Un residence, un complesso di appartamenti turistici o una casa vacanza gestita non è un'abitazione qualsiasi: è una struttura ricettiva in cui chi gestisce mette a disposizione di ospiti che cambiano in continuazione più unità abitative servite, spesso, da impianti idrici comuni. Autoclave, serbatoi di accumulo, produzione centralizzata di acqua calda sanitaria, talvolta una piscina condominiale a uso degli ospiti: sono tutti elementi che rendono la rete idrica più complessa di quella di una casa privata e che spostano sul gestore la responsabilità di garantire acqua sicura a chi soggiorna. Il D.Lgs 18/2023 colloca le strutture turistico-ricettive tra gli edifici prioritari e impone una valutazione del rischio della distribuzione idrica interna, perché è proprio dal contatore in poi - nei tratti di rete che servono i singoli appartamenti - che la qualità dell'acqua può degradarsi.
Il tratto distintivo di questo settore è l'alternanza tra occupazione e inutilizzo. Tra un ospite e l'altro, e soprattutto nei periodi di bassa stagione o nelle chiusure invernali, l'acqua ristagna nelle tubazioni delle unità non occupate: il ristagno favorisce la perdita del residuo di disinfettante, la formazione di biofilm e, dove esiste acqua calda centralizzata a temperature intermedie, la proliferazione di Legionella. Un appartamento rimasto vuoto per settimane può consegnare al nuovo ospite acqua stagnante al primo utilizzo di rubinetti e doccia. Per questo le Linee guida nazionali per la Legionellosi del 2015 dedicano un capitolo specifico alle strutture turistico-ricettive con acqua calda sanitaria centralizzata, prescrivendo riavvii a inizio stagione, flussaggi sistematici dei punti d'uso poco utilizzati e campionamenti mirati.
Questa pagina raccoglie in modo ordinato cosa deve sapere chi gestisce un residence o una casa vacanza: quali norme si applicano, quali parametri analizzare e con che limiti, quando ripetere i controlli soprattutto alla riapertura stagionale, cosa verifica un ispettore ASL durante un sopralluogo e quali sanzioni rischia chi non documenta la gestione del rischio idrico. Chi affitta unità abitative a ospiti paganti fornisce loro anche l'acqua, e ne risponde sul piano della sicurezza: arrivare alla stagione con referti aggiornati di un laboratorio qualificato, una valutazione del rischio scritta e un protocollo di riavvio degli impianti significa tutelare la salute degli ospiti ed evitare contestazioni che possono mettere a rischio l'attività.