Taranto è servita dall'Acquedotto Pugliese con acque che viaggiano per centinaia di chilometri dalle sorgenti campane del Sele-Calore e dall'invaso lucano del Pertusillo. La rete è monitorata quotidianamente; la presenza del polo industriale spinge molti tarantini a verificare i metalli pesanti al punto d'uso, mentre i pozzi privati del versante ionico risentono di cloruri da intrusione marina.
Qualità acqua
Fonte
Acquedotto Pugliese (schema Pertusillo-Sinni, invasi lucani)
ASL Taranto
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Analisi in laboratorio
Metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN)
Rapporto di prova
Utilizzabile come documentazione tecnica per pratiche con ASL, HACCP e adempimenti normativi (ammissibilità valutata dall'autorità competente)
Pacchetti
Selezionati in base a: Carica batterica, Cloro residuo, Metalli da impianti interni.
Dati locali
Qualità acqua
ASL di riferimento
ASL Taranto
Puglia
Gestore servizio idrico
Acquedotto Pugliese S.p.A. (AQP)
Approfondimento
A Taranto il servizio idrico integrato è gestito da Acquedotto Pugliese (AQP), che in tutta la regione si appoggia a un sistema di schemi idrici interconnessi alimentati da invasi, sorgenti irpine e pozzi. La provincia ionica ha però una particolarità rilevante: secondo quanto riportato dalla stampa sul progetto del dissalatore, il territorio ionico dipende in larga misura da un'unica direttrice di approvvigionamento, lo schema Pertusillo-Sinni, che porta in Puglia l'acqua degli invasi lucani. Questo lo rende particolarmente esposto alle crisi idriche.
Il tema è diventato urgente con la siccità del 2024, quando AQP ha comunicato che la disponibilità complessiva degli invasi era inferiore del 62% rispetto ai valori medi storici e che la portata delle sorgenti irpine era in calo di oltre il 12%. Lo stesso gestore ha sostenuto che le forniture attuali, in particolare quelle del Sinni e del Pertusillo, non sono più sufficienti a garantire il fabbisogno. Nei periodi di maggiore criticità il gestore ha invitato più volte i cittadini a contenere i consumi, una richiesta che riguarda direttamente anche le famiglie del territorio ionico.
La risposta individuata dal Piano d'Ambito 2020-2045 dell'Autorità Idrica Pugliese è il dissalatore del fiume Tara: un impianto a osmosi inversa che tratterebbe le acque salmastre delle sorgenti del Tara, in agro di Taranto, per produrre acqua potabile per circa 385.000 persone. Con una produzione prevista di circa 60.000 metri cubi al giorno, sarebbe il più grande dissalatore ad uso civile in Italia. Il progetto è contestato da comitati e associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente e WWF, che lo ritengono non risolutivo e temono l'impatto dello scarico di salamoia in mare.
Per le famiglie tarantine, oltre alla quantità conta la qualità al punto di consumo. AQP effettua controlli sistematici sull'acqua distribuita e dispone di un laboratorio anche a Taranto, ma ciò che arriva al rubinetto dipende pure da serbatoi condominiali, autoclavi e tubazioni interne. In caso di impianti datati o dopo interruzioni del servizio, un'analisi al rubinetto può aiutare a verificare parametri come carica batterica, cloro residuo e metalli.
Gestore, origine e valori pubblicati della rete del capoluogo sono nella scheda acqua del rubinetto a Taranto.
Il capoluogo
A Taranto il servizio idrico è gestito da Acquedotto Pugliese (AQP). Come il resto della regione, la città dipende in larga misura da acqua che arriva da fuori provincia attraverso i grandi schemi interregionali: in particolare quelli del Pertusillo e del Sinni, alimentati da invasi in Basilicata, affiancati da sorgenti campane e da una rete di pozzi concentrata soprattutto nelle province meridionali, Taranto compresa. L'acquedotto del Pertusillo, entrato in funzione nel 1974, serve le province di Bari, Taranto e Lecce, mentre l'impianto di potabilizzazione del Sinni si trova proprio in territorio tarantino, nell'area delle gravine di Laterza.
Il tema che più ha segnato gli ultimi anni è la crisi idrica. Con gli invasi lucani in sofferenza, AQP ha ridotto la pressione sulla rete regionale e nel 2025 a Taranto diversi residenti, in particolare nei quartieri Tamburi, Paolo VI e Città Vecchia, hanno segnalato carenze d'acqua, mentre la stampa locale ha discusso l'ipotesi di razionamenti. Per rafforzare l'approvvigionamento è stato avviato il progetto Acqua per Taranto, che prevede un impianto di dissalazione delle acque del fiume Tara, accolto con favore ma anche con dubbi sulla sostenibilità da parte di alcune associazioni ambientaliste.
Anche la rete cittadina è oggetto di lavori: AQP ha programmato interventi di miglioramento del servizio nei quartieri Tamburi e Città Vecchia, con sospensioni temporanee dell'erogazione. I controlli sull'acqua distribuita sono svolti dal gestore e, in modo indipendente, dall'azienda sanitaria locale. È importante non confondere l'acqua di rete con le note questioni ambientali dell'area industriale, che riguardano aria e suolo: per l'acqua del rubinetto il riferimento sono i controlli previsti dalla normativa sull'acqua potabile.
Nella pratica domestica, a Taranto ha senso prestare attenzione a quello che può succedere dopo cali di pressione o sospensioni: torbidità temporanea, variazioni di gusto o di cloro residuo. Molti edifici utilizzano autoclavi e cisterne per compensare la pressione ridotta: in questi casi conviene verificare la qualità microbiologica dell'acqua accumulata e, in strutture ricettive o con acqua calda centralizzata, il rischio Legionella. Chi usa pozzi privati deve farli analizzare a parte.
Come lavoriamo
Laboratorio qualificato, metodi validati
Metodi validati conformi a norme tecniche (UNI EN ISO, EPA, ISTISAN). Referto utilizzabile per pratiche con ASL Taranto ai sensi del D.Lgs. 18/2023 s.m.i. (ammissibilità valutata dall'autorità competente).
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Kit consegnato in 24-48h. Reso con corriere prepagato incluso.
Risultati in 5-7 giorni lavorativi
Rapporto di prova in PDF firmato digitalmente, inviato via email. Archivio digitale incluso.
Supporto tecnico specializzato
Consulenza gratuita per interpretare i risultati e le azioni correttive.
FAQ
Taranto è servita da Acquedotto Pugliese ed è alimentata dallo schema Pertusillo-Sinni, che porta l'acqua degli invasi lucani. Secondo la stampa il territorio ionico dipende in larga misura da questa sola direttrice, a differenza di altre aree della regione che possono contare anche sulle sorgenti irpine del Sele-Calore.
È un impianto a osmosi inversa previsto dal Piano d'Ambito 2020-2045 dell'Autorità Idrica Pugliese, che dovrebbe trattare le acque salmastre delle sorgenti del fiume Tara per produrre acqua potabile per circa 385.000 persone. Legambiente, WWF e diversi comitati lo contestano per lo scarico di salamoia in mare e lo considerano non risolutivo.
Nel 2024 Acquedotto Pugliese ha segnalato invasi con disponibilità inferiore del 62% rispetto alla media storica e sorgenti irpine in calo di oltre il 12%, sostenendo che Sinni e Pertusillo non bastano più a coprire il fabbisogno. La dipendenza da un solo schema rende il territorio ionico più vulnerabile in caso di siccità prolungata.
Ordini il kit online, lo ricevi a Taranto in 24-48h, prelevi il campione seguendo le istruzioni incluse, rispedisci al laboratorio con il corriere prepagato. Ricevi il rapporto di prova in 5-7 giorni lavorativi via email.
Il nostro laboratorio opera con metodi validati conformi a norme tecniche. Il rapporto di prova può essere utilizzato come documentazione tecnica a supporto di autocontrolli, pratiche HACCP e interlocuzioni con ASL Taranto, nei limiti delle prove eseguite; l'ammissibilità è valutata dall'autorità competente.
I prezzi partono da 104€ per l'analisi base. Per Taranto consigliamo l'analisi standard a 255€ che include i parametri del D.Lgs. 18/2023 s.m.i. IVA esclusa. Spedizione gratuita in tutta Italia inclusa Puglia.
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Durante la crisi idrica legata ai bassi livelli degli invasi, Acquedotto Pugliese ha ridotto la pressione sulla rete regionale. A Taranto questo ha causato carenze soprattutto nei quartieri Tamburi, Paolo VI e Città Vecchia, più sensibili ai cali di pressione. Inoltre la rete è interessata da lavori programmati con sospensioni temporanee dell'erogazione.
È il progetto che prevede la realizzazione di un impianto di dissalazione delle acque del fiume Tara, pensato per aumentare la disponibilità idrica e ridurre la dipendenza dagli invasi in periodi di siccità. L'iniziativa è stata presentata come un passo per la sicurezza idrica della Puglia, mentre alcune associazioni ambientaliste hanno sollevato dubbi sulla sua sostenibilità.
Con pressione ridotta molti condomini tarantini ricorrono ad autoclavi e cisterne, dove l'acqua può ristagnare. È utile un controllo microbiologico dell'acqua prelevata dopo l'accumulo, insieme a torbidità e cloro residuo. Nelle strutture ricettive e negli impianti con acqua calda centralizzata va considerata anche la ricerca di Legionella, con una pulizia periodica dei serbatoi.
Comuni della provincia
Nei 2 comuni censiti della provincia il servizio idrico è gestito da Acquedotto Pugliese. Fonte di approvvigionamento e parametri da verificare cambiano da comune a comune.
| Comune | Gestore | Fonte | Parametri da verificare |
|---|---|---|---|
| Martina Franca | Acquedotto Pugliese | Rete interconnessa di Acquedotto Pugliese (sorgenti e invasi) | cloro residuo, parametri microbiologici (serbatoi e autoclavi), torbidità |
| Massafra | Acquedotto Pugliese | Sistema interconnesso di Acquedotto Pugliese (area tarantina servita in larga parte dagli schemi Sinni-Pertusillo) | durezza, cloro residuo, torbidità |
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