Blog · PFAS e contaminanti emergenti
Il radon è un gas radioattivo naturale che può sciogliersi nell'acqua di pozzi e sorgenti. Vediamo dove è più presente e quando conviene misurarlo.
Del radon si parla quasi sempre come gas presente nell'aria delle abitazioni, ma pochi sanno che questo gas naturale può anche sciogliersi nell'acqua di pozzi e sorgenti. In alcune zone geologiche particolari, la verifica del radon nell'acqua è una precauzione sensata. In questo articolo spieghiamo cos'è, perché certe aree sono più esposte e quando conviene davvero misurarlo.
Come per altri parametri naturali, il punto non è spaventarsi: è capire se vivi in un contesto geologico favorevole e, in quel caso, misurare per sapere a che punto sei. Il radon nell'acqua è un tema di nicchia, che riguarda alcune zone e non tutte, ma proprio per questo è facile che venga trascurato da chi invece avrebbe motivo di tenerne conto.
Il radon è un gas radioattivo di origine naturale, prodotto dal decadimento dell'uranio presente in alcune rocce. È invisibile, inodore e insapore, quindi non lo si può percepire in alcun modo senza una misura.
Quando l'acqua attraversa rocce ricche di uranio, come graniti e alcune formazioni vulcaniche, può disciogliere il radon e trasportarlo. Per questo le acque sotterranee di certe zone ne contengono di più rispetto ad altre.
A differenza dei contaminanti chimici, il radon decade nel tempo: questo significa che la sua concentrazione dipende anche da quanto rapidamente l'acqua arriva al rubinetto e da come viene usata.
Le aree con sottosuolo granitico o di origine vulcanica sono quelle dove il radon nell'acqua è più probabile. In Italia esistono diverse zone con queste caratteristiche geologiche, spesso le stesse in cui si presta attenzione anche al radon nell'aria delle abitazioni.
Chi attinge da un pozzo o da una sorgente in queste aree ha più ragioni per valutare una misura, soprattutto se l'acqua viene usata anche per usi domestici che la mettono a contatto con l'aria di casa.
| Fonte di acqua | Probabilità di radon rilevante |
|---|---|
| Pozzo o sorgente in zona granitica/vulcanica | Più elevata |
| Pozzo in altre aree geologiche | In genere bassa |
| Acquedotto pubblico | Ridotta da trattamenti e movimentazione |
Una particolarità del radon nell'acqua è che, quando l'acqua viene usata (doccia, lavaggi, rubinetti), una parte del gas si libera nell'aria della casa. Per questo il radon nell'acqua può contribuire anche all'esposizione respiratoria, che è la via considerata più rilevante.
È quindi un parametro un po' diverso dagli altri contaminanti chimici, perché ha una doppia via di esposizione: l'ingestione e l'inalazione del gas liberato in ambiente. Il riferimento per la gestione del rischio sono le indicazioni delle autorità sanitarie sulla radioattività nelle acque.
La misura del radon nell'acqua ha senso soprattutto per chi usa pozzi o sorgenti private in zone geologicamente favorevoli, mentre per l'acqua dell'acquedotto il rischio è in genere ridotto dai trattamenti e dalla movimentazione lungo la rete.
Conviene valutarla insieme al controllo complessivo della potabilità del pozzo, per avere un quadro unico. Se vivi in una zona favorevole, puoi richiedere un'analisi del radon nell'acqua. Il valore di parametro di riferimento è definito dalla normativa sulla radioattività dell'acqua potabile.
La misura del radon richiede un prelievo particolare, perché il gas è volatile e può disperdersi facilmente. Il campione va raccolto evitando il contatto con l'aria e analizzato in tempi rapidi, prima che il radon decada o si liberi.
Per questo è fondamentale seguire le istruzioni del laboratorio, che fornisce contenitori e indicazioni dedicate, in modo analogo a quanto si fa nella guida al prelievo del campione. Trovi i profili disponibili nel catalogo delle analisi.
Se una misura conferma valori elevati di radon nell'acqua, esistono soluzioni tecniche per ridurlo, ma vanno scelte in base alla situazione specifica. Una via comune è l'aerazione, cioè un sistema che fa gorgogliare aria nell'acqua per favorire la fuoriuscita del gas prima dell'uso domestico.
Un'altra possibilità è l'uso di sistemi a carboni attivi, che possono trattenere il radon. Ogni soluzione ha vantaggi e limiti, e la scelta dipende dalla concentrazione di partenza, dalla portata del pozzo e dagli usi dell'acqua. Per questo l'intervento va dimensionato da un tecnico, non improvvisato.
Un punto importante è che alcune soluzioni trasferiscono il radon dall'acqua all'aria: vanno quindi progettate in modo che il gas venga allontanato all'esterno e non si accumuli negli ambienti. Anche per questo la gestione del radon è un tema che richiede competenza tecnica.
Chi usa una sorgente o un pozzo privato in una zona geologicamente particolare ha spesso più di un motivo per fare un controllo dell'acqua. Le stesse formazioni rocciose che rilasciano radon possono essere associate ad altri parametri di origine naturale, ad esempio alcuni metalli.
Per questo, valutare il radon all'interno di un controllo più ampio della potabilità ha senso: si ottiene un quadro unico, invece di tante misure scollegate. La frequenza dei controlli dipende dal contesto, ma in zone favorevoli una verifica periodica è una scelta ragionevole.
Va ricordato che il radon è un parametro a sé, con una normativa specifica sulla radioattività delle acque. Non sostituisce gli altri controlli chimici e microbiologici, ma li affianca dove il contesto geologico lo rende rilevante.
Se non sai se la tua zona è tra quelle favorevoli, un primo passo è informarsi presso gli enti locali, che spesso hanno mappe di attenzione per il radon. In alternativa, una misura diretta toglie ogni dubbio: è l'unico modo per sapere con certezza cosa contiene l'acqua del tuo pozzo o della tua sorgente, senza basarsi su stime generiche. Per chi vive stabilmente in queste aree e usa quotidianamente l'acqua di una fonte privata, conoscere il dato reale è il modo più razionale per affrontare un tema che altrimenti rischia di restare nel vago.
Blog · PFAS e contaminanti emergenti
Nelle aree vulcaniche di Lazio e Toscana l'arsenico nell'acqua è spesso di origine naturale. Vediamo i limiti di legge e come verificarlo con un'analisi.
Blog · PFAS e contaminanti emergenti
Vicino a siti industriali l'acqua di pozzo può contenere idrocarburi e IPA. Vediamo da dove arrivano, i limiti di legge e come analizzarli.
Blog · PFAS e contaminanti emergenti
In zona agricola i pesticidi e il glifosato possono raggiungere i pozzi. Vediamo come, quali sono i limiti di legge e come verificarlo con un'analisi.