Microfiltrazione (MF)
Filtrazione meccanica su membrana o cartuccia con pori da circa 0,1 a 10 µm: trattiene le particelle più grandi dei pori (sedimenti, torbidità, alghe, cisti di protozoi e, con i pori più fini, buona parte dei batteri) e lascia passare tutto ciò che è disciolto.
Cosa rimuove
- Sabbia, ruggine e sedimenti
- Torbidità e particelle in sospensione
- Alghe
- Cisti di Giardia e oocisti di Cryptosporidium, con pori di 1 µm o meno
- Parte dei batteri, con membrane da 0,1-0,2 µm
Cosa NON rimuove
- Virus
- Sali disciolti e durezza
- Nitrati, arsenico e metalli disciolti
- Pesticidi, solventi e PFAS
- Cloro e sapori
Costo (CAPEX)
Va da un portafiltro con cartuccia sotto lavello o all’ingresso di casa a impianti a membrana con lavaggio automatico per acquedotti e industria. Il costo dipende soprattutto dalla portata e dal grado di filtrazione richiesto.
Costo gestione (OPEX)
Sostituzione periodica delle cartucce, che dipende dalla torbidità dell’acqua; per le membrane industriali, controlavaggi, lavaggi chimici e sostituzione a fine vita.
Spazio richiesto
Un portafiltro domestico occupa poco spazio sotto il lavello o sulla tubazione di ingresso; gli impianti a membrana per grandi portate richiedono un locale tecnico.
In breve
La microfiltrazione è un setaccio: trattiene ciò che è più grande dei suoi pori e non fa nulla su ciò che è disciolto. È utile per togliere sabbia, ruggine e torbidità e come protezione a monte di altri trattamenti; con pori fini trattiene anche le cisti di protozoi. Da sola non rende potabile un’acqua contaminata da batteri, virus o sostanze chimiche.
Come funziona
Le cartucce domestiche, in polipropilene avvolto o soffiato, hanno un grado di filtrazione nominale tipico da 50 fino a 1 µm e lavorano “a fondo cieco”: lo sporco si accumula nella cartuccia, la perdita di carico cresce e la cartuccia va sostituita.
Le membrane di microfiltrazione degli impianti più grandi, a fibre cave o piane, in materiali come PVDF o ceramica, hanno pori tra circa 0,1 e 0,4 µm e vengono pulite con controlavaggi periodici. Negli acquedotti si usano dopo la coagulazione o come stadio prima di ultrafiltrazione e osmosi inversa.
Conviene distinguere grado nominale e assoluto: un filtro “nominale 5 µm” trattiene la maggior parte delle particelle di quella dimensione, non tutte. Per trattenere in modo affidabile le cisti servono dispositivi con prova di prestazione specifica.
Quale grado di filtrazione scegliere
La scelta dipende dallo scopo:
- 50-100 µm: filtro di protezione all’ingresso dell’impianto, per sabbia e scaglie che danneggiano valvole, contatori ed elettrodomestici.
- 5-20 µm: prefiltrazione prima di carbone attivo, osmosi inversa o lampade UV, che lavorano male con acqua torbida.
- 1 µm o meno, con prova di prestazione: riduzione delle cisti di Giardia (circa 8-14 µm) e Cryptosporidium (circa 4-6 µm).
- 0,1-0,2 µm: membrane che trattengono anche buona parte dei batteri, usate in ambito industriale e come pretrattamento.
Manutenzione
Una cartuccia va cambiata quando la portata cala o secondo le indicazioni del produttore, e comunque dopo periodi di inutilizzo: una cartuccia umida e vecchia può diventare un punto di crescita batterica. In acque di pozzo con ferro e manganese elevati le cartucce si intasano in fretta; in quel caso serve prima un trattamento di ossidazione e filtrazione dedicato.
Quando ha senso e quando no
Ha senso quasi sempre come protezione meccanica e come pretrattamento di altri sistemi, e da sola per acque di pozzo torbide o con sabbia. Non ha senso come unica difesa se l’analisi mostra batteri fecali, virus o contaminanti chimici: in quei casi servono disinfezione o trattamenti specifici.
Cosa analizzare
Prima di scegliere: torbidità, ferro, manganese e, per acque di pozzo, la microbiologia di base. Dopo l’installazione: torbidità a monte e a valle del filtro, per verificare che si riduca, e una verifica microbiologica se il filtro è seguito da un sistema di disinfezione.
Riferimenti normativi
Le apparecchiature di trattamento dell’acqua potabile installate negli edifici devono rispettare il D.M. 25/2012, che prevede tra l’altro informazioni all’utente, istruzioni di manutenzione e materiali idonei al contatto con l’acqua. Per i filtri meccanici la norma tecnica di riferimento è la UNI EN 13443, per i dispositivi a membrana la UNI EN 14652.
Specifiche tecniche
| Parametro | Range tipico | Unità |
|---|---|---|
| Pori delle membrane MF | 0,1–0,4 | µm |
| Grado nominale cartucce domestiche | 1–50 | µm |
| Dimensione cisti di Giardia | 8–14 | µm |
| Dimensione oocisti di Cryptosporidium | 4–6 | µm |
Domande correlate
Approfondimenti correlati
Confronta con
Ultrafiltrazione (UF)
Filtrazione su membrana a fibre cave o spirale con cutoff molecolare 1.000–500.000 Da (0,001–0,1 µm) che trattiene macromolecole, colloidi, batteri e virus ma lascia passare sali e molecole piccole.
Tecnologie a membranaOsmosi inversa (RO)
Separazione molecolare attraverso membrana semipermeabile in poliammide a film sottile (TFC) sotto pressione superiore alla pressione osmotica.
FiltrazioneCarbone attivo granulare (GAC)
Adsorbimento fisico-chimico su superficie microporosa di carbone attivato (superficie specifica 800–1.500 m²/g) di sostanze organiche, cloro e composti aromatici.
Ultimo aggiornamento: 2026-10-20. Redazione tecnica 123Acqua — laboratorio di analisi delle acque.