Chi gestisce una piscina aperta al pubblico, di un albergo, di un camping, di una palestra o di un centro benessere ha la responsabilità diretta della qualità dell'acqua in cui i frequentatori si immergono. L'acqua di vasca non è semplice acqua di rete: viene riscaldata, ricircolata in continuo, esposta al carico inquinante di decine o centinaia di bagnanti al giorno e mantenuta entro un equilibrio chimico delicato da disinfettante, correttori di pH e flocculanti. Il quadro di riferimento è l'Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 sugli aspetti igienico-sanitari delle piscine a uso natatorio, recepito e dettagliato dalle singole leggi e regolamenti regionali. Da quel quadro discendono i valori che l'acqua di vasca deve rispettare, le frequenze minime dei controlli e l'obbligo di tenere un registro dei parametri misurati ogni giorno di apertura.
La gestione corretta poggia su due livelli di controllo che non vanno confusi. Il primo è l'autocontrollo quotidiano effettuato dal personale: misure di cloro libero, cloro combinato e pH ripetute più volte al giorno con strumenti tarati, annotate sul registro insieme a temperatura, numero di bagnanti e reintegri d'acqua. Il secondo è l'analisi periodica di laboratorio, che ricerca i parametri microbiologici e chimici che il personale non può determinare in vasca: Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, stafilococchi, conteggio delle colonie, sostanze organiche. A questi si aggiunge l'acqua di approvvigionamento con cui si alimenta e si reintegra la vasca, che resta soggetta ai requisiti di potabilità del D.Lgs 18/2023, e la valutazione del rischio Legionella per vasche idromassaggio, docce e impianti di acqua calda secondo le Linee guida del 2015.
Questa pagina mette in ordine cosa deve sapere chi gestisce una piscina ad uso collettivo: quali norme si applicano, quali parametri analizzare e con che limiti, ogni quanto ripetere i controlli in stagione e fuori stagione, cosa verifica un ispettore ASL durante un sopralluogo e quali sanzioni rischia chi non documenta i controlli. L'obiettivo è arrivare preparati alla stagione balneare, con un registro di autocontrollo compilato, referti aggiornati di un laboratorio qualificato che opera con metodi validati conformi a norme tecniche e un piano di campionamento coerente con il tipo di impianto, evitando contestazioni in sede di ispezione e tutelando la salute dei frequentatori.