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Officine meccaniche, carrozzerie e gommisti gestiscono piazzali esterni dove possono accumularsi idrocarburi, oli, sgocciolamenti di carburante, residui di lavorazione. Le acque di dilavamento — in particolare le “acque di prima pioggia” — sono assimilate a reflui industriali e ricadono nel D.Lgs 152/2006.
14.200+
Analisi eseguite (dal 2018)
4,5/5
Su 128 recensioni verificate
5–7 gg
Tempo medio refertazione
D.Lgs. 18/2023
Limiti di legge sul rapporto di prova
Internamente, ogni officina ha scarichi specifici dai banchi di lavaggio motori, dalle aree di rabbocco oli, dai compressori e dagli impianti di refrigerazione. La normativa regionale sulle acque di prima pioggia (es. Lombardia DGR 4/IX/2772, Lazio R.R. 26/2017, Piemonte L.R. 13/90) fissa obblighi specifici di separazione, accumulo e trattamento. Tutti gli obblighi per officine e carrozzerie sono riepilogati nella guida di settore.
L'autorizzazione (AUA o singola) richiede analisi periodiche di idrocarburi, metalli, COD e tensioattivi in uscita dal separatore. La mancata gestione documentata espone a sanzioni amministrative e, in caso di sversamento, a responsabilità penale ambientale. Imposta le scadenze con il calcolatore della frequenza analisi.
Questa pagina fa parte del cluster Analisi acqua aziende — D.Lgs. 18/2023.
Compliance normativa
L'officina deve gestire le acque di prima pioggia e gli scarichi industriali con titolo abilitativo e analisi periodiche.
D.Lgs 152/2006 parte III — scarichi industriali; le acque di prima pioggia da piazzali contaminati sono assimilate.
Regolamenti regionali sulle acque meteoriche di dilavamento (Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna ecc.) — obbligo di trattamento dei primi 5 mm di pioggia.
DPR 59/2013 (AUA) — titolo abilitativo unico che ingloba scarico, emissioni e gestione rifiuti per molte officine.
UNI EN 858 — norma tecnica per separatori di idrocarburi: classi I (filtro a coalescenza) e II (per sole acque di dilavamento).
D.Lgs 18/2023 — acqua potabile al punto d'uso per i lavoratori.
Normative, parametri, scadenze, sanzioni e cosa controlla la ASL: tutto in un'unica pagina.
Parametri analizzati
Il pannello è modulato sulla normativa di settore. I parametri qui elencati sono il nucleo minimo; la campagna concreta è dimensionata sulla valutazione del rischio della tua attività.
Workflow operativo
Ricevi il kit di autoprelievo in 24-48 ore con bottiglie sterili, conservanti e istruzioni step-by-step.
Tecnico 123Acqua a domicilio per prelievo ufficiale ASL-grade, in tutta Italia.
Rapporto di prova firmato digitalmente, utilizzabile come documentazione tecnica per HACCP e interlocuzioni con ASL/NAS, nei limiti delle prove eseguite.
Laboratorio qualificato con metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN); referto utilizzabile per pratiche con ASL e autorità competenti (ammissibilità valutata dall’autorità competente).
Pacchetti consigliati
Tre livelli per coprire ogni esigenza normativa. Prezzi a partire dal catalogo del laboratorio.
Reflui scarico officine - AUA D.Lgs.152/2006
Tab. 3 per scarichi in fognatura o acque superficiali
Piano annuale reflui AUA per officine e carrozzerie — 2 campagne semestrali sub-appalto
Sì se l'officina ha piazzale esterno dove possono cadere o sgocciolare oli, idrocarburi, residui. La maggior parte delle Regioni impone trattamento dei primi 5 mm di pioggia con separatore di idrocarburi UNI EN 858. Verifica quali analisi sono obbligatorie per la tua attività.
Le frequenze si attenuano ma gli obblighi base restano. Anche per impianti piccoli serve verifica periodica del separatore e analisi annuali dei reflui.
Scarico industriale non autorizzato è reato (D.Lgs 152/2006 art. 137) con ammenda e arresto. Inoltre, in caso di controllo ARPA, sospensione immediata dell'attività. Scopri se sei obbligato all'AUA in base alla tua attività.
Si preleva all'uscita del sistema di trattamento durante un evento di pioggia significativo, oppure dal pozzetto di accumulo. 123Acqua fornisce kit e protocollo o invia un tecnico per il prelievo.
Sì, almeno annualmente. D.Lgs 18/2023 e D.Lgs 81/2008 attribuiscono al datore di lavoro la responsabilità dell'acqua potabile al punto d'uso.
Sì. Laboratorio qualificato con metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN) per le matrici acque reflue. Referto utilizzabile per pratiche con ARPA e autorità competenti (ammissibilità valutata dall'autorità competente).
Configura il pacchetto più adatto alla tua attività o richiedi una consulenza al nostro team tecnico.
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