Blog · Legionella e strutture ricettive
Dopo una lunga chiusura l'acqua ristagna e la legionella può crescere. Vediamo la procedura passo passo per riaprire in sicurezza: flussaggi, disinfezione e analisi di verifica.
Ogni volta che un edificio resta chiuso a lungo, il suo impianto idrico cambia stato. L'acqua smette di scorrere, ristagna nelle tubazioni, nei boiler e nei serbatoi, e perde il disinfettante residuo. Nelle settimane di fermo, soprattutto se le temperature sono tiepide, la legionella trova le condizioni ideali per proliferare. Per questo la riapertura dopo una chiusura prolungata è uno dei momenti più delicati nella gestione del rischio.
Vale per molte situazioni: una struttura ricettiva stagionale, una seconda casa, una palestra dopo una pausa lunga, un ufficio rimasto vuoto, un'ala di edificio non utilizzata. La soluzione non è complicata, ma richiede metodo: una procedura ordinata di riavvio che riporti l'impianto in sicurezza prima di rimetterlo a disposizione delle persone.
Durante una lunga inattività l'acqua nelle tubazioni resta ferma. Il campionamento delle acque eseguito alla riapertura di impianti trascurati mostra spesso cariche batteriche elevate proprio per questo motivo: il ristagno favorisce la crescita di legionella e di altri microrganismi nel biofilm.
Il disinfettante residuo, dove presente, si consuma e non protegge più l'acqua. I tratti di tubo poco usati e i grandi accumuli sono i punti dove la situazione peggiora di più.
Più lunga è la chiusura e più tiepida è la temperatura ambientale, maggiore è il rischio. Una pausa di pochi giorni è gestibile con un semplice flussaggio; una di mesi richiede un approccio più completo, fino alla disinfezione e all'analisi di verifica.
La riapertura segue una sequenza logica: prima si allontana l'acqua vecchia con flussaggi completi, poi si ripristina la temperatura corretta, infine si verifica con un'analisi. In caso di chiusure molto lunghe o di impianti a rischio, tra il flussaggio e la verifica si inserisce una disinfezione.
I passi qui sotto descrivono la procedura tipica. Vanno adattati alla dimensione dell'impianto e inseriti nel piano per la sicurezza dell'acqua della struttura, che definisce responsabilità e frequenze. Per le strutture ricettive stagionali questa procedura si collega ai controlli prima dell'apertura.
Affidare l'analisi finale a un laboratorio accreditato è ciò che trasforma il riavvio in una gestione documentata e dimostrabile.
Il flussaggio è il cuore della riapertura: si fanno scorrere tutti i rubinetti e tutte le docce, partendo dai più vicini e arrivando ai più lontani, finché l'acqua non è completamente ricambiata. Durante i flussaggi delle docce conviene ridurre la formazione di aerosol, ad esempio togliendo o avvolgendo il soffione, e arieggiare l'ambiente.
Subito dopo si ripristina la temperatura: l'acqua calda sanitaria va riportata sopra la soglia di sicurezza e l'acqua fredda mantenuta fresca. Sul tema c'è la pagina sulla temperatura dell'acqua calda nella prevenzione legionella.
La tabella indica un orientamento in base alla durata della chiusura, da calibrare sulla valutazione del rischio della singola struttura.
| Durata chiusura | Azione minima | Verifica consigliata |
|---|---|---|
| Pochi giorni | Flussaggio completo | Non sempre necessaria |
| Alcune settimane | Flussaggio e temperatura | Valutare analisi |
| Mesi | Flussaggio e disinfezione | Analisi legionella |
Dopo flussaggi ed eventuale disinfezione, l'analisi della legionella su campione conferma che l'impianto è tornato sicuro. È il passaggio che dà certezza: senza analisi, si è fatta solo prevenzione presunta.
Il prelievo va eseguito secondo le regole tecniche e analizzato in laboratorio accreditato con metodo UNI EN ISO 11731. Conservare il referto documenta la corretta gestione della riapertura davanti a ospiti, dipendenti e organi di controllo.
Per scegliere il controllo più adatto alla propria situazione è utile il catalogo delle analisi. In presenza di persone fragili la verifica analitica è particolarmente raccomandata.
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