Plose
Plose sgorga a Bressanone (BZ) sul monte Plose a 1.870 m di quota: minimamente mineralizzata (residuo fisso 22 mg/L), pH 6,6, sodio 1,3 mg/L, una delle acque più leggere d'Europa.
Residuo fisso a 180 °C
22 mg/L
Classificazione: Minimamente mineralizzata (D.Lgs. 176/2011)
- pH alla sorgente
- 6.6
- Durezza totale
- 1.4 °fH
- Sodio
- 1.3 mg/L
- Gas
- Naturale (non gassata)
Caratteristiche idrochimiche
Plose è un'acqua minerale naturale italiana imbottigliata alla sorgente nel comune di Bressanone (provincia autonoma di Bolzano, Trentino-Alto Adige). L'analisi chimica di riferimento riportata in etichetta colloca questo prodotto nella categoria delle acque minimamente mineralizzata, sulla base del valore di residuo fisso a 180 °C pari a circa 22 mg/L. Il residuo fisso esprime la quantità di sali minerali disciolti che restano dopo l'evaporazione dell'acqua a 180 °C ed è il parametro principale che il D.Lgs. 176/2011 utilizza per classificare le acque minerali in commercio.
Il pH alla sorgente è pari a 6.6, valore che descrive la reazione acida o basica dell'acqua: un pH inferiore a 7 indica una leggera acidità, un pH superiore a 7 indica un'acqua tendenzialmente basica. La durezza totale, espressa in gradi francesi, è di circa 1.4 °fH ed è determinata dalla somma dei sali di calcio e magnesio. Il contenuto di sodio dichiarato in etichetta è di circa 1.3 mg/L, dato rilevante per chi segue diete iposodiche su indicazione medica.
Il gas presente alla messa in commercio è classificato come naturale (non gassata). Quando il gas è naturalmente disciolto alla sorgente in misura tale da rendere l'acqua effervescente, l'etichetta riporta la dicitura "effervescente naturale"; quando viene aggiunta CO₂ alimentare durante l'imbottigliamento, l'etichetta riporta "addizionata di anidride carbonica". È un dettaglio normativo importante e va sempre verificato.
Origine e geologia della sorgente
La sorgente di Plose si trova nel comune di Bressanone, in provincia autonoma di Bolzano, Trentino-Alto Adige. La sorgente sgorga a 1.870 metri di quota sul versante settentrionale del monte Plose, in val d'Isarco, in una conca alpina del comune di Bressanone. La fonte è esercita dalla famiglia Fellin dagli anni Cinquanta e rappresenta una delle captazioni minerali a maggior altitudine fra quelle commercializzate in Italia.
Il bacino di alimentazione è costituito da rocce metamorfiche cristalline delle Alpi orientali, in particolare gneiss e micascisti del basamento sudalpino. Si tratta di litologie estremamente povere di sali solubili: l'acqua attraversa solo strati silicatici e raccoglie unicamente tracce di calcio, magnesio e bicarbonati, da cui il profilo ultraleggero del prodotto.
L'inquadramento geologico è fondamentale per comprendere la composizione di un'acqua minerale: la mineralizzazione deriva infatti dal lento percorso dell'acqua attraverso strati rocciosi che cedono ioni in soluzione. Tempo di residenza, profondità del percorso e mineralogia delle rocce attraversate determinano il profilo chimico finale del prodotto imbottigliato.
Come leggere correttamente l'etichetta
L'etichetta di un'acqua minerale naturale è disciplinata in modo puntuale dal D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176, dall'Allegato II al medesimo decreto e dal Decreto del Ministero della Salute 10 febbraio 2015. In particolare, l'etichetta deve obbligatoriamente riportare denominazione di vendita, indicazione della sorgente, comune di emergenza, classificazione, composizione analitica con data dell'analisi, eventuali trattamenti consentiti e termine minimo di conservazione.
Sulla bottiglia di Plose il consumatore può quindi verificare in autonomia: il residuo fisso a 180 °C (in questo caso 22 mg/L), il pH alla sorgente (6.6), la durezza totale (1.4 °fH equivalenti), il contenuto di calcio, magnesio, sodio, potassio, bicarbonati, solfati, cloruri e nitrati. La tabella analitica deve indicare anche la data del prelievo e il laboratorio che ha eseguito l'analisi.
- Denominazione legale (acqua minerale naturale, oligominerale, ecc.)
- Nome commerciale e logo della sorgente
- Comune e provincia di emergenza
- Risultati delle analisi chimico-fisiche con data e laboratorio
- Trattamenti subiti (decantazione, filtrazione, eliminazione di ferro, manganese, zolfo o arsenico, aggiunta di CO₂)
- Termine minimo di conservazione e numero di lotto
Confronto con altre acque minerali
Plose appartiene al ristretto club delle acque ultraleggere italiane, insieme a Sant'Anna, Lauretana e Fonti di Vinadio. Rispetto a queste, il valore di pH (6,6) è il più acido del segmento, dovuto al passaggio quasi esclusivo attraverso rocce silicatiche prive di carbonati: si tratta di un tratto distintivo apprezzato nei pairing con vini bianchi minerali e cucina giapponese.
Per orientarsi tra centinaia di marchi in commercio è utile ricordare che il D.Lgs. 176/2011 individua quattro classi in base al residuo fisso: minimamente mineralizzate (≤ 50 mg/L), oligominerali (≤ 500 mg/L), mediominerali (tra 500 e 1.500 mg/L) e ricche di sali minerali (> 1.500 mg/L). Plose, con i suoi 22 mg/L, si colloca quindi nel gruppo delle acque minimamente mineralizzata.
A chi è indicata e indicazioni d'uso
Il bassissimo residuo fisso, l'assenza di nitrati e il sodio inferiore ai 20 mg/L permettono la dicitura "indicata per le diete povere di sodio" e ne consentono l'utilizzo per la preparazione degli alimenti per lattanti, in conformità all'attuale normativa. Il pH leggermente acido e il sapore neutro la rendono apprezzata nell'alta ristorazione internazionale, segmento di vocazione del marchio.
Le diciture salutistiche ammissibili in etichetta sono tassativamente elencate dal D.M. 10 febbraio 2015 e includono ad esempio "indicata per le diete povere di sodio" (per acque con sodio ≤ 20 mg/L), "può favorire la digestione", "può avere effetti diuretici", "può favorire la diuresi", "può essere utilizzata per la preparazione degli alimenti dei lattanti". L'utilizzo di tali diciture è subordinato al rispetto di precisi requisiti analitici verificati dal Ministero della Salute.
In ogni caso, le indicazioni nutrizionali presenti in etichetta non costituiscono prescrizione medica: persone con patologie renali, cardiache, ipertensione o gravidanza dovrebbero confrontarsi con il proprio medico curante prima di selezionare un'acqua minerale di consumo abituale.
Cornice normativa: il D.Lgs. 176/2011
Il D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176 ha recepito in Italia la direttiva 2009/54/CE e disciplina in modo organico la commercializzazione delle acque minerali naturali. Il decreto definisce le acque minerali come acque batteriologicamente pure aventi origine da una falda o giacimento sotterraneo, provenienti da una o più sorgenti naturali o perforate, distinguendole nettamente sia dalle acque di sorgente sia dalle acque destinate al consumo umano disciplinate dal D.Lgs. 18/2023.
Il riconoscimento ufficiale di un'acqua come minerale naturale richiede un decreto del Ministero della Salute, basato su una caratterizzazione idrogeologica, fisico-chimica e microbiologica della sorgente. Solo dopo il riconoscimento, la Regione competente rilascia la concessione di sfruttamento e autorizza l'imbottigliamento allo stabilimento di confezionamento, situato per legge in prossimità della sorgente.
Sono ammessi soltanto trattamenti tassativi: separazione di elementi instabili come ferro, manganese, zolfo e arsenico, eliminazione di anidride carbonica libera, aggiunta o reintegrazione di anidride carbonica. Sono invece vietati trattamenti di disinfezione e qualsiasi modifica della composizione minerale dell'acqua originaria.
Sostenibilità e impatto ambientale
Acqua Plose Fellin S.p.A. ha investito in bottiglie in vetro per l'export di alta gamma, in alternativa al PET, e ha ottenuto certificazioni ambientali sulla gestione del bacino idrominerale. Lo stabilimento di imbottigliamento opera in regime di concessione della Provincia autonoma di Bolzano, in coerenza con il Piano provinciale di tutela delle acque.
Il dibattito sull'impatto ambientale delle acque minerali in bottiglia è ampio: il consumo di plastica monouso, le emissioni legate al trasporto e l'impronta idrica del processo produttivo sono i tre vettori principali. La normativa europea sui rifiuti da imballaggio (Direttiva UE 2018/852 e Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio) sta progressivamente alzando l'asticella su contenuto di plastica riciclata, riciclabilità e sistemi di vuoto a rendere.
Per chi vuole un quadro analitico equivalente sull'acqua del proprio rubinetto è possibile far eseguire un'analisi accreditata ISO/IEC 17025: i parametri chimici riportati sull'etichetta di un'acqua minerale (residuo fisso, durezza, sodio, nitrati, conducibilità) si calcolano e si confrontano con gli stessi metodi.
I valori riportati di residuo fisso, pH, durezza e contenuto di sodio sono tratti dalle etichette ufficiali pubblicate dai produttori e possono variare nel tempo per cause naturali legate al ciclo idrogeologico della sorgente. Il consumatore è invitato a verificare sempre i valori sull'etichetta del lotto in suo possesso, in conformità a quanto richiesto dal D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176 e dal Decreto del Ministero della Salute 10 febbraio 2015 sui criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali.
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-05-22. Dati di natura pubblica tratti dalle etichette ufficiali dei produttori; possono variare nel tempo per cause naturali. Riferimento normativo: D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176.