Ordina un’analisi
110 pacchetti di analisi, kit a casa in 48h. Metodi di prova sempre indicati nel referto.
In una cantina l'acqua è ovunque: lavaggio uve in entrata, sanificazione botti e serbatoi, raffreddamento dei tini di fermentazione, lavaggio bottiglie e tappi, pulizia degli ambienti. La sua qualità microbiologica e chimica influenza direttamente la riuscita del prodotto.
Labservice S.r.l.
Laboratorio qualificato · P.IVA IT09433191005 · Anguillara Sabazia (RM) · N. Verde 800 174 571
5–7 gg
Tempo medio refertazione
D.Lgs. 18/2023
Limiti di legge sul rapporto di prova
Sul piano normativo la cantina è un OSA (Operatore del Settore Alimentare) ai sensi del Reg. (CE) 852/2004: ha quindi obbligo di autocontrollo HACCP che include analisi periodiche dell'acqua usata in produzione. Il quadro completo è riepilogato negli obblighi normativi per le cantine.
Particolare attenzione va data al cloro residuo: anche piccole tracce nell'acqua di lavaggio possono trasferirsi al vino come off-flavour di TCA (sentore di tappo) attraverso reazione con composti fenolici del legno e del sughero. Per questo le cantine di qualità spesso installano filtri a carbone con verifiche analitiche periodiche.
Questa pagina fa parte del cluster Analisi acqua aziende — D.Lgs. 18/2023.
Compliance normativa
La cantina cumula obblighi HACCP, qualità dell'acqua al punto d'uso e disciplina dei reflui di cantina.
Reg. (CE) 852/2004 — obbligo HACCP per tutti gli OSA, l'acqua di processo è un CCP.
D.Lgs 18/2023 — qualità acqua al punto d'uso, responsabilità del titolare.
D.M. 25/2012 — filtri carbone e impianti di trattamento usati per ridurre cloro.
D.Lgs 152/2006 parte III — reflui di cantina (acque di lavaggio, residui di vinificazione): autorizzazione allo scarico necessaria.
Disciplinari DOC/DOCG — possono prevedere specifiche di processo più stringenti sull'acqua usata.
Parametri analizzati
Il pannello è modulato sulla normativa di settore. I parametri qui elencati sono il nucleo minimo; la campagna concreta è dimensionata sulla valutazione del rischio della tua attività.
Inquadramento
Cerca la tua attività nella directory degli obblighi per codice ATECO.
Riferimenti
Scadenze
Controlli ufficiali
Lead magnet
Tutto quello che ti serve per essere in regola sulla qualità dell'acqua, in un'unica checklist pronta da seguire.
Preferisci stamparla subito? Apri la checklist stampabile per Cantine vitivinicole.
Approfondimenti
Stima ogni quanto ripetere le analisi dell'acqua in cantina in base alla fonte e alla stagionalità della vendemmia.
Quali parametri controllare e quali trattamenti di potabilizzazione servono per usare l'acqua di pozzo in cantina.
Organizza i controlli su acqua e reflui distribuendoli sull'anno e concentrandoli sul periodo di vendemmia.
La norma di base del pacchetto igiene UE che obbliga ogni operatore alimentare all'autocontrollo HACCP e all'acqua potabile.
Confronta i valori del tuo referto con i limiti di legge per capire se l'acqua è conforme al D.Lgs 18/2023.
Workflow operativo
Ricevi il kit di autoprelievo in 24-48 ore con bottiglie sterili, conservanti e istruzioni step-by-step.
Tecnico 123Acqua a domicilio per prelievo ufficiale ASL-grade, in tutta Italia.
Rapporto di prova firmato digitalmente, utilizzabile come documentazione tecnica per HACCP e interlocuzioni con ASL/NAS, nei limiti delle prove eseguite.
Laboratorio qualificato con metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN); referto utilizzabile per pratiche con ASL e autorità competenti (ammissibilità valutata dall’autorità competente).
Pacchetti consigliati
Tre livelli per coprire ogni esigenza normativa. Prezzi a partire dal catalogo del laboratorio.
Acqua di processo enologico - lavaggi e diluizioni
Tab. 3 per scarichi in fognatura o acque superficiali
Piano annuale per cantine vitivinicole — 2 campagne semestrali (vendemmia + imbottigliamento)
Se la cantina vende vino o commercializza il prodotto è OSA e ha obblighi HACCP, indipendentemente dalla dimensione. Solo l'autoproduzione strettamente familiare è esclusa: in caso di dubbio puoi verificare in due minuti se sei obbligato alle analisi.
Entro 30 giorni dall'inizio della vendemmia, in modo da intervenire in caso di non conformità (es. filtro carbone esausto). È il momento più critico dell'anno per la qualità dell'acqua usata in lavaggio uve e botti: conviene fissare la scadenza nel piano di analisi annuale.
Sì. Cloro libero residuo, anche a basse concentrazioni, può reagire con composti fenolici di sughero e legno generando TCA (2,4,6-tricloroanisolo), responsabile del classico “sentore di tappo”.
Sì se la cantina ha un'autorizzazione allo scarico (e di norma serve). Le acque di lavaggio sono ricche di sostanza organica e devono rispettare i limiti del D.Lgs 152/2006 o quelli imposti dal gestore della fognatura.
Sospendere l'uso dell'acqua sul processo, sanificare la rete interna, ripetere l'analisi. Documentare l'intervento nel sistema HACCP e conservare la prova per 5 anni minimo. Per interpretare i risultati rispetto ai limiti di legge è utile la verifica di conformità dell'acqua.
Sì. Laboratorio qualificato con metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN). I rapporti possono essere utilizzati come documentazione tecnica negli audit di catene di clienti e nelle verifiche dei consorzi di tutela (ammissibilità valutata dall’ente richiedente).
Sì. La cantina è un operatore del settore alimentare e l'acqua usata per lavaggi, CIP e fasi a contatto con il prodotto deve essere potabile e dimostrata tale al punto d'uso ai sensi del Reg. CE 852/2004. L'analisi rientra nel piano di autocontrollo HACCP, con frequenza definita dalla valutazione del rischio e tipicamente intensificata prima e durante la vendemmia.
Non esiste una cadenza unica: la frequenza la definisce la valutazione del rischio. Una buona base è un controllo di potabilità almeno annuale e una verifica dedicata prima della vendemmia, quando lavaggi e cicli CIP raggiungono il picco. Le cantine rifornite da pozzo o con storico di non conformità vanno controllate più spesso: il calcolatore di frequenza analisi stima la cadenza in base alla fonte e alla stagionalità.
Solo se resa potabile. L'acqua di pozzo non è potabile per definizione e va trattata con processi di potabilizzazione consentiti dal D.M. 25/2012, scelti in base alle criticità riscontrate come nitrati, ferro, durezza o carica microbica. L'efficacia del trattamento va poi verificata con analisi dell'acqua di pozzo periodiche a valle dell'impianto, perché la qualità della falda varia con la stagione e con la pressione agricola sul territorio.
I reflui enologici di cantina, ricchi di residui di mosto, fecce e vinacce e con pH variabile per i detergenti, rientrano negli scarichi idrici disciplinati dal D.Lgs 152/2006. Servono un titolo autorizzativo allo scarico e, di norma, sistemi di pretrattamento ed equalizzazione dimensionati sul picco di vendemmia, con rispetto dei limiti tabellari del recapito previsto (fognatura, acque superficiali o suolo).
Sì. L'acqua impiegata per i lavaggi di vasche, serbatoi, botti e tubazioni entra in contatto con superfici che lavorano il prodotto, quindi deve essere potabile e rientra nell'autocontrollo HACCP. È utile verificare anche l'acqua di risciacquo finale dei cicli CIP per dimostrare che i detergenti sono stati completamente rimossi e non lasciano residui: la verifica di conformità dell'acqua aiuta a leggere il referto rispetto ai limiti di legge.
Perché in poche settimane si concentra gran parte della lavorazione: i lavaggi e i cicli CIP si moltiplicano, i consumi idrici esplodono e nascono reflui enologici con carico organico elevatissimo e pH fortemente variabile. La valutazione del rischio HACCP e il piano di campionamento vanno tarati su questo picco stagionale, sia per la potabilità in ingresso sia per il rispetto dei limiti di scarico.
Sì, sono due piani distinti. I controlli di potabilità riguardano l'acqua in ingresso usata per lavaggi e processi e si misurano sui parametri microbiologici e chimici di consumo umano. I controlli sugli scarichi riguardano i reflui in uscita e si misurano su parametri come COD, solidi sospesi e pH, con limiti tabellari diversi a seconda del recapito.
La mancata predisposizione o applicazione del piano di autocontrollo HACCP è sanzionata in via amministrativa ai sensi del D.Lgs 193/2007. Lo scarico dei reflui enologici senza autorizzazione o oltre i limiti del D.Lgs 152/2006 comporta sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, profili penali. La mancanza di documentazione sui lavaggi e sugli scarichi è il rilievo più frequente in sede di ispezione.
Configura il pacchetto più adatto alla tua attività o richiedi una consulenza al nostro team tecnico.
Guide tecniche, aggiornamenti normativi e scadenze D.Lgs. 18/2023 s.m.i.. Niente spam.
Ricevi gratis la guida 'I 10 contaminanti più comuni nell'acqua italiana del rubinetto'
Esplora 123Acqua
7 aree, una scorciatoia per ognuna. Dal catalogo analisi agli strumenti gratuiti, dalle guide regionali ai programmi per professionisti.
110 pacchetti di analisi, kit a casa in 48h. Metodi di prova sempre indicati nel referto.
Quiz, calcolatore e confronto pacchetti in pochi click.
Spediamo in tutte le 20 regioni, isole comprese.
PFAS, arsenico, nitrati: cosa cercare dove vivi.
FAQ, enciclopedia, blog e glossario sull’acqua.
Guide complete per codice ATECO: quali analisi sei obbligato a fare, normative, scadenze e sanzioni.
Monitoraggio annuale prepagato per casa, pozzo, attività e condomini.