introdotto l'acido trifluoroacetico (TFA) come parametro autonomo (10 µg/L, monitoraggio obbligatorio dal 13 gennaio 2027). Per il PFOA singolo l'EPA statunitense ha fissato nel 2024 un MCL di 4 ng/L.
La Regione Veneto applica limiti più stringenti: 30 ng/L per PFOS, 70 ng/L per PFOA, 300 ng/L per la somma degli altri PFAS.
Come si analizza
Il metodo di riferimento è la cromatografia liquida ad alta risoluzione accoppiata a spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS) con preconcentrazione SPE, conformemente ai metodi EPA 537.1 e EPA 533. I LOQ raggiungibili sono 1-2 ng/L per singolo composto, sufficienti per verificare il rispetto dei limiti normativi.
Le bottiglie devono essere in HDPE o PP (mai in vetro borosilicato, che adsorbe i PFAS) e priva di contaminazione del campionatore.
Come si abbatte
Le tecnologie efficaci sono:
- Carboni attivi granulari (GAC), ottimi per PFAS a catena lunga (PFOA, PFOS).
- Resine a scambio ionico selettive (es. Purolite PFA694E, Lewatit), efficaci anche su PFAS a catena corta.
- Osmosi inversa e nanofiltrazione, con efficienze >95% per tutti i composti.
- Tecnologie di distruzione (UV/sulfite, plasma) ancora in fase di sviluppo industriale.
Cosa fare se è fuori limite
Sospendere l'uso potabile, comunicare alla ASL e installare un sistema dedicato (GAC + scambio ionico al punto d'uso, oppure osmosi inversa). Eseguire analisi LC-MS/MS post-installazione e ripeterle ogni 6 mesi per verificare l'esaurimento del media filtrante.
Domande frequenti
I PFAS sono incolori, inodori e insapori: non si rilevano organoletticamente. Le caraffe filtranti generiche non sono efficaci. La bollitura non li elimina.
Metodi analitici normati
| Metodo | LOQ | Norma di riferimento |
|---|---|---|
| LC-MS/MS PFAS 20+ | 1-2 ng/L | EPA 533:2019 / EPA 537.1:2020 |
| LC-MS/MS PFAS estesi | 2 ng/L | ISO 21675:2019 |
Tecnologie di trattamento correlate
- Carbone attivo granulare (GAC)
- Resine a scambio ionico selettive
- Osmosi inversa / nanofiltrazione
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-05-03