Un aeroporto o una grande stazione ferroviaria è prima di tutto un edificio a uso pubblico ad altissimo passaggio di persone: decine di migliaia di passeggeri al giorno, servizi igienici aperti al pubblico, fontanelle, bar e punti ristoro in concessione, sale di attesa, lounge per equipaggi e clienti business. Dietro a tutto questo c'è una rete idrica interna enorme e ramificata, che si estende per chilometri tra terminal, moli d'imbarco, sottopassi e binari. Proprio l'estensione di questa rete è il primo fattore di rischio: lunghi tratti di tubazione alimentano punti d'uso utilizzati in modo saltuario - un bagno a fine molo, una fontanella in un'ala chiusa fuori stagione, un rubinetto tecnico - dove l'acqua ristagna per ore o giorni, perde il residuo di disinfettante e favorisce la proliferazione microbica. Per questo il D.Lgs 18/2023 individua gli edifici a uso pubblico con grande affluenza tra quelli prioritari, soggetti a una valutazione e gestione del rischio dei sistemi di distribuzione idrica interni.
La responsabilità di garantire acqua conforme al punto d'uso ricade sul gestore aeroportuale o ferroviario, che è il responsabile dell'edificio e della sua distribuzione interna. Non basta che l'acquedotto consegni acqua potabile al punto di consegna: dal contatore in poi serbatoi di accumulo, autoclavi, lunghe dorsali, derivazioni verso le concessioni e materiali di epoche diverse possono alterarne la qualità. Il quadro si complica perché in un hub convivono molti soggetti: il gestore controlla la rete principale, ma i numerosi bar e ristoranti in concessione sono operatori del settore alimentare autonomi, ciascuno responsabile del proprio autocontrollo HACCP a valle. Il gestore deve quindi garantire la qualità a monte, mentre i concessionari verificano i propri punti d'uso, in un sistema di responsabilità a più livelli che va coordinato e documentato.
A questo si aggiungono i punti a rischio Legionella tipici di queste infrastrutture: impianti centralizzati di acqua calda sanitaria, docce nelle sale VIP e nei locali per gli equipaggi, umidificatori e sistemi di climatizzazione, nebulizzatori. E c'è un capitolo specifico, raro in altri settori: l'erogazione di acqua potabile ai mezzi, cioè il rifornimento idrico di aeromobili e treni, soggetto a requisiti igienici dedicati perché quell'acqua sarà bevuta a bordo. Questa pagina raccoglie in modo ordinato cosa deve sapere chi gestisce un grande hub di trasporto: quali norme si applicano, quali parametri analizzare su una rete così vasta con un approccio multipunto, ogni quanto ripetere i controlli, cosa verifica un ispettore ASL e quali sanzioni rischia chi non documenta la gestione del rischio. L'obiettivo è arrivare preparati, con referti aggiornati di un laboratorio qualificato e un piano di campionamento coerente con l'estensione e la complessità della struttura.