A Pesaro l'acqua del rubinetto nasce in gran parte da un fiume: il Metauro, accumulato negli invasi di San Lazzaro e Tavernelle e trattato nel potabilizzatore di San Francesco, che rifornisce circa l'80% della provincia. Un'acqua di superficie può avere torbidità stagionale nei periodi di piena: per questo conta sapere che cosa arriva davvero nel tuo bicchiere.
Qualità acqua
Fonte
Fiume Metauro (invasi di San Lazzaro e Tavernelle, potabilizzatore di San Francesco) e pozzi
AST Pesaro e Urbino
da soli
70€
Come funziona
Ordina online
Kit spedito in 24-48h
Preleva il campione
Istruzioni incluse nel kit
Analisi in laboratorio
Metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN)
Rapporto di prova
Utilizzabile come documentazione tecnica per pratiche con ASL, HACCP e adempimenti normativi (ammissibilità valutata dall'autorità competente)
Pacchetti
Selezionati in base a: Torbidità, Disinfettante residuo, Solventi clorurati, Parametri microbiologici.
Dati locali
Qualità acqua
ASL di riferimento
AST Pesaro e Urbino
Marche
Gestore servizio idrico
Marche Multiservizi S.p.A.; ASET S.p.A. a Fano, Mondolfo e Monte Porzio
Normativa regionale
D.G.R. Marche n. 1199 del 07/08/2023 (modifica art. 19 PTA - aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano)
+ D.Lgs. 18/2023
Approfondimento
Molte zone delle Marche bevono acqua di grandi sorgenti carsiche. Il pesarese no: una quota rilevante dell'acqua potabile viene dal fiume Metauro. Il cuore del sistema è il potabilizzatore di San Francesco, gestito da Marche Multiservizi, che secondo il gestore rifornisce circa l'80% della provincia. L'acquedotto principale serve circa 220.000 cittadini tra Pesaro, Fano, Tavullia, Montelabbate, Vallefoglia, Colli al Metauro, Terre Roveresche, Gradara e Mondavio. Nell'ambito ATO 1 Marche Nord opera anche ASET, in particolare a Fano, Mondolfo e Monte Porzio.
Dipendere da un fiume significa fare i conti con il clima. Nel 2017 una fioritura algale nell'invaso di San Lazzaro limitò gravemente la potabilizzazione e, d'intesa con le autorità, fu aperto il pozzo del Burano fino a 300 litri al secondo. In un'estate di siccità più recente il sindaco di Pesaro, su invito della Regione, ha firmato un'ordinanza per limitare gli usi dell'acqua potabile: gli invasi del Furlo, di San Lazzaro e di Tavernelle, pieni di sedimenti, raccolgono circa la metà della capacità originaria. Marche Multiservizi ha presentato un programma che prevede il rinnovo della condotta principale fino al serbatoio di San Gaetano e una nuova vasca di accumulo al potabilizzatore; un primo stralcio finanziato riguarda quasi 14 chilometri di condotta.
Pesaro usa anche pozzi in città. Un'interrogazione in Consiglio regionale del maggio 2026 chiede aggiornamenti sul sito contaminato denominato Pozzi per uso idropotabile Pesaro e sul campo pozzi di Borgheria. Richiama una nota ARPAM del 2003 che segnalava in diversi pozzi comunali il superamento dei limiti per i solventi clorurati tricloroetilene e tetracloroetilene, e domanda quale sia oggi lo stato dei monitoraggi e delle misure di tutela.
I controlli del gestore e dell'AST arrivano fino al contatore. Dopo, l'impianto è tuo: tubazioni datate, serbatoi o autoclavi possono incidere sulla torbidità e sul disinfettante residuo, cioè la quota di disinfettante che protegge l'acqua lungo il percorso. Nell'entroterra collinare molte case isolate e agriturismi si servono di pozzi o sorgenti private, che nessun ente pubblico controlla al posto del proprietario. Ciò che bevi dipende anche dall'ultimo tratto di tubo, e quello puoi verificarlo solo tu.
Se sei allacciato alla rete, un'analisi dell'acqua del rubinetto con torbidità, disinfettante residuo e parametri microbiologici ti dà un quadro concreto della tua utenza. Per pozzi e sorgenti dell'entroterra c'è l'analisi dell'acqua di pozzo. Il kit arriva in 24-48 ore, il prelievo si fa a casa con le istruzioni e il rapporto di prova arriva in 5-7 giorni.
Gestore, origine e valori pubblicati della rete del capoluogo sono nella scheda acqua del rubinetto a Pesaro.
Il capoluogo
A Pesaro il servizio idrico integrato è gestito da Marche Multiservizi, società del Gruppo Hera che serve gran parte della provincia di Pesaro e Urbino e fornisce acqua anche ad altri gestori del territorio. La principale fonte di approvvigionamento per l'area di Pesaro e Fano è il potabilizzatore di San Francesco, nel comune di Colli al Metauro, che tratta acqua prelevata dal fiume Metauro nei pressi degli invasi di San Lazzaro e Tavernelle. L'impianto, in grado di servire circa 225.000 persone, effettua un trattamento chimico-fisico con affinamento finale su carboni attivi, ed è in corso il raddoppio della capacità di accumulo.
L'acqua arriva in città attraverso l'acquedotto principale provinciale, una lunga condotta che rappresenta il punto più delicato del sistema. Tra il 14 e il 16 agosto 2026 tre rotture concentrate in poco più di 30 ore, due delle quali in località Bellocchi vicino a Fano, hanno causato una grave crisi idrica a Pesaro, con quartieri senz'acqua per giorni, autobotti e distribuzione di acqua in bottiglia per le situazioni più fragili. Il gestore ha attribuito le rotture alla forte siccità, che provoca contrazioni del terreno e sollecitazioni sulle tubazioni. Disagi hanno interessato anche Vallefoglia, Montelabbate e Tavullia.
Per ridurre la vulnerabilità della rete Marche Multiservizi ha programmato un intervento di rinnovo strutturale di un tratto dell'acquedotto principale, che serve circa 220.000 cittadini della provincia, con finanziamenti ministeriali. Trattandosi di acqua superficiale potabilizzata, la sua qualità dipende anche dalla regolarità del trattamento e della disinfezione, mentre dopo rotture e svuotamenti della rete è frequente che alla ripresa l'acqua risulti temporaneamente torbida.
Al rubinetto di casa ha senso controllare la torbidità e i parametri microbiologici dopo interruzioni prolungate, insieme al cloro residuo, che può variare nelle zone più lontane dagli impianti. Nei condomini e nelle attività che si sono dotati di serbatoi o autoclavi per far fronte alle emergenze conviene verificare periodicamente lo stato degli accumuli. Per hotel, stabilimenti e strutture con acqua calda accumulata è utile la ricerca di Legionella, mentre i pozzi privati vanno analizzati a parte.
Come lavoriamo
Laboratorio qualificato, metodi validati
Metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN). Referto utilizzabile per pratiche con AST Pesaro e Urbino ai sensi del D.Lgs. 18/2023 s.m.i. (ammissibilità valutata dall'autorità competente).
Spedizione gratuita
Kit consegnato in 24-48h. Reso con corriere prepagato incluso.
Risultati in 5-7 giorni lavorativi
Rapporto di prova in PDF firmato digitalmente, inviato via email. Archivio digitale incluso.
Supporto tecnico specializzato
Consulenza gratuita per interpretare i risultati e le azioni correttive.
FAQ
In gran parte dal fiume Metauro: l'acqua accumulata negli invasi di San Lazzaro e Tavernelle viene trattata nel potabilizzatore di San Francesco, gestito da Marche Multiservizi, e raggiunge il serbatoio di San Gaetano a Pesaro. La città utilizza anche pozzi, e nelle emergenze si è fatto ricorso al pozzo del Burano.
Perché l'acquedotto principale dipende dagli invasi del Metauro che, a causa dei sedimenti, raccolgono circa la metà della capacità originaria. In un'estate di siccità il sindaco di Pesaro ha firmato, su invito della Regione, un'ordinanza per limitare gli usi dell'acqua potabile. Già nel 2017 una fioritura algale a San Lazzaro aveva messo in difficoltà la potabilizzazione.
Un'interrogazione regionale del maggio 2026 chiede aggiornamenti sul sito contaminato dei pozzi idropotabili di Pesaro, compreso il campo pozzi di Borgheria. Il riferimento è una nota ARPAM del 2003 che segnalava superamenti per tricloroetilene e tetracloroetilene in diversi pozzi comunali; l'interrogazione chiede lo stato attuale dei monitoraggi e delle misure di tutela.
Il proprietario. Marche Multiservizi e AST controllano l'acqua di rete, non i pozzi e le sorgenti private. Se l'acqua serve ospiti o clienti, conviene analizzarla con regolarità, a partire dai parametri microbiologici. Con l'analisi dell'acqua di pozzo ordini il kit, prelevi in autonomia e ricevi il rapporto di prova in 5-7 giorni.
Ordini il kit online, lo ricevi a Pesaro in 24-48h, prelevi il campione seguendo le istruzioni incluse, rispedisci al laboratorio con il corriere prepagato. Ricevi il rapporto di prova in 5-7 giorni lavorativi via email.
Il nostro laboratorio opera con metodi validati conformi a norme tecniche. Il rapporto di prova può essere utilizzato come documentazione tecnica a supporto di autocontrolli, pratiche HACCP e interlocuzioni con AST Pesaro e Urbino, nei limiti delle prove eseguite e in relazione alla normativa D.G.R. Marche n. 1199 del 07/08/2023 (modifica art. 19 PTA - aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano); l'ammissibilità è valutata dall'autorità competente.
I prezzi partono da 104€ per l'analisi base. Per Pesaro consigliamo l'analisi standard a 255€ che include i parametri del D.Lgs. 18/2023 s.m.i. IVA esclusa. Spedizione gratuita in tutta Italia inclusa Marche.
No. Il kit include tutto il necessario per il prelievo e il reso. Spedisci il campione con il corriere prepagato incluso nel kit. Nessuno spostamento necessario da Pesaro.
Tra il 14 e il 16 agosto 2026 l'acquedotto principale provinciale ha subito tre rotture in poco più di 30 ore, due in località Bellocchi vicino a Fano. Molti quartieri sono rimasti senz'acqua e sono state attivate autobotti. Il gestore ha attribuito le rotture alla siccità, che sollecita le tubazioni per la contrazione del terreno.
Sì, soprattutto se l'acqua esce torbida dopo la ripresa del servizio o se passa da serbatoi e autoclavi installati per le emergenze. Un controllo di torbidità, parametri microbiologici e cloro residuo al rubinetto permette di verificare che la qualità sia tornata regolare, in particolare in strutture ricettive e condomini.
Comuni della provincia
Nei 2 comuni censiti della provincia operano 2 gestori del servizio idrico: ASET SpA, Marche Multiservizi SpA (Gruppo Hera). Fonte di approvvigionamento e parametri da verificare cambiano da comune a comune.
| Comune | Gestore | Fonte | Parametri da verificare |
|---|---|---|---|
| Fano | ASET SpA | Fiume Metauro (captazioni di Ponte degli Alberi e Cerbara) miscelato con acqua di falda locale | nitrati |
| Urbino | Marche Multiservizi SpA (Gruppo Hera) | Acquedotto del Nerone (sorgenti del monte Nerone), integrato da prelievo dal torrente Burano a Crivellini e da pozzi | torbidità, durezza, Legionella (impianti interni) |
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