In un campeggio o in un villaggio turistico l'acqua non scorre lungo un singolo impianto domestico, ma in una rete di distribuzione vasta e ramificata che attraversa l'intera struttura: dai blocchi servizi alle piazzole, dalle docce collettive ai lavelli comuni, fino alla piscina, al bar, al ristorante e alle case mobili. Questa estensione è la prima caratteristica che distingue il settore: più chilometri di tubazioni significano più punti di prelievo da presidiare, più tratti soggetti a ristagno e più materiali diversi a contatto con l'acqua. Il D.Lgs 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184, classifica le strutture ricettive aperte al pubblico tra gli edifici prioritari, imponendo una valutazione e gestione del rischio dell'impianto interno proprio perché la lunghezza e la complessità della rete moltiplicano le occasioni di alterazione della qualità tra il punto di consegna e il rubinetto effettivamente usato dall'ospite.
La seconda peculiarità è la fonte. Molti campeggi e villaggi, spesso collocati in zone rurali, costiere o montane lontane dall'acquedotto, si riforniscono in tutto o in parte da una fonte autonoma: un pozzo, una sorgente o un serbatoio di accumulo. In questo scenario la struttura non è più un semplice utente finale della rete pubblica, ma diventa essa stessa il soggetto che fornisce acqua a terzi: gli ospiti bevono, cucinano e si lavano con un'acqua la cui potabilità dipende interamente dai controlli e dai trattamenti gestiti internamente. Chi attinge da pozzo o sorgente deve quindi garantire la conformità ai valori di parametro di legge, spesso ricorrendo a sistemi di potabilizzazione (filtrazione, disinfezione, correzione chimica) il cui dimensionamento e la cui manutenzione vanno documentati e verificati periodicamente secondo il D.M. 25/2012 sui materiali e i trattamenti per il consumo umano.
La terza specificità è la molteplicità dei servizi e la stagionalità. Una sola struttura concentra usi molto diversi dell'acqua: docce collettive e nebulizzatori che generano aerosol, piscine soggette a una disciplina dedicata, cucine di ristorazione e bar con i loro punti critici alimentari, impianti di acqua calda sanitaria centralizzati. Ognuno porta con sé un profilo di rischio: le docce collettive e l'acqua calda sono il bersaglio principale della valutazione del rischio Legionella, mentre la piscina richiede controlli specifici sui disinfettanti e sui parametri di balneabilità. A questo si aggiunge l'apertura concentrata nella stagione turistica: lunghi mesi di inattività con acqua ferma nelle tubazioni, seguiti da una riapertura con afflusso improvviso di ospiti, creano le condizioni ideali per la proliferazione microbica. Per questo i controlli vanno concentrati a ridosso dell'apertura e ripetuti durante la stagione su più punti della rete. Questa pagina raccoglie cosa deve sapere chi gestisce un campeggio o un villaggio: quali norme si applicano, quali parametri analizzare e con che limiti, come pianificare i prelievi su una rete estesa, cosa verifica un ispettore ASL e quali sanzioni rischia chi non documenta i controlli, con l'obiettivo di arrivare alla stagione con referti aggiornati di un laboratorio qualificato.