Blog · PFAS e contaminanti emergenti
In zona agricola i pesticidi e il glifosato possono raggiungere i pozzi. Vediamo come, quali sono i limiti di legge e come verificarlo con un'analisi.
Chi ha un pozzo in campagna, magari circondato da campi coltivati, prima o poi si pone una domanda legittima: i trattamenti agricoli possono finire nella mia acqua? La risposta è che sì, è possibile, ed è proprio per questo che esistono limiti di legge molto severi. In questo articolo spieghiamo come pesticidi e glifosato raggiungono le falde, quali sono i limiti e come puoi verificare la situazione del tuo pozzo con un'analisi mirata.
Non si tratta di demonizzare l'agricoltura, ma di riconoscere che un pozzo poco profondo in terreno permeabile è naturalmente più esposto, e che la verifica è semplice e definitiva. Chi vive in campagna conosce bene il valore dell'acqua del proprio pozzo, e proprio per questo merita di sapere con esattezza cosa contiene. Un'analisi mirata trasforma un dubbio ricorrente in una certezza documentata, su cui poi basare scelte tranquille per la famiglia.
I pesticidi e gli erbicidi come il glifosato vengono usati sui terreni agricoli. Con la pioggia e l'irrigazione, una parte di queste sostanze può penetrare nel suolo e raggiungere le acque sotterranee, cioè le falde da cui attingono i pozzi.
Il fenomeno dipende da molti fattori: tipo di terreno, profondità del pozzo, quantità usate e tempistiche dei trattamenti. I pozzi poco profondi e in terreni permeabili sono i più esposti.
Anche le stagioni contano: dopo i periodi di trattamento e con le prime piogge la concentrazione in falda può aumentare, per poi ridursi. Per questo un singolo prelievo va letto nel contesto del periodo dell'anno.
Pesticidi e glifosato non si vedono e non si sentono: l'acqua può essere limpida e inodore e contenere comunque queste sostanze. Nessun kit fai-da-te a confronto con il laboratorio è in grado di rilevarli.
La ricerca richiede tecniche di laboratorio molto sensibili, capaci di misurare concentrazioni nell'ordine dei microgrammi per litro. Per il glifosato, in particolare, serve un metodo specifico che non rientra sempre nei profili pesticidi standard, quindi va richiesto esplicitamente.
Il D.Lgs. 18/2023 fissa limiti molto bassi, sia per i singoli pesticidi sia per la loro somma. È un approccio prudenziale, pensato per proteggere dal consumo prolungato indipendentemente dalla specifica sostanza.
| Parametro | Limite di legge | Unità |
|---|---|---|
| Singolo pesticida | 0,1 | µg/L |
| Somma dei pesticidi | 0,5 | µg/L |
Se il tuo pozzo si trova in una zona agricola intensiva, o vicino a campi trattati regolarmente, una verifica periodica dei pesticidi è una scelta prudente. Conviene inserirla in un profilo più ampio che valuti anche i nitrati, tipici delle zone agricole, spesso associati allo stesso tipo di pressione ambientale.
Per orientarti sul controllo complessivo di un pozzo puoi partire dalla guida completa all'analisi del pozzo. Per la ricerca mirata dei contaminanti puoi scegliere un'analisi dei contaminanti emergenti.
Se l'analisi rivela pesticidi o glifosato oltre i limiti, sospendi l'uso dell'acqua per bere e cucinare e rivolgiti a un tecnico per valutare la situazione e un eventuale trattamento.
Ripeti l'analisi in periodi diversi dell'anno, perché la concentrazione può variare con le stagioni agricole. Per scegliere il profilo adatto consulta il catalogo delle analisi.
Il glifosato è uno degli erbicidi più usati e discussi, ma dal punto di vista analitico ha una particolarità: per le sue caratteristiche chimiche non viene rilevato dai metodi usati per la maggior parte degli altri pesticidi. Serve una determinazione dedicata, con una preparazione del campione specifica.
Questo ha una conseguenza pratica importante. Un'analisi pesticidi standard, anche ampia, può non includere il glifosato se non viene richiesto esplicitamente. Per chi vive in una zona dove questo erbicida è molto usato, vale la pena assicurarsi che il profilo scelto lo comprenda davvero.
Allo stesso modo, esiste un prodotto di degradazione del glifosato, l'AMPA, che a volte si cerca insieme alla sostanza madre per avere un quadro più completo. Quando chiedi un'analisi, è utile chiarire con il laboratorio esattamente quali sostanze saranno ricercate.
La pressione agricola su una falda raramente si manifesta con un solo parametro. Dove ci sono pesticidi, spesso ci sono anche nitrati, perché entrambi derivano dalle pratiche dei campi circostanti. Per questo un controllo che valuti insieme questi indicatori dà un'immagine molto più realistica della qualità dell'acqua.
Capire la qualità complessiva di un pozzo significa non fermarsi al singolo contaminante temuto, ma costruire un profilo di base e ripeterlo nel tempo. Un primo controllo serve a fotografare la situazione di partenza; i successivi servono a vedere se qualcosa cambia, ad esempio in funzione delle stagioni o di nuove coltivazioni vicine.
Questo approccio è particolarmente utile per chi usa l'acqua del pozzo non solo per l'irrigazione ma anche per bere e cucinare. In quel caso, la regolarità del controllo conta quanto la singola analisi.
Vale anche la pena ricordare che l'irrigazione con acqua di pozzo non comporta gli stessi rischi del consumo diretto, ma se la stessa acqua finisce nel bicchiere la valutazione cambia. Distinguere chiaramente gli usi aiuta a decidere quanto investire nel controllo: per l'acqua da bere, una verifica accurata e periodica è la scelta più prudente. Quando in casa ci sono bambini, anziani o persone fragili, questa attenzione diventa ancora più importante, perché sono proprio le fasce più sensibili a beneficiare di un'acqua verificata e conforme.
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