Recoaro
Recoaro sgorga a Recoaro Terme (VI) nelle Piccole Dolomiti: oligominerale (residuo fisso 198 mg/L), bicarbonato-calcica, storico marchio veneto oggi nel gruppo Coca-Cola HBC Italia.
Residuo fisso a 180 °C
198 mg/L
Classificazione: Oligominerale (D.Lgs. 176/2011)
- pH alla sorgente
- 7.4
- Durezza totale
- 14 °fH
- Sodio
- 2.5 mg/L
- Gas
- Naturale (non gassata)
Caratteristiche idrochimiche
Recoaro è un'acqua minerale naturale italiana imbottigliata alla sorgente nel comune di Recoaro Terme (provincia di Vicenza, Veneto). L'analisi chimica di riferimento riportata in etichetta colloca questo prodotto nella categoria delle acque oligominerale, sulla base del valore di residuo fisso a 180 °C pari a circa 198 mg/L. Il residuo fisso esprime la quantità di sali minerali disciolti che restano dopo l'evaporazione dell'acqua a 180 °C ed è il parametro principale che il D.Lgs. 176/2011 utilizza per classificare le acque minerali in commercio.
Il pH alla sorgente è pari a 7.4, valore che descrive la reazione acida o basica dell'acqua: un pH inferiore a 7 indica una leggera acidità, un pH superiore a 7 indica un'acqua tendenzialmente basica. La durezza totale, espressa in gradi francesi, è di circa 14 °fH ed è determinata dalla somma dei sali di calcio e magnesio. Il contenuto di sodio dichiarato in etichetta è di circa 2.5 mg/L, dato rilevante per chi segue diete iposodiche su indicazione medica.
Il gas presente alla messa in commercio è classificato come naturale (non gassata). Quando il gas è naturalmente disciolto alla sorgente in misura tale da rendere l'acqua effervescente, l'etichetta riporta la dicitura "effervescente naturale"; quando viene aggiunta CO₂ alimentare durante l'imbottigliamento, l'etichetta riporta "addizionata di anidride carbonica". È un dettaglio normativo importante e va sempre verificato.
Origine e geologia della sorgente
La sorgente di Recoaro si trova nel comune di Recoaro Terme, in provincia di Vicenza, Veneto. Le sorgenti di Recoaro emergono nella conca delle Piccole Dolomiti, in provincia di Vicenza, nel comprensorio termale di Recoaro Terme. La storia della località come destinazione di cura risale al Settecento, quando il conte Lelio Piovene scoprì la sorgente che porta il suo nome; lo sfruttamento commerciale dell'acqua minerale data dal secolo successivo e ha reso Recoaro uno dei marchi storici veneti più riconoscibili nel segmento delle oligominerali leggere.
Il bacino di alimentazione è costituito da formazioni dolomitiche e calcaree mesozoiche delle Piccole Dolomiti, con intercalazioni di strati marnosi. Il percorso filtrante attraverso questi strati conferisce all'acqua un profilo bicarbonato-calcico moderato, con un contenuto di sodio molto basso grazie alla natura prevalentemente carbonatica delle rocce attraversate.
L'inquadramento geologico è fondamentale per comprendere la composizione di un'acqua minerale: la mineralizzazione deriva infatti dal lento percorso dell'acqua attraverso strati rocciosi che cedono ioni in soluzione. Tempo di residenza, profondità del percorso e mineralogia delle rocce attraversate determinano il profilo chimico finale del prodotto imbottigliato.
Come leggere correttamente l'etichetta
L'etichetta di un'acqua minerale naturale è disciplinata in modo puntuale dal D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176, dall'Allegato II al medesimo decreto e dal Decreto del Ministero della Salute 10 febbraio 2015. In particolare, l'etichetta deve obbligatoriamente riportare denominazione di vendita, indicazione della sorgente, comune di emergenza, classificazione, composizione analitica con data dell'analisi, eventuali trattamenti consentiti e termine minimo di conservazione.
Sulla bottiglia di Recoaro il consumatore può quindi verificare in autonomia: il residuo fisso a 180 °C (in questo caso 198 mg/L), il pH alla sorgente (7.4), la durezza totale (14 °fH equivalenti), il contenuto di calcio, magnesio, sodio, potassio, bicarbonati, solfati, cloruri e nitrati. La tabella analitica deve indicare anche la data del prelievo e il laboratorio che ha eseguito l'analisi.
- Denominazione legale (acqua minerale naturale, oligominerale, ecc.)
- Nome commerciale e logo della sorgente
- Comune e provincia di emergenza
- Risultati delle analisi chimico-fisiche con data e laboratorio
- Trattamenti subiti (decantazione, filtrazione, eliminazione di ferro, manganese, zolfo o arsenico, aggiunta di CO₂)
- Termine minimo di conservazione e numero di lotto
Confronto con altre acque minerali
Nel segmento delle oligominerali venete e prealpine si confronta direttamente con Vera, anch'essa di area pedemontana padovano-vicentina, e con Norda in ambito lombardo. Rispetto a Vera presenta un residuo fisso leggermente superiore e una più antica tradizione termale; rispetto alle minimamente mineralizzate alpine come Sant'Anna o Plose, ha una mineralizzazione un poco più strutturata che si riflette in un sapore meno neutro.
Per orientarsi tra centinaia di marchi in commercio è utile ricordare che il D.Lgs. 176/2011 individua quattro classi in base al residuo fisso: minimamente mineralizzate (≤ 50 mg/L), oligominerali (≤ 500 mg/L), mediominerali (tra 500 e 1.500 mg/L) e ricche di sali minerali (> 1.500 mg/L). Recoaro, con i suoi 198 mg/L, si colloca quindi nel gruppo delle acque oligominerale.
A chi è indicata e indicazioni d'uso
Il contenuto di sodio inferiore ai 20 mg/L consente la dicitura "indicata per le diete povere di sodio". Il residuo fisso contenuto e il pH neutro la rendono un'acqua versatile per il consumo quotidiano, indicata sia a tavola sia fuori pasto. La leggerezza del profilo analitico la propone come opzione di consumo continuativo per l'intera famiglia, sempre nel rispetto delle indicazioni del medico curante per chi segue regimi alimentari specifici.
Le diciture salutistiche ammissibili in etichetta sono tassativamente elencate dal D.M. 10 febbraio 2015 e includono ad esempio "indicata per le diete povere di sodio" (per acque con sodio ≤ 20 mg/L), "può favorire la digestione", "può avere effetti diuretici", "può favorire la diuresi", "può essere utilizzata per la preparazione degli alimenti dei lattanti". L'utilizzo di tali diciture è subordinato al rispetto di precisi requisiti analitici verificati dal Ministero della Salute.
In ogni caso, le indicazioni nutrizionali presenti in etichetta non costituiscono prescrizione medica: persone con patologie renali, cardiache, ipertensione o gravidanza dovrebbero confrontarsi con il proprio medico curante prima di selezionare un'acqua minerale di consumo abituale.
Cornice normativa: il D.Lgs. 176/2011
Il D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176 ha recepito in Italia la direttiva 2009/54/CE e disciplina in modo organico la commercializzazione delle acque minerali naturali. Il decreto definisce le acque minerali come acque batteriologicamente pure aventi origine da una falda o giacimento sotterraneo, provenienti da una o più sorgenti naturali o perforate, distinguendole nettamente sia dalle acque di sorgente sia dalle acque destinate al consumo umano disciplinate dal D.Lgs. 18/2023.
Il riconoscimento ufficiale di un'acqua come minerale naturale richiede un decreto del Ministero della Salute, basato su una caratterizzazione idrogeologica, fisico-chimica e microbiologica della sorgente. Solo dopo il riconoscimento, la Regione competente rilascia la concessione di sfruttamento e autorizza l'imbottigliamento allo stabilimento di confezionamento, situato per legge in prossimità della sorgente.
Sono ammessi soltanto trattamenti tassativi: separazione di elementi instabili come ferro, manganese, zolfo e arsenico, eliminazione di anidride carbonica libera, aggiunta o reintegrazione di anidride carbonica. Sono invece vietati trattamenti di disinfezione e qualsiasi modifica della composizione minerale dell'acqua originaria.
Sostenibilità e impatto ambientale
Il marchio Recoaro è oggi distribuito dal gruppo Coca-Cola HBC Italia, che ha rilevato lo storico polo vicentino dal precedente operatore Spumador. La gestione dello stabilimento di imbottigliamento alla sorgente è coordinata con la Regione Veneto e con il Comune di Recoaro Terme nell'ambito del Piano di tutela delle acque regionale. Il gruppo ha esteso al marchio i propri programmi di riduzione del peso delle bottiglie, introduzione di quote crescenti di rPET e ottimizzazione della logistica per ridurre le emissioni di CO₂ legate alla distribuzione.
Il dibattito sull'impatto ambientale delle acque minerali in bottiglia è ampio: il consumo di plastica monouso, le emissioni legate al trasporto e l'impronta idrica del processo produttivo sono i tre vettori principali. La normativa europea sui rifiuti da imballaggio (Direttiva UE 2018/852 e Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio) sta progressivamente alzando l'asticella su contenuto di plastica riciclata, riciclabilità e sistemi di vuoto a rendere.
Per chi vuole un quadro analitico equivalente sull'acqua del proprio rubinetto è possibile far eseguire un'analisi accreditata ISO/IEC 17025: i parametri chimici riportati sull'etichetta di un'acqua minerale (residuo fisso, durezza, sodio, nitrati, conducibilità) si calcolano e si confrontano con gli stessi metodi.
I valori riportati di residuo fisso, pH, durezza e contenuto di sodio sono tratti dalle etichette ufficiali pubblicate dai produttori e possono variare nel tempo per cause naturali legate al ciclo idrogeologico della sorgente. Il consumatore è invitato a verificare sempre i valori sull'etichetta del lotto in suo possesso, in conformità a quanto richiesto dal D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176 e dal Decreto del Ministero della Salute 10 febbraio 2015 sui criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali.
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-05-22. Dati di natura pubblica tratti dalle etichette ufficiali dei produttori; possono variare nel tempo per cause naturali. Riferimento normativo: D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176.