Le torri di raffreddamento evaporative e i condensatori evaporativi sono, tra tutti gli impianti tecnologici di un edificio o di uno stabilimento, la principale sorgente di rischio Legionella verso l'esterno. Il loro funzionamento si basa sull'evaporazione di una parte dell'acqua di circuito per sottrarre calore: questo processo genera inevitabilmente un aerosol, cioè minuscole goccioline d'acqua trascinate dal flusso d'aria e disperse nell'ambiente circostante. Se l'acqua di circuito è colonizzata da Legionella, quell'aerosol diventa un veicolo di contagio che può raggiungere non solo gli operatori dello stabilimento, ma anche persone a centinaia di metri di distanza: passanti, residenti, utenti di edifici vicini. È per questo che le torri evaporative sono storicamente associate a focolai di legionellosi comunitaria, con casi che colpiscono cittadini mai entrati in contatto diretto con l'impianto. La pericolosità non dipende dal settore merceologico dell'azienda, ma dalla presenza fisica dell'impianto: una torre evaporativa installata su un centro commerciale della grande distribuzione, su un ospedale, su un'azienda farmaceutica o su una lavanderia industriale pone lo stesso identico problema di salute pubblica. L'analisi della Legionella sull'acqua di circuito è perciò il cardine assoluto della prevenzione.
Proprio per questa capacità di disperdere aerosol nell'ambiente, la gestione delle torri evaporative non è lasciata alla sola buona volontà del gestore. Le Linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi, approvate con l'Accordo Stato-Regioni del 7 maggio 2015, dedicano una sezione specifica alle torri di raffreddamento e ai condensatori evaporativi, imponendo una valutazione del rischio documentata, controlli microbiologici periodici dell'acqua di circuito con soglie di intervento espresse in UFC/L e la tenuta di un registro degli interventi. A questo si affianca, in numerose Regioni e Comuni, un obbligo di censimento ASL e notifica degli impianti al catasto regionale: chi possiede o gestisce una torre evaporativa deve comunicarne l'esistenza, le caratteristiche e l'ubicazione, così che l'autorità sanitaria possa mappare le potenziali sorgenti di rischio sul territorio e, in caso di focolaio epidemico, risalire rapidamente all'impianto responsabile. Sul fronte della sicurezza del lavoro, il D.Lgs 81/2008 classifica la Legionella come agente biologico e impone al datore di lavoro la valutazione del rischio per chi è esposto all'aerosol emesso.
La gestione corretta di una torre evaporativa richiede però di tenere insieme due piani complementari. Il primo è il controllo microbiologico, centrato sulla Legionella ma esteso alla carica batterica totale, indispensabile per intercettare per tempo la formazione del biofilm che protegge e nutre il patogeno. Il secondo è il controllo chimico-fisico dell'acqua di circuito, che serve a mantenere l'impianto efficiente e a prevenire i fenomeni che, oltre a ridurne le prestazioni, creano l'habitat ideale per i batteri: le incrostazioni di calcare, la corrosione dei metalli e, appunto, il biofilm. Durezza, conducibilità, cloruri, ferro, pH, indici di tendenza all'incrostazione o alla corrosione e residuo di biocida vanno monitorati per dosare correttamente i trattamenti dell'acqua, in linea con quanto previsto dal D.M. 25/2012 sui trattamenti delle acque. Questa pagina raccoglie in modo ordinato cosa deve sapere chi gestisce una torre di raffreddamento o un condensatore evaporativo: quali norme si applicano, quali parametri analizzare e con che frequenza, come si gestisce il rapporto con l'ASL e quali sanzioni rischia chi trascura la valutazione del rischio. Il calcolatore di frequenza analisi aiuta a stimare la cadenza dei campionamenti in base al livello di rischio dell'impianto, mentre il piano di analisi annuale consente di calendarizzare prelievi microbiologici e chimici lungo tutto l'anno. L'obiettivo è arrivare preparati, con referti aggiornati di un laboratorio qualificato che utilizza metodi validati conformi a norme tecniche e un piano di controllo coerente con il livello di rischio dell'impianto.