Blog · Potabilità domestica
Alla riapertura della seconda casa l'acqua è rimasta ferma per mesi. Vediamo passo per passo come bonificare l'impianto e quando vale la pena un'analisi.
Riaprire la casa al mare, in montagna o in campagna dopo un lungo periodo di chiusura è una piccola gioia. Ma c'è un dettaglio che spesso si trascura: l'acqua è rimasta ferma nelle tubature, nel boiler e magari in un serbatoio per settimane o mesi. Quando l'acqua ristagna, perde il cloro che la protegge e crea condizioni in cui i batteri possono moltiplicarsi più facilmente. Per questo, prima di tornare a bere e a fare la doccia come nulla fosse, vale la pena dedicare qualche minuto a riportare l'impianto in sicurezza.
Non serve allarmarsi: nella maggior parte dei casi bastano alcuni accorgimenti pratici, come far scorrere l'acqua e riscaldare bene il boiler. In alcune situazioni, però, un'analisi di laboratorio è la scelta più prudente, soprattutto quando in casa ci sono persone più fragili o l'impianto ha qualche anno. In questa guida vediamo cosa succede all'acqua ferma, i passaggi per bonificare l'impianto e quali controlli ha senso fare.
Negli acquedotti l'acqua arriva con una piccola quantità di disinfettante residuo che la protegge. Quando resta ferma per molto tempo nelle tubature di casa, questo cloro residuo si esaurisce e l'acqua diventa più vulnerabile alla crescita batterica. Anche un leggero deposito sulle pareti dei tubi (chiamato biofilm) può svilupparsi indisturbato.
Il punto più delicato è l'acqua calda. Lo scaldabagno spento o tenuto a temperatura bassa è l'ambiente ideale per la legionella, un batterio che vive nell'acqua e che diventa pericoloso quando viene inalato sotto forma di goccioline finissime, come quelle della doccia. Non si prende bevendo: il rischio è respirare l'aerosol di una doccia rimasta inattiva a lungo.
Per questo motivo la riapertura non è solo questione di gusto dell'acqua, ma anche di buona prevenzione. Trovi un approfondimento dedicato in legionella nella doccia di casa e rischio per i privati.
La bonifica di base è semplice e si fa da soli. L'idea è sostituire tutta l'acqua vecchia con acqua fresca e portare l'acqua calda a una temperatura che riduce i batteri. Trovi la procedura dettagliata nei passaggi qui sotto, ma il principio è far scorrere a lungo ogni rubinetto e far salire il boiler ad almeno 60 gradi.
Un'attenzione particolare va alle docce: l'aerosol è proprio la via con cui la legionella può raggiungere i polmoni. Conviene far scorrere prima l'acqua calda della doccia tenendosi a distanza, magari uscendo dal bagno e lasciando la finestra aperta, per evitare di respirare le prime goccioline. Pulire il soffione, dove si accumula calcare, completa l'operazione.
| Operazione | Come | Perché |
|---|---|---|
| Flussaggio acqua fredda | 5-10 min per rubinetto | Rinnova l'acqua ferma |
| Boiler a 60 °C | Alza il termostato | Riduce i batteri nell'acqua calda |
| Doccia calda a distanza | Scorri alcuni minuti | Evita di inalare l'aerosol iniziale |
| Pulizia rompigetto | Ammollo anticalcare | Rimuove depositi e residui |
Il flussaggio risolve la maggior parte dei casi, ma non dà la certezza che l'acqua sia microbiologicamente a posto. Un'analisi standard secondo il D.Lgs. 18/2023 verifica i batteri indicatori come Escherichia coli e i coliformi totali, che devono essere assenti perché l'acqua sia potabile.
Se in casa ci sono persone anziane, immunodepresse o bambini piccoli, e ci sono docce o vasche idromassaggio rimaste inattive a lungo, vale la pena aggiungere la ricerca specifica della legionella con un'analisi dedicata alla legionella. Per orientarti tra i profili puoi consultare il catalogo delle analisi.
L'analisi è particolarmente consigliata se la casa è alimentata da un pozzo privato anziché dall'acquedotto, perché in quel caso non c'è alcun disinfettante a monte. In quel caso può essere utile leggere anche la guida completa alle analisi dell'acqua di pozzo.
L'errore più frequente è bere subito l'acqua appena aperto il rubinetto, senza lasciarla scorrere. Quella prima acqua è proprio quella rimasta ferma più a lungo. Un altro errore è fare la doccia calda immediatamente, respirando l'aerosol di un boiler rimasto tiepido per mesi.
Anche tenere lo scaldabagno a temperatura bassa per risparmiare è controproducente in fase di riapertura: meglio una disinfezione termica iniziale a 60 gradi. Infine, dimenticare i punti d'acqua poco usati, come il rubinetto del giardino o un secondo bagno, lascia delle sacche di acqua ferma che possono ricontaminare la rete.
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