Acqua Panna
Acqua Panna, sorgente sull'Appennino Tosco-Romagnolo a Scarperia (FI): oligominerale (residuo fisso 141 mg/L), pH 8, sapore morbido tradizionalmente associato all'alta ristorazione.
Residuo fisso a 180 °C
141 mg/L
Classificazione: Oligominerale (D.Lgs. 176/2011)
- pH alla sorgente
- 8
- Durezza totale
- 11 °fH
- Sodio
- 6.4 mg/L
- Gas
- Naturale (non gassata)
Caratteristiche idrochimiche
Acqua Panna è un'acqua minerale naturale italiana imbottigliata alla sorgente nel comune di Scarperia e San Piero (Città Metropolitana di Firenze, Toscana). L'analisi chimica di riferimento riportata in etichetta colloca questo prodotto nella categoria delle acque oligominerale, sulla base del valore di residuo fisso a 180 °C pari a circa 141 mg/L. Il residuo fisso esprime la quantità di sali minerali disciolti che restano dopo l'evaporazione dell'acqua a 180 °C ed è il parametro principale che il D.Lgs. 176/2011 utilizza per classificare le acque minerali in commercio.
Il pH alla sorgente è pari a 8, valore che descrive la reazione acida o basica dell'acqua: un pH inferiore a 7 indica una leggera acidità, un pH superiore a 7 indica un'acqua tendenzialmente basica. La durezza totale, espressa in gradi francesi, è di circa 11 °fH ed è determinata dalla somma dei sali di calcio e magnesio. Il contenuto di sodio dichiarato in etichetta è di circa 6.4 mg/L, dato rilevante per chi segue diete iposodiche su indicazione medica.
Il gas presente alla messa in commercio è classificato come naturale (non gassata). Quando il gas è naturalmente disciolto alla sorgente in misura tale da rendere l'acqua effervescente, l'etichetta riporta la dicitura "effervescente naturale"; quando viene aggiunta CO₂ alimentare durante l'imbottigliamento, l'etichetta riporta "addizionata di anidride carbonica". È un dettaglio normativo importante e va sempre verificato.
Origine e geologia della sorgente
La sorgente di Acqua Panna si trova nel comune di Scarperia e San Piero, in Città Metropolitana di Firenze, Toscana. La sorgente di Villa Panna si trova nel Mugello, sull'Appennino Tosco-Romagnolo, all'interno di una tenuta di proprietà che dà nome al marchio.
L'acqua attraversa formazioni argillose-arenacee di età terziaria; il percorso lento conferisce un profilo bicarbonato-calcico moderato, con pH leggermente basico.
L'inquadramento geologico è fondamentale per comprendere la composizione di un'acqua minerale: la mineralizzazione deriva infatti dal lento percorso dell'acqua attraverso strati rocciosi che cedono ioni in soluzione. Tempo di residenza, profondità del percorso e mineralogia delle rocce attraversate determinano il profilo chimico finale del prodotto imbottigliato.
Come leggere correttamente l'etichetta
Sull'etichetta di Acqua Panna la prima informazione da cercare è la denominazione legale "oligominerale", coerente con il residuo fisso di 141 mg/L, seguita dall'indicazione della sorgente e del comune di emergenza (Scarperia e San Piero, Città Metropolitana di Firenze, Toscana). Questi elementi sono disciplinati in modo puntuale dal D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176, dall'Allegato II al medesimo decreto e dal Decreto del Ministero della Salute 10 febbraio 2015: l'etichetta deve obbligatoriamente riportare denominazione di vendita, indicazione e comune di emergenza della sorgente, classificazione, composizione analitica con data dell'analisi, eventuali trattamenti consentiti e termine minimo di conservazione.
Sulla bottiglia di Acqua Panna il consumatore può quindi verificare in autonomia: il residuo fisso a 180 °C (in questo caso 141 mg/L), il pH alla sorgente (8), la durezza totale (11 °fH equivalenti), il contenuto di calcio, magnesio, sodio, potassio, bicarbonati, solfati, cloruri e nitrati. La tabella analitica deve indicare anche la data del prelievo e il laboratorio che ha eseguito l'analisi.
- Denominazione legale (acqua minerale naturale, oligominerale, ecc.)
- Nome commerciale e logo della sorgente
- Comune e provincia di emergenza
- Risultati delle analisi chimico-fisiche con data e laboratorio
- Trattamenti subiti (decantazione, filtrazione, eliminazione di ferro, manganese, zolfo o arsenico, aggiunta di CO₂)
- Termine minimo di conservazione e numero di lotto
Confronto con altre acque minerali
Nel panorama delle oligominerali italiane si distingue per il pH leggermente basico e il sapore tondo; rispetto a Levissima ha un residuo fisso superiore e una struttura più evidente in degustazione.
Per orientarsi tra centinaia di marchi in commercio è utile ricordare che il D.Lgs. 176/2011 individua quattro classi in base al residuo fisso: minimamente mineralizzate (≤ 50 mg/L), oligominerali (≤ 500 mg/L), mediominerali (tra 500 e 1.500 mg/L) e ricche di sali minerali (> 1.500 mg/L). Acqua Panna, con i suoi 141 mg/L, si colloca quindi nel gruppo delle acque oligominerale.
A chi è indicata e indicazioni d'uso
Il pH di 8 e il sapore morbido hanno reso Acqua Panna un riferimento storico nel pairing con grandi vini nell'alta ristorazione, segmento in cui è leader mondiale insieme a San Pellegrino.
Le diciture salutistiche ammissibili in etichetta sono tassativamente elencate dal D.M. 10 febbraio 2015 e includono ad esempio "indicata per le diete povere di sodio" (per acque con sodio ≤ 20 mg/L), "può favorire la digestione", "può avere effetti diuretici", "può favorire la diuresi", "può essere utilizzata per la preparazione degli alimenti dei lattanti". L'utilizzo di tali diciture è subordinato al rispetto di precisi requisiti analitici verificati dal Ministero della Salute.
In ogni caso, le indicazioni nutrizionali presenti in etichetta non costituiscono prescrizione medica: persone con patologie renali, cardiache, ipertensione o gravidanza dovrebbero confrontarsi con il proprio medico curante prima di selezionare un'acqua minerale di consumo abituale.
Cornice normativa: il D.Lgs. 176/2011
Come tutte le acque minerali naturali in commercio, anche Acqua Panna è disciplinata dal D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176, che ha recepito in Italia la direttiva 2009/54/CE e regola in modo organico la commercializzazione di questa categoria di prodotti. Il decreto definisce le acque minerali come acque batteriologicamente pure aventi origine da una falda o giacimento sotterraneo — nel caso di Acqua Panna, la sorgente di Scarperia e San Piero (Città Metropolitana di Firenze, Toscana) — provenienti da una o più sorgenti naturali o perforate, distinguendole nettamente sia dalle acque di sorgente sia dalle acque destinate al consumo umano disciplinate dal D.Lgs. 18/2023.
Il riconoscimento ufficiale di un'acqua come minerale naturale richiede un decreto del Ministero della Salute, basato su una caratterizzazione idrogeologica, fisico-chimica e microbiologica della sorgente. Solo dopo il riconoscimento, la Regione competente rilascia la concessione di sfruttamento e autorizza l'imbottigliamento allo stabilimento di confezionamento, situato per legge in prossimità della sorgente.
Sono ammessi soltanto trattamenti tassativi: separazione di elementi instabili come ferro, manganese, zolfo e arsenico, eliminazione di anidride carbonica libera, aggiunta o reintegrazione di anidride carbonica. Sono invece vietati trattamenti di disinfezione e qualsiasi modifica della composizione minerale dell'acqua originaria.
Sostenibilità e impatto ambientale
Acqua Panna è gestita da Sanpellegrino S.p.A. (gruppo Nestlé Waters) e condivide con il marchio principale i programmi di passaggio a rPET, distribuzione su rotaia per l'export e protezione del bacino della sorgente.
Il dibattito sull'impatto ambientale delle acque minerali in bottiglia è ampio: il consumo di plastica monouso, le emissioni legate al trasporto e l'impronta idrica del processo produttivo sono i tre vettori principali. La normativa europea sui rifiuti da imballaggio (Direttiva UE 2018/852 e Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio) sta progressivamente alzando l'asticella su contenuto di plastica riciclata, riciclabilità e sistemi di vuoto a rendere.
Per chi vuole un quadro analitico equivalente sull'acqua del proprio rubinetto è possibile far eseguire un'analisi di laboratorio: i parametri chimici riportati sull'etichetta di un'acqua minerale (residuo fisso, durezza, sodio, nitrati, conducibilità) si calcolano e si confrontano con gli stessi metodi.
I valori riportati di residuo fisso, pH, durezza e contenuto di sodio sono tratti dalle etichette ufficiali pubblicate dai produttori e possono variare nel tempo per cause naturali legate al ciclo idrogeologico della sorgente. Il consumatore è invitato a verificare sempre i valori sull'etichetta del lotto in suo possesso, in conformità a quanto richiesto dal D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176 e dal Decreto del Ministero della Salute 10 febbraio 2015 sui criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali.
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-05-03. Dati di natura pubblica tratti dalle etichette ufficiali dei produttori; possono variare nel tempo per cause naturali. Riferimento normativo: D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176.