Blog · Normativa e compliance
Con il D.Lgs. 18/2023 aumentano gli obblighi di controllo dell'acqua nelle scuole. Dirigenti scolastici, Comuni e gestori delle mense: ecco chi deve fare cosa prima di settembre.
Il D.Lgs. 18/2023 ha introdotto una novità rilevante per il sistema scolastico italiano: le scuole, insieme a ospedali, RSA e asili nido, sono classificate come 'locali prioritari' ai sensi dell'art. 7. Questo significa obblighi di controllo più stringenti rispetto a un generico edificio civile: analisi più frequenti, parametri aggiuntivi (piombo, PFAS in zone a rischio) e responsabilità documentali precise. Per l'anno scolastico 2026/27 questi obblighi sono già in vigore.
La responsabilità è distribuita su tre soggetti con ruoli distinti:
Il Comune (o ente proprietario dell'edificio) è responsabile dell'impianto idraulico: tubazioni, serbatoi, fontanelle fisse. Se l'impianto ha tubazioni in piombo o è obsoleto, l'obbligo di adeguamento è del Comune.
Il Dirigente scolastico è responsabile dell'uso e dell'autocontrollo all'interno dell'edificio: deve garantire che l'acqua erogata ai punti di distribuzione sia conforme, documentare i controlli e segnalare eventuali anomalie all'ente proprietario e alla ASL.
Il gestore della mensa scolastica è un Operatore del Settore Alimentare (OSA) ai sensi del Reg. CE 852/2004 e deve includere il controllo dell'acqua nel piano HACCP. La responsabilità è sua anche se l'acqua viene dall'acquedotto pubblico.
L'art. 7 del D.Lgs. 18/2023 sugli edifici prioritari impone specifici controlli per le fontanelle e i punti di erogazione nelle scuole:
La frequenza raccomandata varia in base al punto di controllo:
Cinque passi concreti da completare prima dell'inizio del prossimo anno scolastico:
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