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Cani e gatti possono bere l'acqua del rubinetto? Vediamo quando va benissimo così com'è, quando un filtro aiuta e quando l'acqua di pozzo va analizzata.
Chi ha un cane o un gatto vuole il meglio anche per la sua ciotola dell'acqua. È normale chiedersi se l'acqua del rubinetto vada bene oppure se sia meglio filtrarla o usare quella in bottiglia. La risposta, nella maggior parte dei casi, è rassicurante: se l'acqua è potabile e arriva da un acquedotto controllato, è adatta anche agli animali domestici.
Detto questo, ci sono situazioni in cui un piccolo accorgimento aiuta, e altre in cui un'analisi è davvero consigliata, in particolare quando l'acqua proviene da un pozzo privato. Vediamo con calma quando l'acqua del rubinetto va benissimo così com'è, quando un filtro ha senso e quando conviene controllarla in laboratorio.
L'acqua che è potabile per noi è sicura anche per cani e gatti. I valori del D.Lgs. 18/2023, che regola l'acqua destinata al consumo umano, garantiscono un'acqua adatta anche agli animali, che spesso sono perfino meno sensibili di noi a piccole variazioni di gusto.
Il cloro residuo che a volte si sente è la traccia del disinfettante che protegge l'acqua lungo la rete: è in quantità minime e non rappresenta un problema. Anche l'acqua più dura, ricca di calcio e magnesio, non è dannosa per la maggior parte degli animali sani. Se vuoi capire meglio il tema, è utile la pagina su se l'acqua del rubinetto si può bere in Italia.
In sintesi: per la stragrande maggioranza delle case servite dall'acquedotto, riempire la ciotola dal rubinetto è una scelta sicura e pratica.
Alcuni animali sono schizzinosi e bevono meno se l'acqua sa di cloro. In questi casi non serve un grande impianto: basta lasciar decantare l'acqua in una brocca aperta per qualche ora, così il cloro si disperde da solo, oppure usare una semplice caraffa filtrante per migliorare il gusto. L'obiettivo è soprattutto invogliare l'animale a bere a sufficienza.
Per i gatti, in particolare, l'idratazione è importante per la salute delle vie urinarie, quindi qualsiasi cosa li spinga a bere di più è benvenuta, comprese le fontanelle ad acqua corrente. Su questi temi può essere utile la pagina su come funziona davvero una caraffa filtrante.
Se in casa l'acqua è molto dura e si vuole comunque un addolcitore, va ricordato che l'acqua addolcita contiene più sodio: per un animale in salute non è un problema, ma in caso di patologie renali o cardiache è bene sentire il veterinario.
| Situazione | Cosa fare | Serve analisi? |
|---|---|---|
| Acquedotto, animale sano | Acqua dal rubinetto | No |
| Animale che rifiuta il cloro | Decantare o caraffa | No |
| Acqua di pozzo | Analizzare prima | Sì |
| Animale con patologie | Sentire il veterinario | Eventualmente |
La situazione cambia se l'acqua arriva da un pozzo privato, perché lì non c'è alcun controllo a monte. Prima di darla agli animali (così come prima di berla) conviene un'analisi. Il parametro più importante sono i nitrati, che in zone agricole possono superare i 50 mg/L e sono un rischio reale, soprattutto per i cuccioli.
Vanno verificati anche i parametri microbiologici: Escherichia coli e coliformi devono essere assenti. Un'analisi standard secondo il D.Lgs. 18/2023 copre nitrati e microbiologia, mentre per un primo controllo mirato del rubinetto di casa c'è anche l'analisi rubinetto starter.
Se l'acqua viene da un pozzo, vale la pena leggere la guida completa alle analisi dell'acqua di pozzo, valida sia per gli umani sia per gli animali di casa.
Un aspetto sottovalutato è la pulizia della ciotola. Un recipiente lasciato giorni con la stessa acqua sviluppa una patina viscida (biofilm) sulle pareti, che è una fonte di batteri ben più rilevante della qualità dell'acqua di partenza. Cambiare l'acqua ogni giorno e lavare la ciotola con regolarità è la cosa più semplice ed efficace.
In sintesi: se l'acqua è potabile, va bene per i tuoi animali; un filtro è facoltativo e serve più al gusto che alla sicurezza; l'acqua di pozzo va analizzata; e una ciotola pulita conta spesso più di tutto il resto.
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