Kit del laboratorio qualificato spedito a San Bonifacio. Rapporto di prova ai sensi del D.Lgs. 18/2023, utilizzabile come documentazione tecnica per HACCP, pratiche con ASL e gestione condominiale, nei limiti delle prove eseguite (ammissibilità valutata dall'autorità competente). Pensato per l'acqua di San Bonifacio — falde della media pianura veronese.
falde della media pianura veronese
Acque Veronesi
ULSS 9 Scaligera
22.100 ab.
| Gestore servizio idrico | Acque Veronesi |
|---|---|
| Vigilanza sanitaria | ULSS 9 Scaligera |
| Fonte / approvvigionamento | falde della media pianura veronese |
| Provincia | VR — Veneto |
| CAP | 37047 |
| Popolazione | 22.100 ab. |
| Parametri critici locali | PFOAPFOSnitratidurezza |
Dati gestore SII / ASL / fonte da registri pubblici ATO e gestori. Il riferimento normativo per l'acqua potabile è il D.Lgs. 18/2023.
San Bonifacio, nell'est veronese, è servita da Acque Veronesi e si trova in un territorio che dal 2013 è al centro della questione PFAS, le sostanze perfluoroalchiliche legate alla contaminazione della falda tra le province di Vicenza, Verona e Padova. Il comune non rientra nella cosiddetta zona rossa definita dalla Regione, ma i dati raccolti negli anni mostrano che il tema lo riguarda da vicino.
Secondo la documentazione del servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione dell'ULSS 9 Scaligera, le prime analisi per i PFAS a San Bonifacio, eseguite presso la centrale di via Mantovane, risalgono al dicembre 2014; nel 2015 la presenza di PFAS è stata riscontrata in 3 dei 4 pozzi allora esistenti. Dal 2015 Acque Veronesi monitora tutte le fonti di approvvigionamento gestite, e gli interventi di gestione e il potenziamento dei comparti di potabilizzazione e accumulo hanno consentito di distribuire in rete acqua con concentrazioni inferiori ai limiti richiesti. La stampa locale ha riportato anche il caso di un pozzo in località Locara con livelli rilevanti di PFAS.
Più di recente, nell'ambito della campagna "Acqua senza veleni", Greenpeace Italia ha analizzato campioni di acqua di rubinetto prelevati tra settembre e ottobre 2024 in numerosi comuni italiani: a San Bonifacio sono stati misurati circa 30 nanogrammi per litro di PFAS totali, il quarto valore più alto tra i 18 comuni veneti esaminati. Dal 12 gennaio 2026 si applicano i limiti sui PFAS previsti dalla direttiva europea sulle acque potabili, recepita in Italia con il D.Lgs. 18/2023, che per la somma dei PFAS fissa 0,1 microgrammi per litro, cioè 100 ng/l. Il Comune pubblica sul proprio sito le informazioni sui controlli dell'acquedotto.
Cosa ha senso controllare al rubinetto: chi beve acqua di rete può consultare i dati PFAS aggiornati del gestore o far eseguire una verifica indipendente, soprattutto in famiglie con bambini o donne in gravidanza. Chi usa un pozzo privato, anche solo per orto e animali, dovrebbe invece far analizzare PFAS e nitrati: la falda dell'area agricola può avere valori molto diversi da quelli dell'acqua trattata distribuita in rete.
Il kit arriva al tuo indirizzo a San Bonifacio. Prelevi seguendo le istruzioni e rispedisci con corriere espresso. Referto firmato dal direttore tecnico in 5-7 giorni. Vuoi capire prima il metodo o quanto costa? Vedi l'analisi dell'acqua di rubinetto e i costi delle analisi.
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