Vai al contenuto
Logo
123Acqua
Chimico organicoCₙF₂ₙ₊₁-R

PFAS

I PFAS (sostanze poli- e per-fluoroalchiliche) sono inquinanti emergenti persistenti, bioaccumulabili e potenzialmente cancerogeni. Il D.Lgs. 18/2023 fissa il limite a 0,1 µg/L per la somma di 20 PFAS.

Limite di legge (Italia)

0.1 µg/L

D.Lgs. 18/2023, Allegato I, Parte B

Somma di 20 PFAS specifici

Cos'è e dove si trova

I PFAS (Per- and Polyfluoroalkyl Substances) sono una famiglia di oltre 12.000 composti di sintesi caratterizzati da una catena carboniosa con legami carbonio-fluoro estremamente stabili. Sono utilizzati da oltre 70 anni in tessuti idrorepellenti, schiume antincendio AFFF, padelle antiaderenti, imballaggi alimentari, pelli e cosmetici.

In Italia la contaminazione più nota interessa le province di Vicenza, Verona e Padova (sito Miteni di Trissino), ma sono stati rilevati hotspot anche in Piemonte (Spinetta Marengo), Toscana e Lombardia.

Origine della contaminazione

Le fonti includono scarichi industriali storici e attuali, percolato di discariche, deposizione atmosferica e impieghi militari/aeroportuali di schiume AFFF. Una volta in falda i PFAS migrano per chilometri senza degradarsi: per questo sono chiamati 'forever chemicals'.

Effetti sulla salute

Gli effetti documentati includono dislipidemie, alterazioni della funzione tiroidea, ridotta risposta vaccinale, basso peso alla nascita, ipertensione gestazionale e aumentato rischio di tumori del rene e del testicolo. PFOA e PFOS sono classificati IARC come cancerogeno (1) e possibile cancerogeno (2B) rispettivamente. EFSA ha fissato un TWI (tollerabile settimanale) di 4,4 ng/kg p.c. per la somma di PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS.

Limite normativo

Il D.Lgs. 18/2023 introduce due parametri: 'PFAS totali' (0,5 µg/L) e 'somma di PFAS' (0,1 µg/L) per i 20 composti elencati nell'Allegato III, tra cui PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS, PFBS, PFHxA. Per il PFOA singolo l'EPA statunitense ha fissato nel 2024 un MCL di 4 ng/L.

La Regione Veneto applica limiti più stringenti: 30 ng/L per PFOS, 70 ng/L per PFOA, 300 ng/L per la somma degli altri PFAS.

Come si analizza

Il metodo accreditato di riferimento è la cromatografia liquida ad alta risoluzione accoppiata a spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS) con preconcentrazione SPE, conformemente ai metodi EPA 537.1 e EPA 533. I LOQ raggiungibili sono 1-2 ng/L per singolo composto, sufficienti per verificare il rispetto dei limiti normativi.

Le bottiglie devono essere in HDPE o PP (mai in vetro borosilicato, che adsorbe i PFAS) e priva di contaminazione del campionatore.

Come si abbatte

Le tecnologie efficaci sono:

  • Carboni attivi granulari (GAC), ottimi per PFAS a catena lunga (PFOA, PFOS).
  • Resine a scambio ionico selettive (es. Purolite PFA694E, Lewatit), efficaci anche su PFAS a catena corta.
  • Osmosi inversa e nanofiltrazione, con efficienze >95% per tutti i composti.
  • Tecnologie di distruzione (UV/sulfite, plasma) ancora in fase di sviluppo industriale.

Cosa fare se è fuori limite

Sospendere l'uso potabile, comunicare alla ASL e installare un sistema dedicato (GAC + scambio ionico al punto d'uso, oppure osmosi inversa). Eseguire analisi LC-MS/MS post-installazione e ripeterle ogni 6 mesi per verificare l'esaurimento del media filtrante.

Domande frequenti

I PFAS sono incolori, inodori e insapori: non si rilevano organoletticamente. Le caraffe filtranti generiche non sono efficaci. La bollitura non li elimina.

Metodi analitici accreditati

MetodoLOQNorma di riferimento
LC-MS/MS PFAS 20+1-2 ng/LEPA 533:2019 / EPA 537.1:2020
LC-MS/MS PFAS estesi2 ng/LISO 21675:2019

Tecnologie di trattamento correlate

  • Carbone attivo granulare (GAC)
  • Resine a scambio ionico selettive
  • Osmosi inversa / nanofiltrazione

Domande correlate

Ultimo aggiornamento: 2026-05-03