Blog · PFAS e contaminanti emergenti
Nel Ponente savonese tre Comuni hanno vietato l'uso potabile dell'acqua per i PFAS. Cosa sappiamo, quali sono i limiti di legge e cosa può fare chi vive o lavora nella zona.
Nel Ponente savonese l'acqua del rubinetto è diventata, in poche settimane, una questione quotidiana. A Borgio Verezzi il divieto di uso potabile è in vigore da fine settembre 2026; a metà ottobre si sono aggiunte Pietra Ligure e alcune zone di Villanova d'Albenga.
In questo articolo mettiamo in fila i fatti resi pubblici da Comuni e gestori, spieghiamo cosa significano i limiti superati e cosa può fare, in concreto, una famiglia o un'attività della zona. Le informazioni sono aggiornate al 15 ottobre 2026: per le decisioni vale sempre l'ultima comunicazione ufficiale del tuo Comune.
Secondo quanto comunicato dall'amministrazione e riportato dalla stampa locale, a fine settembre il gestore ha ricevuto esiti anomali per due parametri: la somma di PFAS e la somma dei 4 PFAS prioritari. Il Comune ha quindi firmato un'ordinanza che vieta l'uso dell'acqua dell'acquedotto per bere e per preparare cibi, lasciando consentiti gli usi igienici.
A fine settembre sono stati programmati nuovi prelievi presso un laboratorio terzo, per confermare i valori e capire quali punti della rete fossero coinvolti. Il 13 ottobre il sindaco ha comunicato che gli esiti definitivi confermano il dato preliminare: i valori restano fuori norma e l'ordinanza resta valida.
Il problema è stato ricondotto a uno dei pozzi che alimentano la rete comunale. Nel frattempo la popolazione viene rifornita con autobotti, mentre è allo studio un sistema di filtrazione da installare sulla fonte interessata.
A Pietra Ligure il gestore ha segnalato al Comune il superamento dei limiti PFAS ai sensi del D.Lgs. 18/2023. Il sindaco ha firmato un'ordinanza di non potabilità che riguarda tutto il territorio comunale. Sono stati attivati tre punti di distribuzione con autobotti, aperti 24 ore su 24, e una campagna aggiuntiva di campionamenti.
A Villanova d'Albenga l'ordinanza riguarda invece tre aree: parte del capoluogo e le frazioni di Coasco e Borgoverde. Il campione che ha fatto scattare il provvedimento è stato prelevato da ARPAL a metà settembre; il gestore ha indicato come origine un singolo pozzo. Ne parliamo in dettaglio nella guida su cosa fare durante un'ordinanza di non potabilità.
Non tutta la zona è coinvolta: il Comune di Finale Ligure, per esempio, ha comunicato che i campioni analizzati sulla propria rete non presentano irregolarità. È un dettaglio importante, perché i PFAS dipendono dalla singola fonte di approvvigionamento, non dal territorio in generale.
I PFAS sono sostanze per- e polifluoroalchiliche: composti molto stabili, usati per decenni in prodotti antimacchia, antiaderenti e schiume antincendio. Proprio perché non si degradano, possono arrivare alle falde e restarci a lungo.
Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva europea 2020/2184, ha introdotto limiti specifici per l’acqua destinata al consumo umano:
| Comune | Area del divieto | Stato al 15 ottobre 2026 |
|---|---|---|
| Borgio Verezzi | Rete comunale | Superamento confermato, ordinanza in vigore |
| Pietra Ligure | Tutto il territorio | Ordinanza in vigore, campionamenti in corso |
| Villanova d'Albenga | Parte del capoluogo, Coasco, Borgoverde | Ordinanza in vigore, piano correttivo richiesto |
Tutte le ordinanze lo ripetono, ed è il punto su cui si sbaglia più spesso: l'ebollizione non elimina i PFAS. La bollitura uccide i batteri, ma non distrugge molecole chimiche così stabili. Anzi, facendo evaporare parte dell'acqua, può *aumentarne* la concentrazione.
Per bere e cucinare, finché l'ordinanza è in vigore, si usano l'acqua distribuita dalle autobotti o l'acqua confezionata. L'acqua del rubinetto resta utilizzabile per lavarsi, per le pulizie e per lo scarico del WC, salvo diverse indicazioni delle autorità.
Quando i valori rientrano, il Comune revoca l'ordinanza sulla base dei controlli del gestore e dell'ASL. Questi controlli riguardano la rete pubblica: è normale che chi ha un neonato in casa, chi gestisce un B&B o chi ha installato un filtro voglia un dato sul proprio punto d'uso.
Un'analisi PFAS a 20 composti misura sull'acqua del tuo rubinetto i 4 PFAS prioritari del limite di 0,02 µg/L e altri 16 composti. La somma riportata è calcolata sui 20 PFAS del pannello, non sulle 30 sostanze della norma: è un controllo mirato, non una verifica completa di conformità. Il kit è di autoprelievo e il campione viene analizzato in un laboratorio qualificato con metodi validati conformi a norme tecniche. Per chi vuole un controllo ripetuto nel tempo c'è il programma Sentinella PFAS.
Due avvertenze oneste. Primo: durante l'ordinanza vale l'ordinanza, anche se un'analisi privata desse un esito diverso. Secondo: se in casa hai un filtro a carbone attivo o un impianto a osmosi, la sua efficacia sui PFAS dipende da modello e manutenzione; puoi verificarla con un'analisi dell'acqua del rubinetto a valle del filtro.
Per un quadro sulla fonte e sul gestore del capoluogo trovi la scheda l'acqua del Comune di Savona; per le opzioni di analisi in zona, la pagina analisi acqua in provincia di Savona.
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