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Il Reg. CE 852/2004 impone a ogni operatore del settore alimentare un piano HACCP che includa l'acqua come ingrediente e come veicolo di contaminazione. Ecco come costruirlo correttamente.
Il Regolamento CE 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari stabilisce che ogni operatore del settore alimentare (OSA) deve adottare e mantenere procedure basate sui principi HACCP. L'acqua — usata come ingrediente, per il lavaggio di superfici e attrezzature, per la produzione del ghiaccio — è un input critico che deve essere esplicitamente trattato nel piano di autocontrollo.
In questa guida vediamo come scrivere la sezione acqua del piano in cinque passi, quali frequenze analitiche adottare per categoria di attività e quali errori fanno fallire le ispezioni. Per una verifica rapida del tuo documento puoi usare la checklist HACCP acqua.
HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) è un sistema preventivo di gestione della sicurezza alimentare basato sull'identificazione dei pericoli biologici, chimici e fisici e sul controllo dei punti critici dove questi pericoli possono essere eliminati o ridotti a livelli accettabili.
L'acqua è quasi sempre un punto critico di controllo (CCP) in un'attività alimentare perché:
La sezione acqua del piano di autocontrollo poggia su tre pilastri normativi che l'ispettore ASL conosce bene ed è utile citare nel documento:
Seguendo i 7 principi HACCP del Codex Alimentarius (vedi anche Reg. CE 852/2004), ecco come strutturare la sezione acqua del tuo piano di autocontrollo.
La frequenza minima raccomandata dalle linee guida ISS e dalle ASL varia per tipo di attività:
| Tipo di attività | Frequenza minima raccomandata |
|---|---|
| Bar / caffetteria (acquedotto) | Annuale per potabilità (microbiologica + chimica) |
| Ristorante / mensa (acquedotto) | Annuale + Legionella se presente ACS centralizzata |
| Hotel / B&B con ACS centralizzata | Semestrale Legionella, annuale potabilità |
| Attività con pozzo o cisterna | Semestrale (microbiologica + chimica base) |
| Laboratorio di produzione alimentare | In base al capitolato ASL, tipicamente trimestrale |
Il rapporto di prova allegato al manuale HACCP deve essere emesso da un laboratorio qualificato con metodi validati. Il documento deve riportare: metodi analitici normati (ISO, EN, UNI), incertezza di misura, firma del responsabile, limiti normativi di riferimento e giudizio di conformità per i parametri analizzati.
Un rapporto di un laboratorio privo di metodi validati non è ammissibile come documentazione tecnica nelle ispezioni ASL o NAS. Il profilo Autocontrollo HACCP per la ristorazione copre in un'unica sessione i parametri microbiologici e chimici tipicamente richiesti per l'acqua di rete di bar, ristoranti e mense.
Nelle ispezioni, le non conformità sulla sezione acqua ricorrono quasi sempre sugli stessi punti. Vale la pena controllarli prima che lo faccia la ASL:
Per impostare l'intera sezione acqua del manuale passo dopo passo è disponibile la guida su come gestire il piano HACCP di un ristorante; chi preferisce un percorso formativo strutturato trova il corso HACCP applicato all'acqua dell'Accademia, con attestato finale.
Sul fronte ispettivo, la news sulle contestazioni NAS più frequenti sull'acqua di processo elenca gli errori sanzionati più spesso, mentre il caso studio del ristorante in Friuli con piano di monitoraggio microbiologico HACCP mostra un piano analitico reale. Per un manuale scaricabile c'è l'ebook dedicato all'HACCP dell'acqua nella ristorazione.
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