Lurisia
Lurisia sgorga a Roccaforte Mondovì (CN) alle Alpi Liguri-Marittime: minimamente mineralizzata (residuo fisso 33 mg/L), storica acqua oligominerale piemontese, oggi parte del gruppo Coca-Cola HBC Italia.
Residuo fisso a 180 °C
33 mg/L
Classificazione: Minimamente mineralizzata (D.Lgs. 176/2011)
- pH alla sorgente
- 6.7
- Durezza totale
- 1.7 °fH
- Sodio
- 1.9 mg/L
- Gas
- Naturale (non gassata)
Caratteristiche idrochimiche
Lurisia è un'acqua minerale naturale italiana imbottigliata alla sorgente nel comune di Roccaforte Mondovì (provincia di Cuneo, Piemonte). L'analisi chimica di riferimento riportata in etichetta colloca questo prodotto nella categoria delle acque minimamente mineralizzata, sulla base del valore di residuo fisso a 180 °C pari a circa 33 mg/L. Il residuo fisso esprime la quantità di sali minerali disciolti che restano dopo l'evaporazione dell'acqua a 180 °C ed è il parametro principale che il D.Lgs. 176/2011 utilizza per classificare le acque minerali in commercio.
Il pH alla sorgente è pari a 6.7, valore che descrive la reazione acida o basica dell'acqua: un pH inferiore a 7 indica una leggera acidità, un pH superiore a 7 indica un'acqua tendenzialmente basica. La durezza totale, espressa in gradi francesi, è di circa 1.7 °fH ed è determinata dalla somma dei sali di calcio e magnesio. Il contenuto di sodio dichiarato in etichetta è di circa 1.9 mg/L, dato rilevante per chi segue diete iposodiche su indicazione medica.
Il gas presente alla messa in commercio è classificato come naturale (non gassata). Quando il gas è naturalmente disciolto alla sorgente in misura tale da rendere l'acqua effervescente, l'etichetta riporta la dicitura "effervescente naturale"; quando viene aggiunta CO₂ alimentare durante l'imbottigliamento, l'etichetta riporta "addizionata di anidride carbonica". È un dettaglio normativo importante e va sempre verificato.
Origine e geologia della sorgente
La sorgente di Lurisia si trova nel comune di Roccaforte Mondovì, in provincia di Cuneo, Piemonte. La sorgente Santa Barbara si trova nella frazione Lurisia del comune di Roccaforte Mondovì, alle pendici del Massiccio del Pigna, fra le Alpi Liguri e le Alpi Marittime. La sorgente venne studiata negli anni Quaranta da Marie Curie, che ne certificò le proprietà radiogene, e da allora ha dato origine sia al polo termale sia allo stabilimento di imbottigliamento.
Il bacino di alimentazione attraversa rocce metamorfiche silicatiche del basamento cristallino delle Alpi sud-occidentali, povere di sali solubili. Da questa litologia deriva il profilo estremamente leggero del prodotto, con basso contenuto di calcio, magnesio, sodio e bicarbonati, paragonabile per leggerezza alle acque di alta quota delle Alpi Marittime.
L'inquadramento geologico è fondamentale per comprendere la composizione di un'acqua minerale: la mineralizzazione deriva infatti dal lento percorso dell'acqua attraverso strati rocciosi che cedono ioni in soluzione. Tempo di residenza, profondità del percorso e mineralogia delle rocce attraversate determinano il profilo chimico finale del prodotto imbottigliato.
Come leggere correttamente l'etichetta
L'etichetta di un'acqua minerale naturale è disciplinata in modo puntuale dal D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176, dall'Allegato II al medesimo decreto e dal Decreto del Ministero della Salute 10 febbraio 2015. In particolare, l'etichetta deve obbligatoriamente riportare denominazione di vendita, indicazione della sorgente, comune di emergenza, classificazione, composizione analitica con data dell'analisi, eventuali trattamenti consentiti e termine minimo di conservazione.
Sulla bottiglia di Lurisia il consumatore può quindi verificare in autonomia: il residuo fisso a 180 °C (in questo caso 33 mg/L), il pH alla sorgente (6.7), la durezza totale (1.7 °fH equivalenti), il contenuto di calcio, magnesio, sodio, potassio, bicarbonati, solfati, cloruri e nitrati. La tabella analitica deve indicare anche la data del prelievo e il laboratorio che ha eseguito l'analisi.
- Denominazione legale (acqua minerale naturale, oligominerale, ecc.)
- Nome commerciale e logo della sorgente
- Comune e provincia di emergenza
- Risultati delle analisi chimico-fisiche con data e laboratorio
- Trattamenti subiti (decantazione, filtrazione, eliminazione di ferro, manganese, zolfo o arsenico, aggiunta di CO₂)
- Termine minimo di conservazione e numero di lotto
Confronto con altre acque minerali
Lurisia si colloca nel segmento delle minimamente mineralizzate alpine, condividendo l'inquadramento geologico cristallino con Sant'Anna e Fonti di Vinadio, anch'esse in provincia di Cuneo. Rispetto a queste presenta un residuo fisso leggermente superiore e una storia industriale di nicchia, con un posizionamento commerciale tradizionalmente premium nella ristorazione.
Per orientarsi tra centinaia di marchi in commercio è utile ricordare che il D.Lgs. 176/2011 individua quattro classi in base al residuo fisso: minimamente mineralizzate (≤ 50 mg/L), oligominerali (≤ 500 mg/L), mediominerali (tra 500 e 1.500 mg/L) e ricche di sali minerali (> 1.500 mg/L). Lurisia, con i suoi 33 mg/L, si colloca quindi nel gruppo delle acque minimamente mineralizzata.
A chi è indicata e indicazioni d'uso
Il contenuto di sodio inferiore ai 20 mg/L consente la dicitura "indicata per le diete povere di sodio". Il residuo fisso molto basso, l'assenza di nitrati significativi e il pH prossimo alla neutralità la rendono inoltre compatibile, secondo l'attuale disciplina, con la preparazione degli alimenti per lattanti, sempre previa verifica dei valori sull'etichetta del lotto.
Le diciture salutistiche ammissibili in etichetta sono tassativamente elencate dal D.M. 10 febbraio 2015 e includono ad esempio "indicata per le diete povere di sodio" (per acque con sodio ≤ 20 mg/L), "può favorire la digestione", "può avere effetti diuretici", "può favorire la diuresi", "può essere utilizzata per la preparazione degli alimenti dei lattanti". L'utilizzo di tali diciture è subordinato al rispetto di precisi requisiti analitici verificati dal Ministero della Salute.
In ogni caso, le indicazioni nutrizionali presenti in etichetta non costituiscono prescrizione medica: persone con patologie renali, cardiache, ipertensione o gravidanza dovrebbero confrontarsi con il proprio medico curante prima di selezionare un'acqua minerale di consumo abituale.
Cornice normativa: il D.Lgs. 176/2011
Il D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176 ha recepito in Italia la direttiva 2009/54/CE e disciplina in modo organico la commercializzazione delle acque minerali naturali. Il decreto definisce le acque minerali come acque batteriologicamente pure aventi origine da una falda o giacimento sotterraneo, provenienti da una o più sorgenti naturali o perforate, distinguendole nettamente sia dalle acque di sorgente sia dalle acque destinate al consumo umano disciplinate dal D.Lgs. 18/2023.
Il riconoscimento ufficiale di un'acqua come minerale naturale richiede un decreto del Ministero della Salute, basato su una caratterizzazione idrogeologica, fisico-chimica e microbiologica della sorgente. Solo dopo il riconoscimento, la Regione competente rilascia la concessione di sfruttamento e autorizza l'imbottigliamento allo stabilimento di confezionamento, situato per legge in prossimità della sorgente.
Sono ammessi soltanto trattamenti tassativi: separazione di elementi instabili come ferro, manganese, zolfo e arsenico, eliminazione di anidride carbonica libera, aggiunta o reintegrazione di anidride carbonica. Sono invece vietati trattamenti di disinfezione e qualsiasi modifica della composizione minerale dell'acqua originaria.
Sostenibilità e impatto ambientale
Lurisia è oggi distribuita da Coca-Cola HBC Italia, che ha rilevato lo storico marchio piemontese mantenendo l'imbottigliamento alla sorgente come previsto dal D.Lgs. 176/2011. Il gruppo ha esteso al marchio i propri programmi di transizione a rPET, riduzione delle emissioni di CO₂ logistiche e tutela del bacino idrominerale in accordo con la Regione Piemonte.
Il dibattito sull'impatto ambientale delle acque minerali in bottiglia è ampio: il consumo di plastica monouso, le emissioni legate al trasporto e l'impronta idrica del processo produttivo sono i tre vettori principali. La normativa europea sui rifiuti da imballaggio (Direttiva UE 2018/852 e Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio) sta progressivamente alzando l'asticella su contenuto di plastica riciclata, riciclabilità e sistemi di vuoto a rendere.
Per chi vuole un quadro analitico equivalente sull'acqua del proprio rubinetto è possibile far eseguire un'analisi accreditata ISO/IEC 17025: i parametri chimici riportati sull'etichetta di un'acqua minerale (residuo fisso, durezza, sodio, nitrati, conducibilità) si calcolano e si confrontano con gli stessi metodi.
I valori riportati di residuo fisso, pH, durezza e contenuto di sodio sono tratti dalle etichette ufficiali pubblicate dai produttori e possono variare nel tempo per cause naturali legate al ciclo idrogeologico della sorgente. Il consumatore è invitato a verificare sempre i valori sull'etichetta del lotto in suo possesso, in conformità a quanto richiesto dal D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176 e dal Decreto del Ministero della Salute 10 febbraio 2015 sui criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali.
Domande correlate
Ultimo aggiornamento: 2026-05-22. Dati di natura pubblica tratti dalle etichette ufficiali dei produttori; possono variare nel tempo per cause naturali. Riferimento normativo: D.Lgs. 8 ottobre 2011, n. 176.