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Quanto cloro residuo deve esserci nell'acqua del rubinetto?

5 min di lettura · aggiornato il 3 maggio 2026

Risposta breve

Il D.Lgs. 18/2023 indica un valore di parametro indicativo di 0,2 mg/L di cloro libero in distribuzione, sufficiente a mantenere la rete pulita senza alterare il gusto.

Il cloro libero residuo in distribuzione è il principale strumento di protezione microbiologica delle reti acquedottistiche italiane. Mantiene un effetto disinfettante anche dopo la centrale di potabilizzazione e segnala eventuali contaminazioni di tratta. Dosaggi troppo alti generano odore sgradevole e sottoprodotti come THM (trialometani); dosaggi troppo bassi lasciano la rete vulnerabile. La gestione corretta è quindi un equilibrio.

Valori di riferimento

  • Cloro libero residuo raccomandato: 0,2 mg/L al rubinetto (D.Lgs. 18/2023).
  • Cloro libero in centrale: 0,5-1,0 mg/L per garantire residuo a fine rete.
  • Soglia organolettica del cloro: ~0,3 mg/L (alcuni utenti lo percepiscono già a 0,2).
  • THM totali: limite di 100 µg/L (Allegato I Parte B D.Lgs. 18/2023).
  • Cloriti (da biossido di cloro): limite 0,7 mg/L.

Cloro libero, combinato e totale

FormaCosa misuraFunzione
Cloro liberoHOCl + OCl⁻Disinfezione attiva
Cloro combinatoCloramine (con NH₃)Disinfezione lenta, basso odore
Cloro totaleLibero + combinatoSommatoria, non discriminante

La misura corretta in campo si fa con il metodo DPD (N,N-dietil-p-fenilendiammina) tramite fotometro o pasticche colorimetriche. Lo strumento deve discriminare libero e totale, perché solo il libero ha potere disinfettante immediato.

Quando il cloro è troppo

THM e sottoprodotti della disinfezione

Il cloro reagisce con la sostanza organica naturale (acidi umici, acidi fulvici) generando trialometani: cloroformio, bromoformio, dibromoclorometano. Sono parametri normati a 100 µg/L (somma) e potenzialmente cancerogeni a esposizioni croniche elevate. Una buona gestione richiede pre-trattamento con carbone attivo a monte della clorazione.

Come ridurlo a casa

Per chi percepisce odore di cloro, le soluzioni domestiche sono semplici: caraffa filtrante (cartuccia ogni 4 settimane), filtro Carbon Block sottolavello (12.000 L o 6 mesi), filtro POE all'ingresso casa. Il carbone attivo abbatte il 95-99% del cloro libero anche in pochi secondi di contatto. In alternativa, lasciare riposare l'acqua in una caraffa aperta per 30-60 minuti riduce naturalmente il cloro per evaporazione.

Quando il cloro è troppo poco

Cloro libero < 0,1 mg/L al rubinetto in zone periferiche di rete o in tratti di distribuzione lunghi può indicare consumo eccessivo da contaminazioni o biofilm. In questi casi è opportuno avvisare il gestore acquedottistico e fare un'analisi microbiologica accreditata per E. coli, coliformi totali e carica batterica.

In sintesi

  • 0,2 mg/L è il valore raccomandato di cloro libero residuo al rubinetto.
  • Il libero è quello attivo, il combinato (clorammine) è meno efficace ma più stabile.
  • Cloro alto reagisce con organico generando THM, normati a 100 µg/L.
  • Carbone attivo elimina cloro al 95-99% anche in pochi secondi.
  • Cloro < 0,1 mg/L può segnalare contaminazioni: utile analisi microbiologica.

Analisi cloro residuo + THM

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