Abstract
Nell'industria alimentare l'acqua è simultaneamente ingrediente, mezzo di lavaggio, fluido di processo e veicolo di sanificazione. La sua qualità impatta direttamente la sicurezza del prodotto finito, il rispetto dei disciplinari di certificazione (BRC, IFS, SQF) e la gestione dei rischi emergenti (PFAS, microplastiche, interferenti endocrini). Il framework HACCP, codificato nel Reg. (CE) 852/2004 [1], rimane il riferimento obbligatorio europeo, ma è sempre più integrato e specificato dagli standard volontari riconosciuti GFSI[2]. Questo white paper analizza il ruolo dell'acqua nei processi alimentari, sintetizza i requisiti convergenti dei principali standard internazionali, individua i nuovi parametri di rischio e propone strategie di testing operative per le aziende food. La conclusione: l'analisi dell'acqua non è più un adempimento periodico ma un asset di filiera che entra nella valutazione del rischio commerciale e nella reputazione di marca.
1. HACCP framework e Reg. (CE) 852/2004
Il sistema Hazard Analysis and Critical Control Points (HACCP) nasce negli anni Sessanta nel programma spaziale NASA come metodo di prevenzione sistematica dei rischi alimentari, ed è oggi codificato nel diritto UE attraverso il Reg. (CE) 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari [1]. I sette principi fondamentali — analisi dei pericoli, identificazione dei CCP, definizione dei limiti critici, monitoraggio, azioni correttive, verifica, documentazione — si applicano integralmente alla qualità dell'acqua utilizzata in produzione.
Il Reg. (CE) 852/2004 prevede l'obbligo di utilizzare acqua potabile (o acqua pulita per usi specifici) nei processi a contatto diretto o indiretto con il prodotto, con riferimento alla Direttiva (UE) 2020/2184 recepita in Italia dal D.Lgs 18/2023 [3]. Le ASL territoriali verificano la sussistenza di un piano di autocontrollo che includa il monitoraggio sistematico dell'acqua di processo.
2. L'acqua come ingrediente
La distinzione tra acqua come ingrediente e acqua come ausiliario di processo è centrale nella valutazione del rischio. Nelle bevande, nel pane, nei sughi, nei prodotti zootecnici trasformati, l'acqua è ingrediente diretto: qualunque contaminante (chimico, microbiologico, fisico) presente entra nella matrice finale e va valutato secondo i limiti delle acque destinate al consumo umano. Nelle operazioni di lavaggio, nei trattamenti termici a contatto, l'acqua è ausiliario ma rimane in contatto con il prodotto e quindi contribuisce alla qualità finale[4]. Nell'industria del latte, l'acqua di sanificazione delle tubazioni rappresenta un punto critico riconosciuto in letteratura [5].
3. Standard BRC, IFS, SQF
Gli standard volontari riconosciuti dalla Global Food Safety Initiative (GFSI) — BRC Global Standard for Food Safety, IFS Food, SQF — sono adottati in modo crescente come requisito di filiera dalla GDO internazionale [2,6]. Tutti tre gli standard convergono nel richiedere:
- valutazione del rischio dell'acqua nelle proprie matrici operative;
- piano di campionamento documentato con frequenze risk-based;
- uso di laboratori accreditati ISO/IEC 17025 per i parametri critici;
- gestione documentale tracciabile e disponibile in audit;
- sorveglianza sui contaminanti emergenti rilevanti per la categoria di prodotto.
BRC versione 9 (2022) ha introdotto requisiti più stringenti sulla validation dell'acqua riciclata e sulla gestione delle torri evaporative [7]. IFS Food versione 8 (2023) ha specificato i requisiti per il monitoraggio dei contaminanti emergenti, in particolare PFAS, microplastiche e residui di disinfezione [8].
4. Nuovi parametri di rischio
4.1 PFAS
Il D.Lgs 18/2023 ha introdotto i parametri ΣPFAS-20 (100 ng/L) e PFAS-totali (500 ng/L) per le acque destinate al consumo umano [3]. Per le filiere food premium destinate all'export USA, è raccomandabile l'applicazione della soglia US EPA di 4 ng/L per PFOA e PFOS, ben al di sotto dei valori europei[9].
4.2 Microplastiche
La presenza di microplastiche nelle acque destinate al consumo umano è oggetto di studio sistematico WHO [10]. Pur non esistendo ancora limiti normativi cogenti, i principali standard food alzano l'asticella sulla sorveglianza volontaria. Metodi di riferimento in via di standardizzazione: spettroscopia μ-FTIR e μ-Raman [11].
4.3 BPA e interferenti endocrini
Il bisfenolo A (BPA) è stato classificato come SVHC (Sostanza estremamente problematica) ai sensi del REACH e progressivamente vietato in numerosi materiali a contatto con alimenti [12]. La sorveglianza dell'acqua di processo in impianti con tubazioni storiche è raccomandata.
4.4 Sottoprodotti di disinfezione
La clorazione genera sottoprodotti come trihalometani (THM) e acidi aloacetici (HAA), regolamentati dal D.Lgs 18/2023. Aziende con clorazione interna devono monitorarli sistematicamente [13].
5. Casi applicativi
Esempi tipici di applicazione del piano analitico nelle diverse filiere:
- Caseifici: parametri microbiologici (E. coli, coliformi, conta psicrofila), durezza, ferro/manganese (impatto sui processi termici), Legionella nelle linee CIP a caldo;
- Conservifici e trasformati vegetali: PFAS estesi, residui di fitofarmaci, microbiologico, durezza, conducibilità;
- Bevande: PFAS, sottoprodotti di disinfezione, profilo organolettico, microbiologico, parametri minerali per l'equilibrio gustativo;
- Industria carne: clorati, perclorati (raccomandazione UE 2015/682), PFAS, microbiologico esteso comprendente Listeria spp. [14];
- Pasta e prodotti da forno: durezza, parametri minerali, residui di disinfezione.
6. Strategie di testing
- Mappatura dei punti critici: distinguere acqua di adduzione, acqua di accumulo, acqua di processo per linea, acqua di lavaggio, acqua di sanificazione CIP.
- Frequenze risk-based: parametri microbiologici mensili o bimestrali, chimici di base trimestrali, contaminanti emergenti (PFAS) annuali o semestrali secondo zona geografica e risultati storici.
- Pacchetti analitici per filiera: definire un set standard ottimizzato per la propria categoria e disciplinare di certificazione.
- Doppio livello di validazione: parametri di routine in laboratorio di prossimità, parametri critici (PFAS, metalli pesanti, residui) in laboratorio accreditato ISO 17025.
- Documentazione audit-ready: report con riferimenti normativi, metodi accreditati, cronologie storiche, accessibili in formato digitale durante audit BRC/IFS/SQF.
- Controllo dei laboratori: verifica periodica dell'accreditamento Accredia (per l'Italia), ring test interlaboratorio, partecipazione a circuiti di proficiency testing.
Suggested citation
@techreport{123Acqua2026FoodWater,
title = {L'acqua nei processi alimentari: HACCP, audit BRC/IFS e nuovi rischi},
author = {Donati, Elisa V.},
institution = {123Acqua},
year = {2026},
type = {White Paper},
url = {https://123acqua.com/white-paper/acqua-processi-alimentari-haccp-bricks}
}Riferimenti
- Regolamento (CE) n. 852/2004 del 29 aprile 2004 sull'igiene dei prodotti alimentari.
- GFSI - Global Food Safety Initiative (2024). Benchmarking Requirements v2024.
- D.Lgs 23 febbraio 2023, n. 18. Attuazione della direttiva (UE) 2020/2184.
- EFSA Panel on Biological Hazards (2014). Scientific Opinion on the public health risks related to the maintenance of the cold chain during storage and transport of meat. EFSA Journal 12(4):3601.
- Wirtanen G., Salo S. (2003). Disinfection in food processing - efficacy testing of disinfectants. Reviews in Environmental Science and Bio/Technology 2, 293-306.
- Codex Alimentarius (2020). General Principles of Food Hygiene. CXC 1-1969 Rev. 2020.
- BRCGS Food Safety Standard, Issue 9 (2022). British Retail Consortium.
- IFS Food, Version 8 (2023). International Featured Standards.
- US EPA (2024). PFAS National Primary Drinking Water Regulation. 89 FR 32532.
- WHO (2019). Microplastics in drinking-water. World Health Organization.
- Koelmans A.A. et al. (2019). Microplastics in freshwaters and drinking water: critical review and assessment of data quality. Water Research 155, 410-422.
- ECHA (2023). Bisphenol A - Substance information. European Chemicals Agency.
- Richardson S.D., Plewa M.J. (2020). To regulate or not to regulate? What to do with more toxic disinfection by-products? Journal of Environmental Chemical Engineering 8, 103939.
- Raccomandazione (UE) 2015/682 della Commissione del 29 aprile 2015 sul monitoraggio della presenza di clorato negli alimenti.
- FDA (2022). Food Safety Modernization Act (FSMA). U.S. Food and Drug Administration.
- EFSA (2018). The 2016 European Union report on pesticide residues in food. EFSA Journal 16(7):5348.
- SQF Food Safety Code, Edition 9 (2021). Safe Quality Food Institute.
- ISO/IEC 17025:2017. General requirements for the competence of testing and calibration laboratories.
- FoodDrinkEurope (2023). Guidelines on water in the food and drink industry.
- EUROFINS (2023). PFAS in food and food contact materials: state of the art and regulatory framework.