In una palestra, in una SPA o in un centro benessere l'acqua è ovunque a contatto con il corpo e con le vie respiratorie degli utenti: docce collettive negli spogliatoi, vasche idromassaggio e jacuzzi, saune e bagni turchi, nebulizzatori, piscine e talvolta percorsi termali. Proprio perché molte di queste applicazioni generano aerosol, cioè minutissime goccioline che vengono inalate, il rischio igienico dominante non è solo la potabilità chimica ma la proliferazione di batteri come la Legionella negli impianti di acqua calda sanitaria. Una doccia poco usata, un boiler tenuto a temperatura intermedia o una vasca idromassaggio con filtrazione insufficiente possono trasformarsi in una sorgente di infezione, e la responsabilità di prevenire questo rischio ricade sul gestore della struttura.
Il quadro di riferimento è costruito su più livelli. Le Linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi, approvate dall'Accordo Stato-Regioni del 2015, sono il documento centrale: impongono una valutazione del rischio scritta, un piano di gestione con misure di prevenzione e campionamenti mirati su docce, vasche idromassaggio, saune e impianti di acqua calda. A questo si affianca il D.Lgs 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184, fissa i valori di parametro della potabilità e individua le strutture aperte al pubblico tra gli edifici prioritari soggetti a valutazione del rischio della rete di distribuzione interna. Per le vasche idromassaggio e le piscine ad uso collettivo si aggiungono i parametri dell'Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, mentre il D.Lgs 81/2008 inquadra il rischio biologico per lavoratori e frequentatori.
Questa pagina mette in ordine cosa deve sapere chi gestisce un impianto sportivo o un centro benessere: quali norme si applicano, quali parametri analizzare e con che limiti, ogni quanto ripetere i controlli sulle docce e sulle vasche, cosa verifica un ispettore ASL durante un sopralluogo e quali sanzioni rischia chi non documenta la valutazione e la gestione del rischio. L'obiettivo è arrivare preparati, con referti aggiornati di un laboratorio qualificato che utilizza metodi validati conformi a norme tecniche e con un piano di campionamento coerente con gli impianti realmente presenti, così da tutelare la salute degli utenti ed evitare contestazioni in sede di controllo.