In un'officina meccanica o in una carrozzeria l'acqua non è solo quella del rubinetto per il personale: è soprattutto acqua che esce dall'attività carica di sostanze pericolose. Il lavaggio di pezzi e motori, la pulizia dei pavimenti del reparto, il dilavamento dei piazzali dove sostano veicoli e si maneggiano oli, le acque della cabina di verniciatura e delle operazioni di carrozzeria generano reflui che contengono idrocarburi, oli minerali, metalli pesanti come piombo, zinco, cromo e rame, solventi, tensioattivi e solidi sospesi. Questi reflui non possono finire in fognatura o in un corpo idrico superficiale senza controllo: la legge li classifica come scarichi industriali e ne impone la conformità a limiti precisi. Il titolare dell'officina è responsabile in prima persona di ciò che esce dal proprio insediamento produttivo.
Il riferimento normativo è la Parte Terza del D.Lgs 152/2006, il Testo Unico Ambientale, che disciplina gli scarichi idrici e subordina lo scarico industriale al rilascio di un'autorizzazione. Per ottenerla e mantenerla l'attività deve dimostrare, con analisi periodiche di un laboratorio qualificato, che i propri reflui rispettano i valori limite di emissione fissati per parametri come idrocarburi totali, oli e grassi, COD, solidi sospesi e i singoli metalli. Spesso è necessario installare sistemi di pretrattamento: un disoleatore o separatore di oli e idrocarburi a valle delle aree di lavaggio e dei piazzali, che va dimensionato correttamente e soprattutto manutenuto, perché un separatore intasato lascia passare gli inquinanti e fa sforare i limiti. A questo si aggiungono i regolamenti del gestore della fognatura, che possono imporre limiti propri e obblighi di autocontrollo periodico dello scarico.
Va poi tenuta ben distinta una questione che genera molti errori: non tutto ciò che è liquido e contaminato è uno scarico. Gli oli esausti, le emulsioni oleose esauste e le acque di lavaggio fortemente contaminate spesso non possono essere scaricate affatto, nemmeno trattate, e vanno gestite come rifiuti liquidi pericolosi, raccolte in appositi contenitori, registrate e affidate a ditte autorizzate al trasporto e allo smaltimento. Confondere un rifiuto liquido pericoloso con uno scarico autorizzato è uno degli illeciti più sanzionati nei controlli ambientali. Resta infine l'acqua igienico-sanitaria destinata ai servizi e agli spogliatoi del personale, che deve essere potabile secondo il D.Lgs 18/2023. Questa pagina raccoglie cosa deve sapere chi gestisce un'officina o una carrozzeria: quali norme si applicano, quali parametri analizzare e con che limiti, ogni quanto ripetere i controlli, cosa verifica un ispettore ARPA o il gestore della fognatura e quali sanzioni rischia chi non documenta la conformità dei propri reflui.