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Ristorazione & HACCPFriuli-Venezia Giulia · 2024

Ristorante stellato in Friuli: analisi microbiologica HACCP su acqua e ghiaccio

Settore
Ristorazione & HACCP
Regione
Friuli-Venezia Giulia
Anno
2024
Durata progetto
6 settimane (controllo annuale → indagine → verifica)

La sfida

Un ristorante stellato della pianura friulana ha affidato al laboratorio il controllo annuale dell'acqua e del ghiaccio previsto dal manuale HACCP della struttura. Il monitoraggio è stato esteso a quattro punti: rubinetto cucina, lavello bar, ghiaccio del produttore principale, ghiaccio del produttore di backup. Il personale aveva segnalato un odore lievemente sgradevole avvertito da un cliente in un cocktail con ghiaccio, episodio isolato ma da chiarire prima della stagione di alta affluenza.

L'approccio analitico

Prelievo da personale qualificato in contenitori sterili con sodio tiosolfato. Analisi microbiologiche di Escherichia coli, coliformi totali, Enterococchi, conteggio carica batterica eterotrofa a 22 °C e 36 °C secondo le metodiche ISO della serie 9308. Misura del cloro residuo libero al punto di prelievo per inquadrare l'effettiva disinfezione della rete pubblica.

I risultati delle analisi

L'acqua di rete è risultata pienamente conforme su tutti i parametri. Il ghiaccio del produttore di backup ha invece mostrato 38 UFC/100 mL di coliformi totali e una carica eterotrofa a 22 °C di 850 UFC/mL. Il ghiaccio del produttore principale era conforme.

Le azioni intraprese

Sopralluogo tecnico al produttore di ghiaccio di backup: macchina utilizzata raramente, mai sanificata sistematicamente, vasca di accumulo con leggero biofilm visibile e filtro a sedimento a fine vita. Procedura di sanificazione con prodotto idoneo per uso alimentare, sostituzione del filtro a sedimento, integrazione nel manuale HACCP di una sanificazione mensile e di un controllo microbiologico semestrale per entrambe le macchine.

L'esito post-intervento

Il ricampionamento a 14 giorni ha mostrato il ghiaccio del produttore di backup conforme su tutti i parametri (E. coli, coliformi totali ed enterococchi assenti, carica eterotrofa a 22 °C inferiore a 100 UFC/mL). Il manuale HACCP è stato aggiornato e il personale formato sulla nuova procedura.

Contesto

Nelle attività di ristorazione l'acqua impiegata in cucina è considerata ingrediente alimentare e deve rispettare i requisiti del D.Lgs. 18/2023, equivalenti a quelli dell'acqua destinata al consumo umano. Il ghiaccio prodotto a partire dall'acqua di rete è equiparato alimento e deve rispondere agli stessi requisiti microbiologici dell'acqua potabile, in particolare per i parametri E. coli ed enterococchi (assenti in 100 mL).

Il manuale HACCP dell'esercizio è il documento che descrive frequenze, punti di campionamento e azioni correttive. La frequenza tipica per un ristorante a media-alta complessità è almeno annuale, con incremento in caso di non conformità.

Problema iniziale

Il controllo annuale era già pianificato. La segnalazione del cliente sull'odore in un cocktail con ghiaccio è stata trattata come spunto per un piano allargato che includesse separatamente il ghiaccio dei due produttori in dotazione: quello principale, in funzione continua, e quello di backup, utilizzato raramente in occasione di banchetti speciali.

Approccio analitico

Per ogni punto sono stati raccolti circa 500 mL in contenitore sterile con sodio tiosolfato per neutralizzare l'eventuale cloro residuo. Il ghiaccio è stato campionato direttamente con paletta sterile dalla vasca di accumulo della macchina, evitando il contatto con superfici esterne.

Le analisi microbiologiche eseguite hanno incluso E. coli (ISO 9308-2), coliformi totali (ISO 9308-1), enterococchi intestinali (ISO 7899-2) e conteggio carica batterica eterotrofa a 22 °C e 36 °C (ISO 6222). La misura del cloro residuo libero al rubinetto è stata effettuata al momento del prelievo con metodo colorimetrico DPD.

Risultati delle analisi

Sui due punti di acqua di rete (rubinetto cucina e lavello bar) tutti i parametri microbiologici sono risultati conformi al D.Lgs. 18/2023: E. coli, coliformi totali ed enterococchi assenti in 100 mL, carica eterotrofa nei limiti tipici delle reti pubbliche italiane. Il cloro residuo libero misurato era pari a 0,12 mg/L, valore compatibile con una rete sicura.

Sul ghiaccio del produttore principale i risultati sono stati pienamente conformi. Sul ghiaccio del produttore di backup è stata invece rilevata una positività a coliformi totali (38 UFC/100 mL) ed una carica batterica eterotrofa a 22 °C pari a 850 UFC/mL, con E. coli ed enterococchi assenti. Si tratta di un quadro tipico di colonizzazione ambientale della macchina (biofilm), non di contaminazione fecale.

Interventi attuati

Il sopralluogo ha confermato che la macchina di backup era stata sanificata l'ultima volta oltre nove mesi prima e che il filtro a sedimento installato a monte era esaurito. La vasca di accumulo presentava un sottile film biologico visibile sulle pareti.

La sanificazione è stata eseguita con prodotto a base di acido peracetico autorizzato per uso alimentare, secondo il protocollo del produttore della macchina. Il filtro a sedimento è stato sostituito. Il manuale HACCP è stato aggiornato includendo una sanificazione mensile della macchina di backup, una verifica trimestrale del filtro e un controllo microbiologico semestrale di entrambi i produttori di ghiaccio.

Verifica post-intervento

Il ricampionamento eseguito 14 giorni dopo la sanificazione ha mostrato il ghiaccio del produttore di backup pienamente conforme: E. coli, coliformi totali ed enterococchi tutti assenti in 100 mL, carica eterotrofa a 22 °C inferiore a 100 UFC/mL.

Il personale di sala e cucina è stato formato sulla nuova procedura di gestione delle macchine del ghiaccio e sulla registrazione delle sanificazioni nel registro HACCP.

Lezioni apprese

L'acqua di rete conforme non garantisce automaticamente un ghiaccio conforme: il punto critico è la macchina e in particolare la vasca di accumulo, soggetta a colonizzazione batterica in assenza di sanificazione regolare.

Le macchine usate raramente sono spesso più a rischio di quelle in uso continuo, perché l'acqua ristagna più a lungo e la disinfezione naturale del cloro residuo si esaurisce.

Estendere il piano di campionamento HACCP ad ogni macchina del ghiaccio (e non solo alla rete) è un investimento minimo a fronte di un rischio reputazionale significativo per un esercizio stellato.

«Pensavamo che l'acqua di rete bastasse a garantire un ghiaccio sicuro: il caso ci ha insegnato che il punto critico è la macchina, non la materia prima.»

Direzione di sala di un ristorante stellato in pianura friulana

Privacy e anonimizzazione

Cliente anonimizzato per pieno rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR). I dati numerici e le caratteristiche dell'impianto descritti sono rappresentativi di un intervento tipico realmente eseguito dal laboratorio: nessuna identificazione del cliente è possibile.

FAQ correlate

Aggiornato al 2026-05-03.