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110 pacchetti di analisi, kit a casa in 48h. Metodi di prova sempre indicati nel referto.
Nella distilleria l'acqua è coinvolta in più fasi del processo produttivo: lavaggio delle matrici (cereali, vinacce, frutta), preparazione delle miscele alcoliche, riduzione della gradazione (cutting) prima dell'imbottigliamento, lavaggio degli alambicchi e sanificazione degli impianti. La qualità dell'acqua di riduzione influenza direttamente il profilo organolettico del distillato finito.
Labservice S.r.l.
Laboratorio qualificato · P.IVA IT09433191005 · Anguillara Sabazia (RM) · N. Verde 800 174 571
5–7 gg
Tempo medio refertazione
D.Lgs. 18/2023
Limiti di legge sul rapporto di prova
Il Reg. (CE) 852/2004 e il DM 27 giugno 2006 (concernente la produzione di acquavite di vino, grappa, brandy e altri distillati) impongono al distillatore il controllo della potabilità dell'acqua secondo il D.Lgs. 18/2023 e l'inclusione del monitoraggio idrico nel manuale HACCP. Le distillerie con produzione di gin, liquori e bitter applicano anche il Reg. (UE) 2019/787 sulle bevande spiritose. Tutti gli obblighi sono raccolti nella guida acqua per distillerie.
123Acqua propone un protocollo specifico per le distillerie: analisi microbiologica D.Lgs. 18/2023, controllo durezza per la riduzione (acqua dolce o demineralizzata raccomandata), ricerca cloro residuo e cloroformi, verifica a valle dell'osmosi inversa. Verifica la cadenza adatta con il calcolatore frequenza analisi. Il pacchetto Distilleria HACCP parte da 274 € e copre i controlli annuali standard.
Questa pagina fa parte del cluster Analisi acqua aziende — D.Lgs. 18/2023.
Compliance normativa
La distilleria è OSA con obblighi HACCP, soggetta alla disciplina delle bevande spiritose e alle norme dell'Agenzia delle Dogane (depositi fiscali).
Reg. (CE) 852/2004 — igiene dei prodotti alimentari: obbligo HACCP per tutti gli OSA. Scheda normativa.
DM 27 giugno 2006 — produzione di acquavite di vino, grappa, brandy e altri distillati: requisiti tecnici e di etichettatura.
Reg. (UE) 2019/787 — bevande spiritose: definizione, designazione, presentazione, indicazioni geografiche.
D.Lgs. 18/2023 — potabilità dell'acqua usata nelle fasi di processo, riduzione, sanificazione. Scheda normativa.
D.Lgs. 504/1995 — codice doganale: depositi fiscali, contabilità della produzione, controlli dell'Agenzia delle Dogane.
Parametri analizzati
Il pannello è modulato sulla normativa di settore. I parametri qui elencati sono il nucleo minimo; la campagna concreta è dimensionata sulla valutazione del rischio della tua attività.
Inquadramento
Cerca la tua attività nella directory degli obblighi per codice ATECO.
Scadenze
Controlli ufficiali
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Preferisci stamparla subito? Apri la checklist stampabile per Distillerie.
Approfondimenti
Stima ogni quanto ripetere le analisi dell'acqua di diluizione e di processo in base alla valutazione del rischio.
Converti e interpreta la durezza dell'acqua di diluizione per capire se serve demineralizzazione o osmosi inversa.
Confronta i valori del tuo referto con i limiti di legge per capire se l'acqua è conforme al D.Lgs 18/2023.
Imposta un calendario di controlli su acqua di diluizione, processo e reflui coerente con il piano HACCP.
La norma di base del pacchetto igiene UE che obbliga ogni OSA all'autocontrollo HACCP e all'acqua potabile.
Workflow operativo
Ricevi il kit di autoprelievo in 24-48 ore con bottiglie sterili, conservanti e istruzioni step-by-step.
Tecnico 123Acqua a domicilio per prelievo ufficiale ASL-grade, in tutta Italia.
Rapporto di prova firmato digitalmente, utilizzabile come documentazione tecnica per HACCP e interlocuzioni con ASL/NAS, nei limiti delle prove eseguite.
Laboratorio qualificato con metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN); referto utilizzabile per pratiche con ASL e autorità competenti (ammissibilità valutata dall’autorità competente).
Pacchetti consigliati
Tre livelli per coprire ogni esigenza normativa. Prezzi a partire dal catalogo del laboratorio.
Acqua di taglio e diluizione distillati
Il distillato esce dall'alambicco a 70-90% vol e va portato alla gradazione di vendita (40-43% vol tipicamente) aggiungendo acqua. L'acqua aggiunta è in volume pari al 50-60% del prodotto finito: qualunque off-flavour o contaminante dell'acqua (cloro residuo, ferro, manganese, cloroformi) si trasferisce direttamente al gusto del distillato. L'acqua dolce o demineralizzata è raccomandata per evitare alterazioni. Gli obblighi di settore sono nella guida acqua per distillerie.
Sì, se l'acqua è priva di cloro residuo, cloroformi, ferro e manganese, ed ha durezza ridotta. In pratica per la maggior parte delle distillerie italiane si installa un trattamento (filtro carbone + osmosi inversa o demineralizzazione) per ottenere acqua tecnologicamente adatta. Verifichiamo i parametri prima e dopo il trattamento.
Sì. Tutti gli OSA del settore distillerie sono soggetti agli stessi obblighi HACCP del Reg. CE 852/2004 e devono dimostrare la potabilità dell'acqua secondo il D.Lgs. 18/2023. La frequenza minima è annuale per la microbiologia di base, semestrale per le distillerie ad alto volume. Se hai dubbi, verifica la tua posizione con Sei obbligato?.
Il pacchetto Distilleria HACCP parte da 274 € e include microbiologia D.Lgs. 18/2023, durezza/conducibilità per riduzione, controllo cloro residuo e cloroformi. Per distillerie con produzione di gin, liquori e bitter (con aggiunta di estratti) l'offerta è personalizzata con ricerche aggiuntive.
L'Agenzia delle Dogane non controlla direttamente i parametri di qualità dell'acqua, ma controlla che il prodotto finale rispetti la gradazione dichiarata e le rese di processo dichiarate. La qualità dell'acqua è verificata dalla ASL e dai NAS nell'ambito dei controlli HACCP e di sicurezza alimentare.
Sì. I rapporti di prova sono emessi con metodi validati conformi a norme tecniche e possono essere utilizzati come documentazione tecnica; l'ammissibilità è valutata caso per caso dai Consorzi di Tutela delle Grappe e dei distillati IG, dalle ASL, dal Ministero delle Politiche Agricole e dalle autorità di controllo (ICQRF, NAS).
L'acqua di diluizione usata per riportare il distillato al grado desiderato è un ingrediente alimentare: deve essere potabile e conforme ai valori di parametro del D.Lgs 18/2023. Sul piano tecnico conta anche il profilo minerale: durezza, ferro, rame e cloro residuo incidono su limpidezza, stabilità e gusto, per questo molte distillerie diluiscono con acqua demineralizzata o osmotizzata, controllata anch'essa con la verifica di conformità dell'acqua.
Sì. La distilleria è un operatore del settore alimentare e deve garantire acqua potabile per la diluizione e per i processi a contatto con il prodotto, dimostrandolo con analisi periodiche nel piano di autocontrollo HACCP previsto dal Reg. CE 852/2004. La frequenza la definisce la valutazione del rischio: una buona base è almeno un controllo annuale al punto d'uso, da intensificare per chi usa pozzo o impianti di trattamento. Il calcolatore di frequenza analisi aiuta a stimare la cadenza.
Le borlande e le vinacce esauste hanno un carico organico altissimo e non possono essere scaricate tal quali in fognatura o in acque superficiali. Rientrano nella disciplina degli scarichi e dei sottoprodotti della Parte Terza del D.Lgs 152/2006: a seconda del recapito servono autorizzazione allo scarico, pretrattamento o depurazione. Spesso le borlande sono recuperate come sottoprodotto agronomico o energetico anziché smaltite come rifiuto.
Sì. L'acquedotto garantisce la conformità fino al punto di consegna, ma dal contatore in poi la responsabilità è della distilleria. Tubazioni, serbatoi e impianti di trattamento interni possono alterare la qualità, perciò la potabilità dell'acqua di diluizione e di processo va dimostrata al punto d'uso con analisi periodiche, anche se l'acqua arriva dalla rete pubblica. Lo stesso principio vale per ogni azienda alimentare.
Sì. Il demineralizzatore e l'impianto a osmosi inversa modificano il profilo minerale dell'acqua, ma il dispositivo, se non manutenuto, può diventare sede di proliferazione microbica. L'acqua di diluizione a valle del trattamento va analizzata per verificare che resti microbiologicamente sicura e chimicamente idonea, perché il trattamento non deve introdurre nuovi rischi.
No. L'acqua che serve solo a raffreddare i vapori nei condensatori, se non entra in contatto con il prodotto, non è un ingrediente alimentare e segue una logica tecnica e impiantistica. Va però tenuta in un circuito separato e identificato e, quando viene scaricata, rientra nella gestione ambientale degli scarichi idrici della Parte Terza del D.Lgs 152/2006. L'acqua di diluizione, al contrario, deve essere potabile.
Un'acqua ricca di calcio, magnesio e bicarbonati può provocare intorbidamenti, velature e precipitazioni nel distillato diluito, soprattutto con il tempo in bottiglia. Anche tracce di ferro o rame conferiscono colore e sapore metallico. Per questo la durezza e gli altri parametri del profilo minerale vanno verificati con il calcolatore di durezza prima di usare l'acqua di diluizione come ingrediente, e spesso si ricorre a demineralizzazione o osmosi inversa.
La mancata predisposizione o applicazione del piano di autocontrollo HACCP è sanzionata in via amministrativa ai sensi del D.Lgs 193/2007, con importi che crescono in base alla gravità. Se viene usata per la diluizione acqua non potabile con rischio per la salute possono aggiungersi profili penali, e per gli scarichi di distillazione non autorizzati scattano le sanzioni della Parte Terza del D.Lgs 152/2006.
HACCP enologico (per distillerie di grappa).
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